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Sol Mirror #0, #1

Sol Mirror #0, #1 - immagine1-3460Sol Mirror è una miniserie articolata in un prologo e quattro episodi [1], ideata da Stefano Cresti e Rossana Baldanza, e promossa con passione da Salvatore Taormina nelle fiere e mostre fumettistiche: il numero zero uscì in occasione dei Romics ed il numero uno è stato presentato a Lucca Comics. Con il numero due annunciato per marzo, culliamo la speranza di godere il finale della storia entro il termine del 2007.
Alla realizzazione dei primi due fascicoli ha partecipato una nutrita squadra di autori che, visti i risultati, merita la completa citazione: Stefano Cresti e Rossana Baldanza ai testi, Paola Antista ai disegni del numero 0, Simona Tornabene a quelli del numero 1, Andres Jose’ Mossa e Micaela Tangorra ai colori, Silvestro Nicolaci alle copertine.
I componenti sono numerosi, ma il prodotto finale è omogeneo e compatto: Antista e Tornabene portano alla vita la sceneggiatura, mentre Mossa e Tangorra danno risonanza all’appropriata atmosfera di tensione e cupezza della vicenda e delle tavole; le copertine di Nicolaci sono evocativa introduzione e preciso compendio degli albi.

La vicenda. Quattro bambini, Jacob, Vassiliska, Asiah e , si trovano coinvolti in un mistero, di cui sembrano essere non semplici pedine, ma parte costitutiva. Dalle prime pagine, sappiamo che in questo mistero un drago, o meglio, il risveglio di un drago, ha un ruolo importante e che i bambini hanno a che fare con esso: che ne siano evocatori, manifestazioni, incubatori sono solo alcune delle possibilità che, a questo punto della storia, sono plausibili. Intuiamo che questo mistero faccia parte di una lotta, di cui ignoriamo (mistero attorno al mistero) sia lo scenario sia la posta in gioco. Attori di questo conflitto sono sicuramente due adulti, una geisha ed un giardiniere, che seguono le avventure dei bambini. Ma, leggendo la storia di Jacob, forte è il sospetto che anche gli adulti legati ai bambini (complimenti a Tornabene, per le rughe dei loro volti e la resa degli sguardi e dei gesti) ne partecipino in qualche modo. La vicenda si svolge su due piani di realta’: il nostro, dove vivono i protagonisti, ed un mondo dalle caratteristiche oniriche, abitato da bambini senza volto e feroci guardiani, dove sembra risiedere la chiave dello scioglimento della storia.

Sol Mirror #0, #1 - immagine2-3460Insomma, come si sarà capito da questa sintesi, Sol Mirror propone una preparazione ricca di ingredienti classici e ben amalgamata nella sua apertura: la creazione delle aspettative (in qualche modo, la parte facile di una storia). Costretta in un numero assai limitato di tavole, la narrazione sceglie un ritmo serrato, quasi senza pause fra le scene: viene spontaneo pensare ogni scena come singolo episodio di una pubblicazione a periodicità quotidiana (le antiche strisce, fossero di Topolino o ), che deve immediatamente avvolgere il lettore e lasciarlo con il fiato sospeso, in attesa della successiva. Con occhio più moderno, o forse più miope, questo ritmo può essere anche avvicinato a quello dei correnti serial televisivi, dove il paragone sia inteso come semplice spunto di riflessione sulle relazioni fra i linguaggi narrativi e fra i modi di lettura/visione/ascolto di un racconto. Da lettori appassionati, siamo stati trascinati velocemente, se non freneticamente, da quel ritmo; dove si acquietava, come nella scena del ricevimento della geisha, o nei dialoghi fra Jacob ed il nonno, ci trovavamo comunque avvolti in un’atmosfera quasi oppressiva di presagio, dove era viva la sensazione che ogni particolare di ciascuna vignetta delle tavole potesse essere indizio rivelatore. Ed alla fine dell’avventura di Jacob siamo rimasti sospesi, quasi affannati, senza poter fare niente altro che riprendere i due fascicoli in mano e rileggerli, per cercare cio’ che la prima lettura avesse tralasciato.

Nella impressione globale più che positiva che questo progetto ci ha stimolato, rientrano anche quelli che, più che difetti, sono dettagli che non ci hanno convinto; piccolezze, che probabilmente testimoniano poco più che il nostro gusto. Cosi’, nella lunga scena in cui Jacob vaga (più precisamente: fugge ed insegue) nel mondo parallelo, le battute scherzose che compaiono nei dialoghi con lo yo-yo ci suonano un po’ fuori luogo (nostra fisima, che ci ha reso scleroticamente supponenti nei confronti di supereroi e di tanto cinema d’azione statunitense); e, alla fine lo dobbiamo ammettere, le fattezze del mostro, che in quella terra Jacob incontra, non sono forse all’altezza del ruolo. Ci ricordano vagamente una Delirio (la sorella del Morfeo di Gaiman) un po’ male in arnese, sebbene decisamente alterata.

In conclusione, Sol Mirror è un progetto ambizioso, ben radicato nei luoghi classici della letteratura fantastica per ragazzi (quella che gli anglosassoni definiscono young adult literature), in quell’ampio spettro che va, grossolanamente, dai fumetti come Monster Allergy (Antista, in particolare, ci ricorda molto il nuovo tratto disneyano) ai romanzi di Pullman. Essendo un ambito letterario che spesso frequentiamo, ci auguriamo che Cresti e Baldanza districhino con abilità tutti i fili che hanno intrecciato e speriamo che cio’ che emergerà al termine dell’avventura sia all’altezza degli ami che ci hanno lanciato.

Note:
[1] – I titoli degli episodi finora usciti: #0 – Destini Incrociati; #1 – Jacob e lo yo-yo.

Riferimenti::
Cronaca di Topolinia: www.cronacaditopolinia.it.

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