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Lollò Cartisano: l’ultima foto alla ‘Ndragheta. Scatti passati per una speranza futura

Lo Spazio Bianco ha deciso di pubblicare questo articolo/recensione di Serena Ferraiolo apparso sul N.188 del mensile Paneacqua (appunti di idee progressiste) sia per la bellezza pura e tagliente del pezzo, sia per dare la possibilità a chi non era riuscito a leggerlo, di recuperare un articolo che parla della forza artistica che il fumetto può esprimere e della speranza che un solo uomo può lasciare dopo la sua morte con le sue idee il suo lavoro e la sua coerenza.

Lollò Cartisano: l'ultima foto alla 'Ndragheta. Scatti passati per una speranza futura - lollo-big-209x300Siamo arrivati a maggio, la primavera esplode e tutti iniziamo lentamente ad abbandonare i nostri gusci. Ci sembra che la vita sia rinata, che il sole finalmente sia tornato a splendere e così anche i nostri umori. E mentre passeggio per le vie del centro della capitale in giorni di fermento turistico un solo enorme pensiero mi attraversa la mente: non se ne parla più. Non si parla più di crisi con gli occhi sbarrati e la paura del vuoto, noi italiani metabolizziamo qualsiasi notizia. Non restiamo più sorpresi dai continui scandali e ci riempiamo gli occhi di “beatificazioni” e “royal wedding”. Ci basta un po’ di sole e un momento familiare di aggregazione per accantonare. Siamo bravissimi noi italiani ad accantonare: dall’immondizia agli scandali agli eccidi. Basta far passare un po’ di tempo per accantonare (che è ben diverso da “dimenticare”). E mentre questo pensiero mi attraversava la mente pensavo a una grossolana definizione ascoltata in qualche conversazione da bar: “L’Italia è  governata da due poteri: uno legale e uno illegale”. Ora, se questa definizione fosse vera almeno per metà già saremmo un bel pezzo avanti.

Lollò Cartisano: l'ultima foto alla 'Ndragheta. Scatti passati per una speranza futura - imagesCAKIIVQ4Ma fotografando questo momento storico, queste settimane, mi viene da pensare che se da un lato il potere “legale” ha avuto i suoi scoop e i suoi paginoni su tutti i giornali (soprattutto i tabloid), il potere “illegale”, con tutte le sue denominazioni, è stato momentaneamente accantonato. Il caso ha voluto che insieme a questi pensieri sia inciampata in un bellissimo romanzo a fumetti edito dalla Round Robin, che racconta in modo onirico una vicenda più che reale: la storia di Lollo (Adolfo) Cartisano, fotografo di Bovalino, sequestrato e ucciso dalla ‘ndrangheta. Se c’e ancora chi crede che i fumetti siano un’arte dedicata all’intrattenimento del lettore, questa volta deve ricredersi davanti all’evidenza.

Lollò Cartisano: l'ultima foto alla 'Ndragheta. Scatti passati per una speranza futura - imagesCAQQA9VALa storia di Lollo viene magistralmente interpretata e raccontata attraverso un personaggio irreale, non definito, il reporter Gino Durante, che si reca a Bovalino per ripercorrere la strada di Lollo e arrivare alla montagna di Pietracappa, uno dei luoghi piu suggestivi della Calabria, che Lollo amava per la sua suggestione, e che divento il luogo in cui venne ritrovato il suo corpo.
Lo sceneggiatore , durante la presentazione romana del libro, ha raccontato parte del suo lavoro, la parte più  difficile: trasformare in immagini e suggestioni una storia complessa, tragica e reale, rendendo al meglio i messaggi che il personaggio ha portato con sè  nella sua storia, messaggi di umiltà, di passione per la cultura e di onestà. D’altro canto anche l’illustratrice ha raccontato le difficoltà  concrete incontrate una volta ricevuta la sceneggiatura: la raffigurazione dei caratteri. Sembra che il rispetto per la persona di Lollo, per la sua storia e la sua onestà abbia inibito entrambi gli autori e li abbia spinti nella direzione immateriale, onirica, che ha reso perfettamente le sinergie e le sensazioni che la vita di Lollo Cartisano, e il coraggio di tutta la sua famiglia, hanno trasmesso al resto del Paese e a tutti quelli che sono venuti a contatto con questa vicenda.
Sono proprio i mancati lineamenti dei personaggi, l’indefinibilita di Bovalino che diventa luogo familiare per tutti, il topos fiabesco del ventre della balena e l’antropomorfizzazione dei personaggi a raggiungere l’obbiettivo e colpire il lettore.Senza dimenticare che la storia di Lollo Cartisano è stata la storia di molti uomini e di molte famiglie calabresi, ma che la famiglia Cartisano ha creduto così fermamente nei principi di onestà e correttezza da non tacere neanche un attimo e ad arrivare a fondare, dopo numerose mobilitazioni, il comitato “Bovalino libera”, a scrivere lettere accorate ai sequestratori e a ricevere, dopo sedici anni, finalmente una risposta.

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Nel romanzo si sente quella forza, quell’energia vitale di chi ha l’occhio critico per fotografare la realtà in tutti i suoi dettagli e riuscire comunque a non perdere il gusto per le cose belle, i paesaggi, gli scenari che mozzano il fiato. Ed è questa quell’emozione che si sente venire fuori pagina dopo pagina, quell’emozione che ci fa gonfiare gli occhi, quell’emozione che non ci intristisce ma ci da una spinta in più: la speranza.
La speranza che tutto ciò sia solo un ricordo, che il potere “illegale” non attecchisca più, che la Calabria (ma anche molte altre regioni d’Italia) non abbia perso la voglia di dare un senso alle cose, alla vita. “Resto appesa alla speranza. Sperando che questa volta sia lei a morire prima di te. Certe volte guardo fuori dalla finestra … Tic toc fa l’orologio, mentre il tempo scorre ancora e il silenzio mi fa il cuore. Mi chiedo dove sono le tue mani. Dimmi, cosa guardano i tuoi occhi grandi? Mi basterebbe un alito di vento e una carezza del tuo sorriso per vivere ancora”.

Abbiamo parlato di:
Lollò Cartisano: L’ultima foto alla ‘Ndragheta
,
Round Robin Editrice, 2011
pag 116, brossurato, bianco e nero – 15€
ISBN: 9788895731247

 

* la foto dove appaiono i due autori è opera di Serena Mastroserio (da sinistra Monica Catalano, Luca Scornaienchi, Celeste Costantino)

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