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Speed Loop #0

Speed Loop #0 - immagine1-3475I ragazzi che qualche anno fa iniziarono a leggere Monster Allergy trovano ora in edicola l’ultimo nato di casa , che si presenta loro come ideale sviluppo di quell’esperienza. Dal magico al cyberpunk, restando focalizzati sull’ambiente scolastico che stavolta non è più una scuola media, bensì (gli anni passano) un collegio. Non un collegio qualunque, naturalmente: Deeps Pool House (DPH), questo il suo nome, è un collegio di e’lite, dove si forma, ovvero si plasma, la classe dirigente di domani (forse il domani stesso?). C’e’ la fila per iscrivere i figli a DPH, perché i ricchi ed i potenti di oggi vogliono che i propri discendenti non solo mantengano le posizioni da loro acquisite, ma abbiano tutti gli strumenti per migliorarle. Come ovunque nel mondo, la scuola è il percorso di formazione principe degli individui e dei loro destini e sbagliare strada significa restare fuori dai posti che contano e mancare le occasioni importanti. Così è in Giappone (le commedie scolastiche ce lo hanno mostrato in tutte le prospettive), in Gran Bretagna, in India, eccetera eccetera. E così è anche negli Stati Uniti, dove è ambientato Speed Loop.

Assodato questo, che cosa ci fa lo scalcagnato protagonista, Reno Albarn, figlio di un piccolo negoziante, cronicamente primo della classe e piccolo genio informatico [1], nella scuola dei padroni e dei miliardari? Chi ha proposto la borsa di studio pluriennale che consente a Reno di frequentare DPH? E perché?
Qualunque siano le risposte, Reno accetta e si trova catapultato in un mondo alieno, in compagnia di personaggi bizzarri. I buoni: PJ, Gilliam; le macchiette, come Rummy, Brenda, i professori; gli ambigui, quali il reggente Skullion ed Horace (e DPH stessa, si intende).
In tal contesto, fra litigi, rivalità adolescenziali e lezioni, Reno ed i suoi amici scoprono che DPH e’, se non una facciata, solo una parte di un qualcosa (un progetto? un mondo?) molto misterioso e parzialmente radicato in un universo virtuale, che, supponiamo, verrà esplorato nel seguito della serie.
A fianco di questa duplice traccia (commedia scolastica e mistery), scorre quella che potrebbe essere la trama più profonda, destinata forse a fare da collegamento ai vari intrecci: la sorte della madre di Reno, che abbandono’ la famiglia quattro anni prima. Reno è deciso a rintracciarla, e chissà che DPH non fornisca una qualche chiave a questo mistero.

Speed Loop #0 - immagine2-3475Con tutti questi ingredienti, Vitaliano e Sciarrone propongono un numero zero scorrevole e ritmato, tecnicamente quasi ineccepibile (giusto la colorazione non riesce a convincerci, ma la costruzione delle tavole ne bilancia l’effetto) ma che, a nostro parere, manca dell’intensità emotiva che lo scenario avrebbe meritato. Si badi: le scenette comiche sono ben costruite (gli scontri Reno/Rummy o PJ/Brenda, ad esempio), ma, come retrogusto a lettura ultimata, fanno decisamente aggio sulla componente mistery. è verissimo: l’esperienza virtuale di Reno copre una decina di tavole, nelle quali il protagonista rischia forse la vita, ma resta l’impressione di un divertissement. Le battute fra Horace e Reno tendono a sdrammatizzare una situazione che non andrebbe sdrammatizzata, semmai caricata ulteriormente. Insomma, il sintomo che ci impensierisce è che, nel corso della lettura, non abbiamo provato l’angoscia che, dati i presupposti, ci attendevamo.

Sottolineiamo come la nostra sia notazione di gusto: non dubitiamo che la scelta del tono narrativo sia stata ben ponderata, in funzione, verosimilmente, del supposto lettore destinatario (leggi: target). Non per niente, il motto sulla copertina recita “Misterioso, emozionante, divertente“. Ecco, la nostra impressione è che siano stati dedicati molti sforzi per renderlo divertente, a scapito degli altri aggettivi. Tuttavia, chiediamo la comprensione di Sciarrone, che nei ringraziamenti e nelle immagini della madre di Reno cita esplicitamente Neon Genesis Evangelion: linguaggi diversi (animazione contro fumetto) ma stesso target. Anche la serie Gainax, infatti, narra l’uscita dall’adolescenza e la ricerca della madre da parte del protagonista. In quel caso, tuttavia, la narrazione corre su un livello di intensità emotiva doloroso [2] fin dal primo episodio e lo abbassa solo per consentire allo spettatore di riposare le proprie emozioni, in attesa dello shock successivo.

Ecco, quello che manca a questo numero 0 è stato, a nostro modo di sentire, il coraggio di proporre un tono più cupo, più claustrofobico: ridurre le parti di commedia, da usarsi magari più oltre, ed accentuare il mistero e le aspettative.
Ultima notazione: confezione editoriale prestigiosa, bel cartonato con contenuti speciali (schede dei personaggi ed ambientazioni) ben calibrati. Unica perplessità il prezzo: ben commisurato all’edizione, sarà alla portata del lettore tipico ovvero si rivelerà di ostacolo alla diffusione?

Note:
[1] – Ma decisamente carente in materia di sintassi: a pag. 37 dice: “Sono contento che ne sei entusiasta“. Un indicativo decisamente fuori luogo!
[2] – Naturalmente, gli autori scontano la politica Disney che non consente di mostrare ne’ la sofferenza, ne’ la morte ne’ i traumi ad esse collegati.

Riferimenti::
Disney Italia: www.disney.it
Sito di Speed Loop: www.speedloop.it
Il protagonista Reno Albarn su MySpace: www.myspace.com/reno_albarn

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