Interviste

Nel Paradiso delle trottole: intervista alla Banda Putiferio

Daniele Manini è una mente vulcanica in continuo movimento, sempre in perenne ideazione e organizzazione di progetti multi disciplinali tra musica, teatro canzone, letteratura e ora anche fumetto, tutti facenti capo alla sua ensemble musicale chiamata Banda Putiferio. Con il suo contagioso entusiasmo gioco forza riesce a coinvolgere per ogni sua nuova impresa decine di diversi artisti, come è successo nel recente Il Paradiso delle trottole, edito da , un curioso libro a fumetti con CD o, viceversa, un CD musicale con un libro a fumetti che ne illustra le canzoni.

Nel Paradiso delle trottole: intervista alla Banda Putiferio - cover-trottole-webQuando e come nasce la Banda Putiferio?
Il gruppo nasce come progetto live del nostro primo cd Le stanze dei giochi, nel 2005. Daniele Manini (il sottoscritto) e Roberto Barbini sono il cardine compositivo e creativo della Banda.

La vostra è una musica certamente lontana dai generi prettamente commerciali: cosa significa in Italia, oggi, fare musica senza snaturare il proprio stile?
Significa prevalentemente evitare di farsi influenzare anche dai circuiti cosiddetti alternativi, ma non rinunciare a farsi contaminare dal mondo reale del consumo musicale. Di fatto molti musicisti che lavorano nei circuiti mainstream non sempre rinunciano alla loro creatività. Il nostro percorso ai margini non è mai stato voluto, semplicemente operiamo in assoluta autonomia.

E’ comunque necessario scendere a compromessi di qualche genere pur di poter far sentire la propria musica e arrivare a più persone?
Scrivere canzoni per noi è un modo di comunicare. Il compromesso è quello e lo è per chiunque voglia comunicare ad altri il proprio lavoro. Altrimenti è meglio starsene a casa. Il problema del compromesso legato alla comunicazione di massa è relativo a che tipo di linguaggio si vuole usare e come si vuole usarlo. Ma, a mio avviso, anche un progetto di musica sperimentale estremo in un contesto giusto promozionale (dicesi danaro) potrebbe avere un buon successo.
Fare musica oltre che un impulso artistico, per voi mi sembra abbia un contenuto sociale forte.
Il sociale per noi è fondamentale. Il nostro intento principale è quello di raccontare storie e situazioni legate all’umano vivere e convivere. Il tutto è filtrato con pesanti dosi di sarcasmo, a volte necessariamente caustico, dati i tempi. In questo modo cerchiamo di difenderci dall’imbecillità dilagante; a volte con risultati soddisfacenti.

Le vostre canzoni, senza scomodare banalmente il teatro-canzone, hanno testi molto narrativi, raccontano storie piuttosto che cercare triti e ritrite metafore sull’amore. Sono canzoni che necessitano di un’attenzione forte da parte del fruitore, di un coinvolgimento anche diretto. Mi danno l’idea di essere canzoni più adatte a essere suonate dal vivo che a essere ascoltare su CD?
In parte potrebbe essere vero, se per ascolto s’intende quello veloce da un brano e via in auto. Un ascolto più attento potrebbe comunque sorprendere. Per il teatro canzone è meglio scomodarsi, in quanto siamo al terzo recital teatrale (Parole Stanze, Flessibilina e il nuovo Children Solution) in cui le canzoni vengono arricchite da monologhi. Qui il coinvolgimento è sicuramente più comunicativo.

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Questo impianto narrativo, attraverso il volume a fumetti edito per , sembra esplodere dalla CD alla carta. Come è nato questo volume, e soprattutto l’idea dietro alla sua realizzazione? So che anche il nostro buon Alberto Casiraghi ha avuto un ruolo importante….
Dopo aver affrontato il tema del lavoro (Attenzione! Uscita operaiNo Reply, 2007) realizzato con una dozzina di scrittori, ho pensato di affrontare il tema dell’infanzia, con la consapevolezza del mondo cosiddetto adulto. Da qui l’idea di realizzare il volume di storie illustrate e a fumetti, il Paradiso delle trottole. Alberto Casiraghi mi ha aiutato a concretizzare la veste editoriale del progetto ed insieme abbiamo valutato le possibili collaborazioni nell’ambito dei comics. Partendo quindi dall’idea di trattare il tema dell’infanzia, ho pensato di raccogliere materiale nei residui della memoria ed è venuto fuori un lavoro legato sicuramente ai ricordi, ma anche ad altri elementi legati all’odierno, con le tematiche sociali a noi care.
Ho diviso in tre “filoni” i gruppi di canzoni: Gli Insetti, Fiabe sonore e Bambini cresciuti. Negli Insetti, molto usati nella narrativa infantile, ho scelto tre canzoni legate a Banda Putiferio in maniera sostanziale. Assente giustificato è L’acaro, di cui ci siamo occupati nel nostro primo lavoro. Ospiti nel cd: Mauro Ermanno Giovanardi, Laura Ferrari, Isa. I fumetti sono di Gino Gavioli, e Lucho Villani.
In Bambini Cresciuti vi sono le canzoni senza vincoli comunicativi legate all’infanzia, che è protagonista assoluta, ma il cosiddetto mondo adulto tende ad annullarla e renderla sterile. I bambini cresciuti, tanto cari, tra gli altri a George Brassens, ricordano l’infanzia filtrando traumi e suggestioni legate alla trista realtà odierna, dove i bambini sono protagonisti involontari di qualsiasi bestialità (senza offendere le bestie). Ospiti nel cd: Antonio Rezza, Roberto “Freak” Antoni e Alessio Lega. I fumetti sono di Akab, Marco Manini, Massimo Giacon, Cristina Benintende e .
Infine per Fiabe sonore ( titolo dei 45 giri che uscivano in edicola per la Fabbri Editori) intendo storie più o meno narrate e cantate come fossero fiabe. La dimensione adulta dei racconti è qui decisamente più marcata. Ospiti nel cd: Bebo Storti, Paolo Milanesi, Lorenzo Monguzzi. I fumetti sono di , Francesca Protopapa, , & Danilo Loizedda.

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Massimo Giacon

Perché questo cinnubio tra musica e fumetto e soprattutto cosa ques’ultimo ha aggiunto alle canzoni?
Il fumetto è considerato ancora da molti un mezzo artistico minore, e soprattutto in Italia il consumo di comics è legato in gran parte al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Nel Paradiso delle trottole il linguaggio più maturo è quello dei comics. Le microstorie o le illustrazioni degli autori che hanno seguito i testi delle nostre canzoni hanno allargato i brani con un media differente ed efficace. Il nostro gruppo, sin dagli esordi, si è sempre avvalso di una discreta quantità di collaborazioni che non hanno fatto altro che arricchire i nostri lavori. Per fare un esempio, anche i testi e le musiche, oltre che a quelli delle cover (brani ricercati non per fama ma per contesto) sono nostri, ma anche opera di poeti (Fabiano Alborghetti, Fabrizio Bianchi, Stefano Guglielmin), teatranti (Antonio Rezza, Flavia Mastrella, Ana Ghisalberti) musicisti (Lorenzo Monguzzi, Alberto Barbero) e qui mi fermo scusandomi per non aver citato gli innumerevoli assenti. Tutti hanno dato il loro contributo ad un unico progetto. Per cui, dopo aver contaminato la letteratura, il fumetto & l’infanzia in questo contesto mi sembravano congeniali.

Il vostro consiglio è di leggerle ascoltando contemporaneamente il CD o di considerarli due mondi autonomi e distinti?
Entrambe le soluzioni sono possibili. Ovviamente, dove i testi sono presi solo come spunto per microstorie ispirate al contesto, è consigliabile ascoltare prima la canzone correlata.

Le canzoni sono nate prima di tutto quanto, o alcune sono state pensate già “visivamente”, già al loro adattamento?
I testi sono stati il fulcro di tutto il lavoro.
Come sono stati scelti gli autori che hanno illustrato le storie?
Non ho voluto solamente dare spazio ad autori già affermati, ma alle sensibilità legate allo stile del disegno. Gli abbinamenti sono stati decisi anche da un’idea che mi diede sei anni fa in un incontro sui fumetti a Monza, alla volontà precisa di Luca Enoch a cui piacque un brano di un nostro live, all’incontro artistico tra Akab e Antonio Rezza, alla conoscenza con e al nostro comune intendere tra Gaber e Rodari, gli antichi ricordi condivisi con mio fratello Marco e la comune passione per i Pere Ubu che ho con .
Che indicazioni hanno ricevuto? Sono stati liberi di interpretare le canzoni come volevano o avete mantenuto un po’ di controllo sulla loro trasposizione?
Gli autori hanno avuto piena e assoluta libertà interpretativa in merito.

Mi ha colpito l’inizio, il ripescaggio di un vecchio film d’animazione, Putiferio va alla guerra di Gino Gavioli, che sembra sottolineare un forte legame con il passato, con i propri ricordi, con l’infanzia. L’età in cui si forma il gusto per le storie, per il racconto….
Il nome del nostro progetto è dedicato a Putiferio – a cui dedichiamo anche la canzone del videoclip con la regia di Silvana Zancolò – colonna sonora del film d’animazione, che ai tempi era cantata Rita Pavone. Putiferio è la formichina che, grazie alle sue doti di pacifismo diplomatico, riesce a far cessare una guerra. Un’ingenua e per questo emblematica storia hippy per noi bambini degli anni settanta. Ho conosciuto Gino Gavioli e lui ha partecipato con entusiasmo al libro di un gruppo che ha il nome di un suo personaggio. Allo stesso modo di quel periodo abbiamo una canzone di Fausto Amodei, storico cantautore torinese.

Puoi definire con poche parole, anche solo una, come ogni autore ha interpretato le varie canzoni?
– patafisico
Gino Gavioli – esatto
Lucho Villani – volatile
Luca Enoch – geniale
Massimo Giacon – eccelso
Akab – poetico
Marco Manini – fraterno
Cristina Benintende – pittorica
Lola Airaghi – trasgressiva
– epico
Francesca Protopapa – pistrice
– romanziere
Barzi/Loizedda – fini umoristi
Tobin Florio – ritrattista

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Otto Gabos


Abbiamo parlato di:

Il paradiso delle trottole
Banda Putiferio e vari
Prefazione di
Postfazione di Alberto Casiraghi
Tunué, 2010
96 pagine,  colore, brossura + Cd musicale – 17,50 €
ISBN 978-88-97165-03-3

Biografia della Banda Putiferio
Banda Putiferio
nasce nel 2003 dal progetto live dei suoi principali autori, Daniele Manini e Roberto Barbini. Entrambi in passato hanno militato in un gruppo storico dell’area “dark” degli anni ’80, i “Faded Image” e, negli anni ’90 hanno fondato il gruppo di “combat folk” “Circo Fantasma”. Il lavoro parallelo con il teatro nei primi anni del 2000 (le commedie teatrali “Sensi” e “Fosco Le Roi” con Teatro Materia) li ha portati a lavorare dal vivo su diverse soluzioni di spettacolo. Il live più “tradizionale” nei locali e nei festival, tre recital (“Parole Stanze”, “Flessibilina” e il recentissimo “Children Solution”) per i teatri e gli spazi teatrali, e reading – spettacoli con alcuni scrittori italiani. In questa dimensione, oltre all’attrice Enrica Russo, si alternano i musicisti Massimo Braga, Gianfranco Tripodi e Massimiliano Donna (Afterhours, La Crus). Con Banda Putiferio hanno collaborato una moltitudine di musicisti, teatranti registi ed autori.

Discografia minima:
Cd “Le stanze dei giochi” 2004 (distr. “Tre Lune Records”)
Cd-libro “Attenzione! Uscita operai” 2007 (“No-Reply Editore”)
Cd-libro “Il paradiso delle trottole” 2010 (“Tunué” Editore)

Riferimenti:
www.myspace.com/bandaputiferio
www.tunue.com

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