Recensioni

Remember #1

Remember #1 - immagine1-3605Questo (primo, come suggerisce la numerazione) volume presenta anche in Italia il talento di Benjamin, giovanissimo autore cinese dalle innegabili doti grafiche e narrative.

Il primo forte impatto, sfogliando anche distrattamente questa raccolta di due storie brevi e di numerose illustrazioni, lo si riceve dal disegno: il tratto dell’autore, con leggere influenze orientali e un gusto del colore ricco ma meno invasivo delle opere di hong kong, è sicuramente internazionale nel respiro e nel registro. L’uso del computer, dalla tavoletta grafica all’uso di programmi di grafica, non risulta mai invasivo e preponderante.
Dotatissimo per l’illustrazione, l’autore mostra un tratto che sa essere dolce e plastico quanto schizzato e dinamico, e una colorazione che dona una fisicità potente alle sue matite. Gli sguardi dei soggetti ritratti, tutti giovanissimi e bellissimi, sembrano fissare il lettore quasi in attesa di una risposta a qualche tacita domanda, e le espressioni tradiscono una vasta gamma di sentimenti e sensazioni, di speranze e disillusioni che, grazie alla propria giovane eta’, Benjamin sa cogliere e interpretare.

Ma un tratto così illustrativo e a tratti pittorico riesce a piegarsi e reinterpretarsi anche nel fumetto. E’ in questa veste che l’ecletticità di questo autore emerge, che l’uso del colore diventa efficacissimo nell’ integrare totalmente il disegno, che l’alternanza di tratti definiti ad altri quasi solo abbozzati riesce a diventare strumento di comunicazione assolutamente efficace. Anche la costruzione delle vignette e delle tavole, per quanto non altrettanto originale e personale, è equilibrata e non ostacola la lettura, mentre risulta invece degna di nota la scelta delle inquadrature volta a sottolineare l’atmosfera della scena e i sentimenti dei protagonisti. Un talento grafico, per concludere, che non può lasciare indifferente il lettore.

L’altra cosa che colpisce, una volta terminata la lettura, è il profondo senso di intima condivisione con l’autore. In prima battuta per le due storie che compongono la prima metà del volume: per quanto non strettamente autobiografiche, i protagonisti sono due ragazzi difficili e tormentati la cui unica vera ragione di vita sembra essere il disegno e il fumetto. Un elemento che sovrasta tutti gli altri, compreso l’amore, e che sopravvive con rabbiosa determinazione alle difficoltà sentimentali, lavorative, a ogni umiliazione. I due protagonisti, fiero e scostante il primo, maniacale e sottomesso il secondo, possono facilmente essere immaginati come due aspetti antitetici del carattere dell’autore, due estremizzazioni del suo vivere l’arte. Sono racconti non particolarmente complessi, che vivono sul confine dell’eccesso (eccesso di maniacale determinazione, eccesso di drammatizzazione dei rapporti umani), ma densi di una tensione umorale che lascia un senso di angoscia palpabile. Viene naturale chiedersi se Benjamin saprà evolvere nei temi, nei soggetti dei suoi racconti, e se saprà trasmettere sempre con tanta forza l’atmosfera delle sue opere.

Remember #1 - immagine2-3605A completare il senso di immedesimazione con l’autore c’e’ la parte di testi a commento ai due racconti e alle illustrazioni, oltre a pagine di pensieri e ricordi dell’autore. Nel leggere queste parti e’ evidente l’enfasi tipica della tarda adolescenza, in cui i pensieri si riempiono di frasi fataliste, ricche di retorica; eppure così spontanee e intime da colpire, da far ricordare con forza quel periodo della vita in cui i pensieri di gran parte di noi erano cosi’. Benjamin mette su carta i suoi pensieri senza mediazioni, senza preoccuparsi di rivederli o di adattarli ai possibili lettori: sono pensieri nudi e crudi e, per questo, hanno la forza della verita’.
Un aspetto che ritorna sempre nei commenti alle opere qui raccolte è la voglia di perfezione in quel che produce, la continua ricerca degli errori, il suo rapporto profondo e tormentato con l’arte.

Eppure, nonostante ci si trovi di fronte a un perfezionista, colpisce il suo giudizio sul secondo racconto breve contenuto nel volume, dal titolo “L’estate di quell’anno“, scritto e disegnato durante la psicosi da SARS scoppiata nel 2003.

L’estate di quell’anno, una volta pubblicato, ha ricevuto delle pessime critiche. Ma, qualunque sia il giudizio degli esperti, questo è il mio lavoro migliore, perlomeno in termini di profondità e di sincerita’. Ogni volta che lo leggo, io rivivo un indimenticabile periodo della mia vita… Ai miei compagni d’avventura di quel periodo… Vi voglio bene!

Riferimenti:
Edizioni Di: www.edizionidi.it

Si ringrazia l’editore per aver fornito il materiale.

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Spazio Bianco: nel cuore del fumetto!

Inizio