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Missione Solitaria nel fumetto d’avventura – un ricordo di Gino D’Antonio

Missione Solitaria nel fumetto d'avventura - un ricordo di Gino D'Antonio - immagine1-3476Per quegli strani accadimenti che imputiamo al caso, qualche giorno fa recuperai dalla casa dei miei genitori alcuni fumetti che erano rimasti dimenticati e non letti sugli scaffali di una libreria.
Tra questi, pescai un Nick Raider di sei anni fa e mi immersi nella lettura attratto dal binomio di autori: Gino D’Antonio ai testi e Bruno Ramella ai disegni. La storia in questione, il numero 146 dal titolo Missione Solitaria, è un piccolo gioiello di avventura gialla, un racconto con grande ritmo, teso e intelligente. Anche Ramella, che anni prima ridefinì in buona parte la caratterizzazione grafica della serie, era in stato di grazia, più espressivo e sporco del solito, molto dinamico e ispirato nel muovere le vicende da una vignetta all’altra. Inutile dire che gran parte del merito va alla sceneggiatura di D’Antonio, che a Nick Raider ha dedicato buona parte del suo impegno professionale degli ultimi anni, sempre con un livello medio alto, spiccando ben al di sopra della media delle ultime, opache annate che ne avrebbero determinato la chiusura con il numero 200.

Gino D’Antonio è scomparso improvvisamente e ancora in piena attività la Vigilia di Natale 2006. E’ stato un colpo durissimo per il fumetto italiano, per i lettori che lo seguivano da decenni e per chi, come me, lo ha scoperto solo “recentemente” e che si era appena goduto la ristampa completa di Storia del West realizzato dalla casa editrice IF.

Missione Solitaria ha infiammato il rimpianto per la sua morte e possiede tutte le caratteristiche di stile che hanno reso celebre e amato D’Antonio.
Innanzitutto un’attenta conoscenza dei personaggi e un accurato sviluppo della loro psicologia, spesso tratteggiata con alcuni rapidi e incisivi scambi di battuta. Nick Raider, la fidanzata Violet, il capitano Vance e il cast degli altri comprimari della storia sono tutti rappresentati con vitalità e credibilita’, bilanciati, mai fuori registro. In questo episodio, come in altri precedenti, la resa del titolare della testata sembra anche più centrata e attuale di quella del padre del personaggio , che ha più volte peccato di superficialità e leggerezza. Il Nick di D’Antonio è duro, pronto a tutto, rapido, intelligente e pragmatico. In Missione Solitaria poi, l’autore si diverte a dare maggior sostanza a “CiaoCara” Vance, il capitano del distretto che è dal primo numero nel cast della serie ma quasi sempre protagonista di siparietti comici macchiettistici e bidimensionali.
Il secondo elemento che caratterizza lo stile di D’Antonio è la chiarezza della trama, il senso dell’equilibrio nello sviluppo degli eventi e la grande capacità di cambiare scena, di muovere la storia in direzioni logiche ma inaspettate. Anche in questo episodio, dove l’indagine poliziesca richiede un rigore e una linearità che non era necessaria, per esempio, nelle vicende di Storia del West, l’incalzare degli avvenimenti è agile, non casuale – ma dettata dai comportamenti dei protagonisti – e, quel che più conta, avvincente. Si è letteralmente incollati alla pagina, per vedere come andrà a finire.
Terza caratteristica eccellente è l’uso dei dialoghi. Didascalie inesistenti, un parlato secco, realistico, funzionale alla trama e contemporaneamente allo sviluppo della psicologia dei personaggi. Gli scambi dialogici sono spesso orientati al confronto tra i protagonisti, a volte motivato dall’evolvere della storia, altre più semplicemente e realisticamente dettati dal bisogno di esprimere se stessi e la propria personalita’. Cio’ spicca nel rapporto tra Nick e Violet e, soprattutto, tra Nick e Vance.

Missione Solitaria nel fumetto d'avventura - un ricordo di Gino D'Antonio - immagine2-3476Nelle storie di D’Antonio, anche quelle apparentemente meno “impegnative” e “di mestiere” come questa Missione Solitaria, si avverte la costante tensione tra la centralità dell’avventura tout court e la centralità dei personaggi e delle dinamiche tra i personaggi. L’equilibrio raggiunto nel corso degli anni ha trovato la sua matura, perfetta manifestazione propria in Storia del West, dove l’immaginario western di tanto cinema e cultura popolare si incontra con l’attenzione alla Storia e con lo sviluppo di personaggi indelebili, che crescono, invecchiano e muoiono, imparano, sbagliano e crescono come tutti noi.
Il “segreto” del piacere che si prova nel leggere le storie di Gino D’Antonio sembra stare proprio qui, in questa continua ricerca di un punto di vista nuovo sull’avventura, un punto di vista intelligente che non solo è vitale e necessario al medium fumetto, ma soprattutto indica il massimo rispetto e amore che l’autore ha sempre avuto per il lettore di fumetti, vero e proprio complice di un percorso mentale di intrattenimento, di svago ma non per questo meno importante di mille altre attività umane.
Ne è ulteriore conferma la divertente e auto-ironica commedia Bella & Bronco che è attualmente in corso di pubblicazione in edicola proprio per i tipi della IF. e’ solare, è imprevedibile ed è il miglior modo che abbiamo a disposizione oggi per ricordare Gino D’Antonio e la sua attualità di autore.

Abbiamo parlato di:
Nick Raider #146 – Missione Solitaria, 2000, Editore
Storia del West # 1-39, serie terminata, Edizioni If
Bella & Bronco, in Storia del West Presenta #39-42, 2006-2007, Edizioni If

Riferimenti:
Editore: www.sergiobonellieditore.it
Edizioni If: www.ifedizioni.it
Biografia di D’Antonio da UBCFumetti: www.ubcfumetti.com/data/dantonio.htm biografia

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