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Il segno di Zorry Kid

Il segno di Zorry Kid - immagine1-512Come giustamente detto nell’introduzione di questo volumetto, appartenente ad una collana che ha già pubblicato assaggi di Braccio di Ferro, Cico, Geppo, Pedrito ed Drito ed altri, Benito ha bisogno di ben poche presentazioni: geniale ed irriverente autore, il suo tratto ed il suo stile di raccontare sono un marchio di fabbrica che ha saputo superare il bacino di conoscenza degli appassionati di fumetto. E se Cocco Bill è forse il suo personaggio più famoso, Zorry Kid presenta tutti i suoi stilemi e la sua ironia. Le vignette strabordanti di Jacovitti arrivano quasi a confondere il lettore, finendo pero’ per coinvolgerlo nel suo giocoso raccontare, tra salami con le gambe, pesci fuor d’acqua, serpenti e vermi, ossa, bottiglie e vasi da notte. Zorry Kid, come facilmente intuibile, ricalca la storia di Zorro: incallito difensore “della cosa, la California”, si oppone al perfido governatore che dispensa tasse su tasse ai poveri cittadini, nascondendo sotto la sua maschera il giovane Kid Paloma, ballerino instancabile, aiutato dal suo maggiordomo Carmelito Battiston, che non sapendo scrivere “comunica” solamente con fumetti totalmente bianchi. Il nonno, Don Alvaron de la Gota, invece ignora la sua seconda identita’, e lo disprezza cercando piuttosto di aiutare Zorry Kid. Una storia con un capo ed una coda, ma tra i quali si intrecciano situazioni e scene assurde e concitate, dove il divertimento riporta il lettore alla spensieratezza delle risate di bambino.
Lode quindi alle per la scelta, sperando che qualcuno si prodighi in un recupero strutturato delle storie di un grande del fumetto italiano.

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