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Il Mangione

Il Mangione - immagine1-3327Seconda uscita per la giovane casa editrice . All’interno della collana Oltrenero, dopo il primo volume “Quelli che ti vogliono bene” di Etienne Davodeau, troviamo quest’albo, che vede ai testi l’autore noir Tonino Bevilacqua, per le matite di Jacques Fernandez. Bevilacqua predilige per la prima volta nella sua carriera la nona arte al romanzo, per una storia che, come lui stesso afferma, “meritava di essere narrata per immagini”.

Il commissario Richard Selena convive con la propria bulimia, residuo psicologico di un peso sulla coscienza che si porta appresso ormai da anni. Lavoro d’ufficio, sberleffi dai sottoposti e inutile terapia di gruppo per un omone di 160 chili, immagine esteriore di un malessere interno. Quando il medico gli pronostica solo due anni di vita, se non deciderà di dimagrire, conosce Elsa: con lei intraprenderà un cammino lungo un anno, periodo nel quale i sentimenti ricominceranno a riempire la sua anima, invece del cibo.

Sceneggiatura di alto livello per un bravissimo Tonino Bevilacqua, autore molto famoso in Francia ma poco conosciuto in Italia, che vista la qualità delle storie meriterebbe di essere valorizzato molto di più. In 64 pagine imbastisce un ottima trama, dove il profilo psicologico dei personaggi, protagonisti e non, è delineato e approfondito.

Forse la vera protagonista di questo romanzo a fumetti è la malattia di Selena, la bulimia, spesso sottovalutata nella nostra societa’. Sembra che chi non può sfoggiare una linea perfetta, degna dei modelli della TV, sia una persona che semplicemente non ha cura del proprio corpo o che non sa porsi dei limiti a tavola. Si trascura che dietro l’obesità ci sono quasi sempre gravi problemi certo fisici, ma ancora più spesso mentali. La necessità di riempirsi con il cibo deriva dalla necessità di riempire un vuoto dentro di se’, che si ha il bisogno di celare anche ai propri pensieri. Tonino Bevilacqua riesce benissimo in questo: il commissario Richard Selena fa la spesa per quattro, mangia nel cuore della notte e in ogni momento il suo cuore non riesce a trovare pace. Solo quando la sua vita comincia ad essere riempita da un’altra persona sente meno l’esigenza del cibo e riesce anche ad affrontare i fantasmi del passato.
Non è quindi un caso che la sceneggiatura abbia vinto in Francia il prestigioso premio Goscinny e che la storia abbia goduto anche di una trasposizione cinematografica.
Il Mangione - immagine2-3327Jacques Fernandez accompagna degnamente lo sceneggiatore nel percorso di guarigione del protagonista, sottolineando con i propri disegni ogni aspetto della vita di Selena. All’inizio, nelle sue vignette è palpabile la tensione del commissario quando svuota il frigorifero con una voracità anormale. Nel susseguirsi delle vicende della storia, trasforma la figura del commissario durante la dieta, che da lento e grasso uomo di mezza età diventa magro, slanciato, fino a ritrovare il proprio fascino tanto da sembrare quasi ringiovanito. I disegni sono inoltre pieni di ombreggiature e sfumature di grigio fatte ad acquerello, che contribuiscono a connotare al meglio le atmosfere della sceneggiatura.

Una bella storia, ancora un buon colpo per la casa editrice Q Press. Inoltre l’albo è confezionato con cura, sia come grafica che come carta, ecologica ma di ottima qualita’. Speriamo solo che l’albo, per l’affollamento delle fumetterie ma anche il prezzo di copertina forse un po’ alto, non si perda tra le innumerevoli uscite estive, perché rappresenta sicuramente una delle storie più belle pubblicate nell’ultimo periodo. Se le vendite saranno buone, forse riusciremo a vedere anche l’altro romanzo grafico prodotto in Francia dai due autori, “La boite noire”.

Riferimenti
Il sito della Q Press: www.qpress.info

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