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Psycho Pathia Sexualis: il ritorno di un libro maledetto?

Psycho Pathia Sexualis: il ritorno di un libro maledetto? - untitledNel 1995 la piccola Topolin Edizioni di Jorge Vacca, già chiacchierata per aver pubblicato un’altra opera controversa quale Hitler = SS di Vuillemin e Gourio, decise di pubblicare in Italia Psycho Pathia Sexualis, la provocante opera di astro nascente del fumetto d’autore spagnolo. Opera che in realtà non arrivò mai nelle librerie in quanto, racconta Vacca nell’intervista contenuta all’interno della nuova edizione proposta da , il tipografo, probabilmente spaventato dai contenuti del fumetto e comunque da lui avvisato preventivamente sui temi forti trattati nel libro, preferì cautelarsi informando immediatamente la Procura della Repubblica di quello che stava per stampare, invece che nei canonici 3- 4 mesi solitamente a disposizione per la segnalazione. Il tribunale di Cremona prese visione delle copie di rito per il controllo di legge, e nonostante il libro recasse una chiara scritta di divieto di vendita ai minori e fosse cellofanato in modo tale da non consentirne la visione se non dopo l’acquisto, ne decise il sequestro immediato con l’accusa di istigazione alla pedofilia.

Psycho Pathia Sexualis: il ritorno di un libro maledetto? - dinn-150x150Il Pubblico Ministero dell’epoca, Antonella Nuovo, lo definì “osceno e raccapricciante, in quanto in essa la violenza (omicidi, squartamenti, suicidi), rappresentata nelle forme più impressionanti e raccapriccianti, viene esaltata come mezzo per soddisfare le più abnormi perversioni sessuali”.
L’etichetta di libro maledetto non rimase un esclusiva del nostro paese, dato che in Spagna anche per questo motivo vendette bene – Martin vinse perfino il premio come autore rivelazione all’undicesima edizione del Salone Internazionale del Fumetto di Barcellona – ma fu comunque accolto da accese polemiche. In Inghilterra e negli Stati Uniti, invece, qualsiasi editore rifiutò di pubblicare un’opera così controversa ma, in compenso, Martin si rifece di questo ostracismo vendendo direttamente il volume tramite posta sia negli USA che in Giappone. In Italia il libro non arrivò mai più nei negozi specializzati e neppure alle fiere di settore di quell’anno, come ad esempio Lucca, dove lo stand delle edizioni Topolin rimase desolatamente vuoto.Psycho Pathia Sexualis: il ritorno di un libro maledetto? - dinn2-150x150
Vacca dovette superare diverse traversie legali a seguito dei processi che ne seguirono. Percorso che si concluse ben sei anni dopo e precisamente il 13 marzo 2001, quando finalmente il materiale venne dissequestrato e Jorge Vacca fu dichiarato innocente in quanto il fatto non sussisteva. Vacca uscì da questo duro momento economicamente distrutto e dovendo far fronte alle costose spese legali, perse tutti i guadagni che una piccola casa editrice come la Topolin poteva assicurargli.

Psycho Pathia Sexualis: il ritorno di un libro maledetto? - noahh2-150x150Ma perché un opera come Psycho Pathia Sexualis, rigorosamente vietata ai minori, precauzionalmente cellofanata, sicuramente provocatoria, dura e violenta, che riportava in copertina lo strillo “il fumetto più violento e ripugnante mai disegnato”, provocò tanto sconquasso da creare addirittura un clima da caccia alle streghe?

Probabilmente, basta un solo termine per dare un senso a tutta quella vicenda e quello che ne conseguì: pedofilia. Miguel Angel Martin scrisse e illustrò storie in cui questo tema, scabroso e scomodo, veniva trattato senza nessun tipo di filtro, offerto senza remore, senza motivazioni, tanto da mostrate scene di adulti intenti in feroci atti sessuali con bambini che finiscono sistematicamente trucidati. Sarà stato il caso o il cattivo tempismo, rimane il fatto che si decise di stampare un libro ad alto rischio come Psycho Pathia Sexualis in quello che probabilmente fu uno dei momenti meno adatti degli ultimi decenni. Nel 1996, infatti, in tutta Europa si respirava un clima di psicosi verso il problema della pedofilia, a causa della terribile storia venuta alla luce in Belgio, e che sconvolse il mondo, l’oramai tristemente famoso caso Dotroux. Tanto che, racconta un esterrefatto Vacca in una delle interviste raccolte all’interno di questa nuova edizione, quando uno degli agenti DIGOS preposti alla perquisizione del suo appartamento finì di sfogliare un altro famoso fumetto di Martin, ossia Brian the Brain, giunse all’incredibile conclusione che si trattava di materiale pedo-pornografico in quanto vi erano rappresentati troppi bambini. Brian the Brain, inutile dirlo, è un fumetto che può essere definito in vari modi: problematico, controverso, glaciale, strano e certamente con dei bambini come protagonisti, ma non può, e non deve, essere definito e scambiato per materiale pedo-pornografico.

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Eppure, benché in modo meno eclatante, non rimase l’unico episodio di dura opposizione e censura verso il mondo del fumetto in Italia. Erano i primi anni ’90 quando il movimento splatter-punk e l’horror in tutte le sue forme stava vivendo un periodo di grandissima espansione contagiando qualsiasi tipo di media: cinema, romanzi, videogiochi e in modo forse ancora più accentuato i fumetti.

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Mentre Dylan Dog viveva il suo periodo di massimo successo, la Edizioni ACME decise di cavalcare l’onda lanciando nelle edicole due mensili, ormai diventati oggetto di culto, Splatter e Mostri contenenti storie a episodi ad alto tasso di violenza. Paolo Di Orazio, curatore all’epoca di entrambe le riviste, scrisse un romanzo che prendeva spunto da alcune sue storie apparse su Splatter e accomunate dal fatto che ogni episodio metteva in scena un diverso lato della violenza infantile, presentando giovani assassini maliziosi che uccidevano senza nessuno scrupolo. Il romanzo in questione uscì nel 1989 con il titolo di Primi Delitti e, sebbene non fosse proprio quello che si può definire un capolavoro, riuscì a vendere la non indifferente cifra di 12.000 copie attirandosi le indesiderate attenzioni delle apprensive mamme italiane, preoccupate che materiale del genere potesse essere venduto senza nessuna restrizione ai loro figli. Fino a riuscire ad alzare un polverone tale che la questione finì addirittura in parlamento, arrivando al punto che lo scrittore venne tacciato di istigazione a delinquere a danno dei giovani lettori e che venne posto il divieto di vendita ai minori per entrambi i mensili delle edizioni ACME, causandone di fatto la chiusura. Ebbe ripercussioni anche Dylan Dog che si vide costretto a diminuire il numero delle scene truculente contenute nei suoi albi. Insomma, passi la violenza, ma quando vengono tirati in ballo dei bambini il rischio è essere censurati, bollati come maniaci, o addirittura essere denunciati.
E questa, come si suol dire, è storia.

Psycho Pathia Sexualis: il ritorno di un libro maledetto? - cover_psycho_web-150x150A Lucca Comics 2010, a 15 anni di distanza dalla sua prima edizione italiana, la casa editrice Purple Press, come dicevamo all’inizio dell’articolo, ha presentato una nuova edizione di Psycho Pathia Sexualis arricchita da tre episodi inediti, articoli dell’epoca e da interessanti interviste a Martin, Vacca e altri esponenti del media disegnato condotte da Alberto Casiraghi, dando così la possibilità a chi se lo fosse perso all’epoca di leggere questo introvabile volume.
Psycho Pathia Sexualis è un antologia di brevi racconti che illustrano pratiche masturbatorie esasperate, vite di serial killer realmente esistiti come John Wayne Gacy e Edward Gein, persone dalle più disparate deviazioni sessuali, pedofilia, e tanta, tanta violenza. È strano notare come un’opera così dura e amorale non trasmetta mai nessuna emozione se non, forse, ribrezzo e repulsione nelle persone più sensibili. Il volume di Martin è freddo, distaccato, ogni episodio è un piccolo concentrato di nefandezze e brutalità, un piccolo manuale di psicopatologie sessuali, appunto. Lo stile grafico dell’autore non migliora di certo le cose, anzi, riesce addirittura ad accentuare queste sensazioni. Un tratto duro, deciso, con neri perfettamente delineati su bianchi abbaglianti, dove il sangue provoca un contrasto snervante. Nelle sue tavole tutto è delineato, squadrato, gli interni spogli ospitano maschi bianchi, padri di famiglia, aitanti e di bella presenza ma umanamente e psicologicamente malati.
Nessuna spiegazione, nessun significato recondito o moralista: solo l’esplicita rappresentazione dei fatti. Lo stesso Martin, nell’intervista all’interno del volume, dichiara che Psycho Pathia Sexualis è un’opera puramente ludica senza pretese moralizzanti né intellettuali.
Letto a quindici anni di distanza da tutte quelle vicende processuali, appare però come un fumetto sopravalutato e ingiustificatamente gratuito, che ha vissuto più sulla nomea di libro maledetto che per effettivi meriti propri. Tutto il clamore che suscitò, la censura, i processi che ne seguirono, fecero sì la sfortuna della Topolin Edizioni, ma furono anche pubblicità gratuita per un libro altrimenti trascurabile.

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Resta il fatto che Miguel Angel Martin – addirittura citato dal Times come uno dei migliori disegnatori europei – rimane comunque uno degli fumettisti più rappresentativi e originali, capace di produrre fumetti che osservano la società moderna con occhio critico e raggelante. Dopo i suoi primi lavori quali Anal Core o Snuff 2000, che seguono a grandi linee le tematiche di Psycho Pathia Sexualis, l’opera di Martin si è evoluta notevolmente, sia nella parte grafica ma ancora di più in quella concettuale.
Mantenendo come sue influenze principali la musica elettronica/industriale, la tecnologia, la scienza e la pornografia, ha dato vita ad opere di estremo valore quali il bellissimo e straziante Brian the Brain, storia di un bambino nato con il cranio letteralmente scoperto che, dopo varie vicissitudini, verrà trasformato in cavia umana. Oppure il sottovalutato Neuro Habitat che ci racconta la solitudine totale vissuta come scelta di vita fisica ed emotiva.

Psycho Pathia Sexualis: il ritorno di un libro maledetto? - topoli5-210x300Del resto, le opere di questo controverso autore sono, e saranno, sempre oggetto di dibattito dato che si prestano a molteplici interpretazioni. Ci si può cogliere la poetica delle città impersonali ed asettiche abitate da personaggi estremi e anticonformisti, si può cogliere il suo sguardo candido eppure cinico sugli aspetti più malsani della società contemporanea, così come si può rimanere totalmente indifferenti alla sua personale visione del mondo. Certo è che la legittimità di giudicare anche in maniera estremamente negativa questo fumetto e il prendere le distanze dalle tematiche in esso contenute – e per come esse vengono trattate – non può giustificare in nessun modo l’uso di un mezzo retrogrado e oscurantista come la censura. Ovviamente, meglio è poter ancora decidere da persone libere e coscienti se un film, o un romanzo, oppure come in questo caso un fumetto sia più o meno adatto ai nostri gusti e soprattutto alle nostre sensibilità. Questo è un argomento che ci porta lontano e che, purtroppo, non è relegato al piccolo universo delle nuvolette.
Alla Purple Press va quindi attribuito il grande merito di avere recuperato un lavoro che costituisce una parte molto importante della storia del fumetto in Italia, al di là di ogni giudizio personale sull’opera in sé.

Per la cronaca, dopo tutta questa lunga e tribolata vicenda, Psycho Pathia Sexualis vede oggi la luce senza attirare nessun tipo di attenzione mediatica se non quella degli appassionati; Jorge Vacca si è allontanato forse definitivamente dal mondo del fumetto; Martin è ormai un affermato autore di livello mondiale; Paolo di Orazio continua a scrivere romanzi horror e suonare con le sue band; la censura – con modalità forse diverse e più sofisticate – continua inesorabilmente a mietere nuove vittime.

Abbiamo parlato di:
Psycho Pathia Sexualis
Miguel Angel Martin
traduzione: Cristiano Armati
Purple Press, 2010
132 pagine, brossurato, bianco e nero – €19,50
ISBN: 9788895903392

Riferimenti:
Purple Press: www.purplepress.it

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