Cronache

Il Festival Fumetto di Lucerna compie vent’anni e festeggia con un ospite d’eccezione

Il Festival Fumetto di Lucerna compie vent’anni e festeggia con un ospite d’eccezione - 1098David Boring è stato il primo fumetto che io abbia amato: mi ha aperto orizzonti narrativi ed estetici e si è impresso a fuoco nella mia immaginazione; anche più di Ghost World, anche se con la mia amica del cuore in prima liceo si discuteva su chi di noi due fosse Enid e chi Rebecca. Quindi, lo ammetto, quest’anno la vera spinta per andare al Fumetto Festival di Lucerna era la mostra di .

Nel 2011 il Fumetto Festival ha compiuto vent’anni, un anniversario importante per una manifestazione che negli anni ha saputo fornire un’interessantissima vetrina ai fumettisti svizzeri e agli artisti internazionali più originali. Per dieci giorni, da weekend a weekend, la piccola cittadina si riempie di mostre, incontri con gli autori, workshop.

Il Festival Fumetto di Lucerna compie vent’anni e festeggia con un ospite d’eccezione - 1481_268x0La mia visita parte dai bellissimi spazi luminosi del Frigorex Areal (ex-fabbrica che, grazie a un’acutissima deduzione, mi sento di dire producesse un tempo frigoriferi), il punto più lontano dal centro della mappa, scelto per la vera star del festival. Trovarsi davanti gli originali di – la matita della meravigliosa copertina di David Boring o quella già colorata di Ghost World (divertente scovare le minuscole correzioni, tipo un’efelide sul naso di Enid sbianchettata e spostata di mezzo centimetro) – è un’emozione fortissima (nella mia classifica personale equiparabile solo alla mostra di Charles Burns a Bilbolbul 2009). Da Lloyd Llewellyn a Ice Haven, da Caricature a Wilson le tavole ripercorrono tutta la carriera del mostro sacro di Chicago, in un allestimento minimale che fa risaltare i colori accesi, gli stacchi netti tra bianco e nero e il tratto grottesco e perfetto. L’effetto è dirompente, qualcuno dice da Sindrome di Stendhal e son d’accordo: c’è solo silenzio e, purtroppo per voi, una meraviglia che mi impedisce di fare foto. Credetemi sulla parola: vedere una mostra di Daniel Clowes è commovente.

Sempre al Frigorex, negli spazi immensi fatti di scale, muri di cemento e luce che scende dall’alto, sono ospitate altre tre mostre: l’assurdo pittorico delle tavole di Brecht Vandenbroucke (belga, vincitore del premio Fumetto 2009, pubblicato in Italia nell’ultimo numero di Canicola dedicato al fumetto per bambini), i grandi disegni a carboncino di oggetti e particolari del corpo, fortemente ingranditi e stranianti, del francese Noyau e quella meraviglia che sono i fumetti di Nine Antico. Fondatrice della fanzine Rock this Way, la sua passione per la musica si leggeva, in mostra, nella “carta da parati” composta di schizzi fatti live a band e musicisti come Yo La Tengo, Daniel Johnston, Sonic Youth, Juicy, Panic, Jeffrey Lewis. In tempo per il festival, di Nine Antico è stato pubblicato in tedesco il magnifico volume Coney Island Baby (Edition Moderne, già uscito in originale per L’Association): una biografia delle due icone sexy Betty Page e Linda Lovelace, dove lo stile modernamente retrò di Nine risalta in un bianco e nero fortemente contrastato.

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In centro, vicinissimo al Fumetto Zentrum (cuore nevralgico del festival, luogo di incontro e dedicaces e casa del panino perfetto: salame, burro e cetriolo sottaceto) altre due mostre che scusate se è poco: nella stessa magnifica palazzina sono accolte le opere di e . Il francese quest’anno era l’artista in residenza a Lucerna, impegnato a registrare i paesaggi acquatici della cittadina lacustre, con la sua poetica accuratezza dai toni esotici, già apprezzata nei bellissimi Carnets de Voyage. Ma il mio vero amore è stato per Atak e i suoi dipinti pieni di citazioni pop e artistiche, pieni di Topolini, gatti dell’Underworld di Kaz, personaggi delle fiabe, damoiselles al bagno. Un mondo impastato di ironia, compiutamente narrativo nello spazio di un’unica tavola, colorato, intelligente, esplosivo.

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Loustal

Il Fumetto Festival è un ibrido assoluto. Girando per le strade della città, quest’anno piene di sole e spazzate da un vento pungente, non è raro imbattersi in mostre che tendono più verso il côté dell’arte pittorica o performativa, a dispetto del nome del festival. È il caso per esempio della mostra di quel pazzo completo di Beni Bischof, che lavora molto con collage, video e installazioni d’oggetti quotidiani per illustrare il grottesco della vita odierna. Negli stessi spazi, sottostanti ai binari della ferrovia, le tavole a colori accesi del finlandese Tommi Musturi, fumettista ed editor di riviste di fumetti altamente sperimentali (Kuti, Glömp) e i dipinti iperdettagliati di Laurent Impeduglia, altro esempio di mescolanza riuscita di colori pacioccosi e disegno naïf, citazioni pop e sguardo punk.

C’è ancora tempo per le due mostre alla Kunsthalle, la galleria d’arte moderna di Lucerna: se la mostra di Yves Netzhammer è francamente difficilmente ascrivibile al fumetto (e questa non è più di tanto una critica alle scelte degli organizzatori del festival: trovo comunque interessante l’accostamento di fumettisti puri e artisti visuali di altro tipo), l’artista concettuale Jim Shaw si avvicina almeno all’iconografia del fumetto, citando William Blake e il disegnatore di Superman Wayne Boring, in una serie di disegni che ricreano un’affascinante cosmogonia supereroistica.

Il Festival Fumetto di Lucerna compie vent’anni e festeggia con un ospite d’eccezione - rickenbach4
Kati Rickenbach

E se a questo punto il giro delle mostre ufficiali del Fumetto Festival è completato, non bisogna dimenticare che per la città vecchia e nuova di Lucerna sono ogni anno disseminate decine di mostre minori, i Satelliten, dove poter vedere i lavori di fumettisti ancora poco conosciuti. Tra tutti ricordo la mostra di Kati Rickenbach, fumettista svizzera dal tratto fresco, ironico e femminile, che fa venir voglia di recuperare e leggere i suoi fumetti (ha pubblicato su Strapazin e Orang e i suoi libri sono editi da Edition Moderne).

Alla fine, il Fumetto Festival vale la possibile fatica del viaggio: la dimensione della città è quella giusta, il numero di mostre importanti anche (visitabili comunque nel giro di un weekend), il clima di metà aprile può essere clemente (al massimo un po’ di pioggia) e l’atmosfera è piacevole (i fumettisti sono tutti a portata di mano e scambiarci due chiacchiere è, volendo, piuttosto semplice).
Ho come l’impressione che diventerà un appuntamento fisso dei miei aprili futuri.

 

Riferimenti:
Fumetto Festival di Lucerna: www.fumetto.ch
Daniel Clowes: www.danielclowes.com
Atak: www.fcatak.de
Loustal: www.loustal.net
Kati Rickenbach: www.katirickenbach.ch
Tommi Musturi: boingbeing.wordpress.com
Laurent Impeduglia: www.impeduglia.com

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