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The complete Brian The Brain: Miguel Angel Martin e la normalità

The complete Brian The Brain: Miguel Angel Martin e la normalità - immagine1-3623Brian è un bambino che vive nel futuro. La madre lavora come cavia presso una società di ricerche mediche e farmaceutiche chiamata Biolab. Proprio durante la gravidanza la donna si è esposta a degli esperimenti con gli ultrasuoni che hanno danneggiato il feto.
Brian nasce così senza scatola cranica, con il cervello esposto alle intemperie del mondo. Ma probabilmente le stesse ragioni che sono alla base della sua malformazione sono anche alla base dei poteri extrasensoriali, come la telepatia e la telecinesi, che il ragazzo è in grado di praticare. Inoltre, se si considera che la storia ha come cornice una società zeppa di diversità e angosce (espresse spesso attraverso malattie d’ogni tipo: la bambina col cancro, il bambino sulla sedia a rotelle e così via fino ad arrivare a patologie bizzarre e raccapriccianti), Brian, in un fantastico paradosso, sembra essere l’unico abitante normale del suo mondo. Normale non nell’aspetto fisico, ma nella volontà di interagire e capire l’altro, nel proposito di mostrare altruismo e comprensione verso il prossimo.

Miguel Angel Martin dimostra di conoscere bene la storia del fumetto ed è riuscito a miscelare la fantascienza, la critica sociale e il fumetto d’autore. Insomma per azzardare un paragone si potrebbe dire che Brian è come un Charlie Brown iperdotato e molto perspicace che si muove all’interno di un futuro degenerato, a metà strada tra quello lugubre della trilogia di Nikopol di Bilal e quello brutale presente in tanti manga come Akira e Violence Jack. Con la significativa differenza che pero’, qui, la violenza è più mentale e psicologica che fisica.
La parte più agghiacciante è proprio questa ambientazione futuristica, spesso allusa e non mostrata direttamente, ma molto efficace. Si riesce benissimo a riscontrare nel futuro la degenerazione del presente.
I morbi causati dall’uomo e dalla sua noncuranza si moltiplicano, le ingiustizie sociali sono sempre più grandi, il cinismo e il razzismo sono comunemente praticati, anzi sono quasi la base culturale sulla quale vertono parecchie considerazione fatte dai personaggi. Gli stessi bambini che dovrebbero essere le vittime di questa società, rappresentati da Martin diventano perfidi, sia per la cattiveria figlia dell’ingenuità tipica dell’infanzia, sia perché sono comunque il frutto di una società carica di ingiustizie e di odio. Sebbene Brian sia un essere deforme con problemi familiari, poteri extrasensoriali e la cronica incapacità di relazionarsi con gli altri (che o sono messi peggio di lui o lo sfruttano per le sue competenze), è l’unico a sembrare normale in questo mondo degenerato.

Ma che cosa è la normalità a cui allude Martin?
Non è che un’altra convenzione sociale messa alla berlina, l’ultimo rigurgito di una società serva del profitto e del culto dell’immagine, in cui gli esseri umani non sono altro che cavie. Brian smaschera anche questi meccanismi: il bambino rimane spesso deluso dagli altri e tradito dalla vita che lo priva in continuazione dei suoi affetti, ma non per questo smette di trattare tutti con rispetto e amicizia. Proprio il suo cervello è un fantastico guazzabuglio di metafore, palesa la sua intelligenza, ma al tempo stesso lo espone a un mondo che non lo accetta, se non come oggetto di esperimenti, e rivela una fragilità personale, emotiva e fisica.

La storia va avanti quasi tavola per tavola, conferendo alla narrazione un ritmo convincente. Ritmo che sostiene in eguale misura sia le tavole che lo sviluppo intero della trama, dal momento che ogni pagina, ogni episodio, ogni personaggio è una pennellata fondamentale nell’affresco descritto dall’autore spagnolo. Il coinvolgimento del lettore è pressoche’ costante e vengono sollecitate continuamente delle reazioni: ora il disgusto, ora la rabbia, una tavola ti colpisce come un pugno e un’altra ti demoralizza.
In sintesi, un’opera che non lascia per nulla indifferenti. I momenti fondamentali per la comprensione del testo non sono pero’ sacrificati sull’altare del manierismo o soffocati da un rigido schema narrativo. Ogni accadimento ha un suo giusto respiro. Lo stile dei disegni è semplice e lineare, tutti i personaggi sono riconoscibili, ma allo stesso tempo tristemente uguali. Oppressi e schiacciati da un bianco e nero totalmente privo di sfumature.

The complete Brian The Brain: Miguel Angel Martin e la normalità - immagine2-3623Per quanto riguarda la raffigurazione del futuro fantastico mancano del tutto i paesaggi e gli scenari tipici del genere. Nelle scene esterne non c’e’ mai una vignetta sovrappopolata da personaggi, o una in campo lunghissimo su una metropoli. Anche i dettagli e i particolari delle cose e delle persone si contano quasi sulla punta delle dita. I primi piani e i visi sono i veri protagonisti della storia: tristi, allegri, deformi, in soggettiva, in semisoggettiva, campi e controcampi. Sono loro a occupare gran parte delle vignette. Visi di bambini malati, visi di uomini e donne vittime e carnefici allo stesso punto di un futuro così inumano da risultare forse proprio per questo scioccante.
Brian è un personaggio dall’altissimo spessore sia umano che narrativo. Il protagonista si dimostra tanto grande da fagocitare gradualmente tutti gli altri personaggi, che muoiono o perdono lo smalto iniziale. Ma questa non è necessariamente una pecca di Miguel Angel Marti’n, anzi forse serve per far meglio comprendere il rapporto di Brian con l’ambiente circostante, che è la sua vera nemesi, espressa sopratutto dalle stanze asettiche del Biolab. Oltre a questo può essere un modo per mettere il giovane protagonista al cospetto della sua solitudine.

Alla fine, in questo fumetto c’è un unico e immenso contrasto tra due visioni diverse della vita e del futuro: da un lato la degenerazione totale dei costumi messa in scena dall’autore spagnolo, dall’altro lato lo stesso mondo che pero’ cerca d’essere giusto e migliore. Quello visto attraverso gli occhi di Brian, quello che tutti i lettori dovrebbero augurare che si manifesti.

Abbiamo parlato di:
The complete Brian the Brain
Miguel Angel Martin
, 2006
188 pagine, brossurato, bianco e nero – 15,00€

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