Interviste

Una pagina per raccontare: Mono

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Una pagina per raccontare: Mono - immagine1-3292INTERVISTA A MARCO RIZZO

Nella sua giovane vita Marco Rizzo è stato gia’: fondatore e supervisore di un sito web di successo (Comicus.it), grafico e webmaster, critico per riviste specializzate, laureato in giornalismo, organizzatore di mostre ed eventi fumettistici, sceneggiatore e scrittore.

Da dove nasce l’idea per Mono?
Mono nasce dall’amore mio e di Sergio per il formato rivista. Nelle nostre lunghe chiacchierate siamo giunti all’idea che oggi come oggi le riviste possono avere ancora margini di manovra, anche se forse non popolari come una volta. Ecco allora un concept riconoscibile ed originale come base, una struttura che punta sia alla quantità che alla qualita’, lo spazio per gli autori affermati di sperimentare e la possibilità di mostrare lavori di esordienti ed emergenti. Mono è tutto questo e altro ancora :)

Perche’ come primo tema avete scelto l’America? Quali idee avete per le prossime uscite?
E’ stata una scelta istintiva, visto il fascino che questo ricchissimo continente esercita sia verso di me che verso Sergio. Il secondo numero sarà incentrato sulla musica (anche in questo caso, musica nella più amplia accezione del termine: dal rap alla musica classica, dalla vita dei musicisti a napster…). Nei numeri successivi ci sarà quasi sicuramente il tema “guerra” e il tema “cibo”! Cerchiamo di alternare temi seri a temi meno seri, anche se essendo così generici possono essere trattati da tanti punti di vista.

Quali autori sono coinvolti, e come li avete scelti?
La lista degli autori verrà rivelata piano piano, a suon di anteprime, su www.komix.it, in una rubrica apposita. Possiamo fare un elenco di alcuni degli autori che da soli, o per mia bocca, hanno fatto sapere di avere aderito, in ordine rigorosamente sparso: Daniele Tomasi, Giuseppe Franzella, Emiliano Longobardi, , Fabrizio Lo Bianco, Claudio Stassi, Marco Turini, , Werther Dell’Edera, Giuseppe Ferrario, Carlo del Grande, , , Carmine di Giandomenico, , Marco Checchetto… e non siamo nemmeno a metà dei partecipanti! Siccome ti voglio bene, ti rivelo un altro dei nostri superstar team: giusto ieri ho letto una bellissima tavola scritta brillantemente da Lorenzo Calza e disegnata col suo nuovo tratto dal bravissimo . Li abbiamo scelti per i motivi più vari, principalmente cercando di offrire un’amplia gamma di stili, scuole e sensibilita’. Ah, e ovviamente a seconda di chi ci ha regalato il cesto di frutta più grande.

Sono stati chiamati autori, e lo è previsto per il futuro, anche per la loro correlazione con l’argomento?
Si, come appunto Raffaele, ad esempio, che ha lavorato a lungo per gli States. Nel prossimo numero, quello a tema musicale, ad esempio, la prima selezione verrà fatta su autori che sono o sono stati anche musicisti oltre che fumettisti.

Non deve essere facile avere a che fare con quaranta autori, anche se solo per una tavola a testa. Avete incontrato difficoltà nel gestirli, nelle tempistiche, nel tenere i contatti?
Certamente abbiamo avuto un po’ di difficolta’. Avevo avuto un assaggio già con il volume su Kirby di qualche anno fa, in questo caso è ancora più complesso visto che si tratta di 35 tavole, più 4 racconti e vari redazionali. Fortunatamente ci siamo divisi il lavoro, io e Sergio, e soprattutto, gli autori ci sono venuti incontro cercando di non farci disperare troppo, ammettiamolo. E poi la patata bollente delle tavole se l’e’ beccata Sergio! Bwhahah!

Quanti di questi autori ritroveremo nei prossimi numeri? Avete intenzione di basarvi su di un “nocciolo duro” o di variare il più possibile?
Orientativamente vorremmo lasciare spazio a più autori possibile, ma sarà la qualità delle storie a comandare. Quindi se riterremo che la qualità delle diverse storie prsentate da uno stesso autore di numero in numero sia sempre elevata, potrebbero esserci delle “ripetizioni” tra i nomi dei fumettisti.

L’impressione è quella di un piccolo gioco di tecnica: non è affatto facile condensare in una pagina argomenti complessi e degni di approfondimento. Come è stata accolta l’idea?
Infatti, come dicevo poco prima, Mono specie per gli autori più affermati può essere interpretato come un laboratorio dove sperimentare stili e tecniche e dove tentare la sfida: un gioco di tecnica, ma a mio parere più “gioco” che “tecnica”. E infatti molti l’hanno accolto cosi’, e in molti si stanno proponendo in queste settimane proprio con quest’idea della rivista.

La sintesi è un elemento fondamentale del fare fumetti, dove con un disegno e con lo spazio vuoto tra una vignetta e l’altra si deve suggerire azione, movimento, rumori… Concentrare una storia (o un punto di vista) in una sola tavola è quindi l’applicazione forse più dura di questa sua natura. Come è stato affrontato dai vari autori?
Nelle maniere più varie. Alcuni hanno giocato sul ritmo, altri hanno riempito la tavola di vignette, altri hanno giocato sul montaggio della griglia in maniera eisneriana. Devo dire comunque che i risultati sono tutti più che buoni, entrare nella mentalità dello spazio di una tavola non è facile.

Quali di questi vi hanno maggiormente sorpreso?
Non posso mica dirtelo, senno’ poi cominciano ad essere gelosi e a picchiarsi fra di loro per il mio amore. Posso dirti pero’ che gli esordienti/emergenti su cui abbiamo puntato hanno confermato le nostre alte aspettative.

L’apparato redazionale da cosa e da chi è composto?
Alcuni esperti stimati nei rispettivi settori hanno curato pagine di recensioni su fumetti, libri, film e dischi legati al tema, che aiutino a conoscerlo ed approfondirlo. Si tratta rispettivamente di Giovanni Agozzino (con Giulio Capriglione), Angelo Orlando Meloni (con Marta Poretti ed altri), Luca Bandirali e Marcello Tortrici.

Vi prefiggete un fine ultimo con questo esperimento?
“Semplicemente” di dimostrare che le riviste possono ancora funzionare, in Italia. E anche di sfidare i grandi autori e lanciare qualche giovane promettente. E scusate se è poco.

Cosa altro bolle in pentola per Marco Rizzo? Attualmente ti si può trovare in edicola su Brand New con Pianeta Rosso, ce ne vuoi parlare in breve?
Pianeta Rosso è un fumetto di fantascienza ucronica, incentrato sopratutto sull’azione. è disegnato splendidamente dal mio amico e fidato collaboratore Roberto Di Salvo (con le chine di Loriano Giacchi). Ipotizza che i sovietici abbiano vinto la a partire dalla corsa allo spazio. è la storia di un uomo distrutto, ex uomo del regime, che si ravvede e cerca insieme ad un gruppetto di ribelli, di rovesciare il regime e cambiare in meglio. C’e’ tanta azione, un po’ di politica, un pizzico di satira sociale il tutto tenuto insieme da un ritmo molto veloce e da disegni che migliorano pagina dopo pagina. Se questo primo capitolo (diviso in tre parti) dovesse avere il successo che noi e l’editore ci auguriamo, anche all’estero, potremo rilanciare con un seguito.

Altri progetti nel cassetto?
Subito dopo Lucca ci sarà una concentrazione di roba mia: a parte Mono (per la quale ho scritto la sceneggiatura della storia disegnata da Franzella), potrete trovare roba mia sul primo numero di Proposal, intitolata “Ubermann” con un supereroe nazista durante la seconda guerra mondiale disegnata dalla giovane promessa Aurelio Mazzara. Poi sempre intorno alle date della fiera dovrebbe uscire un antologico sui Mostri per il quale ho scritto un’altra storia decisamente delirante disegnata da un ispiratissimo Niccolo’ Storai con protagonisti i mostri dei fumetti di Jack Kirby degli anni ’50 (una delle mie ossessioni fumettistiche). E sempre a Lucca debutterà il secondo numero della fanzine “Quijote” dell’amico , per la quale ho scritto e, diciamo, disegnato, una breve sul tema “il suicidio”. A seguire, sto piazzando un’altra storia breve a mio parere molto ben riuscita disegnata dalla bravissima ambientata tra le leggende metropolitane.
All’interno del rilancio dell’etichetta di e-comics Alien Press sto progettando una nuova serie supereroistica decisamente meno dark di “12”, strutturata in tre one-shot ed una miniserie. E poi ci sarebbe quel libro sui reportage a fumetti di cui sto discutendo con un certo editore specializzato in saggistica… Se vi sembra troppa carne al fuoco e mi trovate ingombrante, state tranquilli che nei prossimi anni visti i miei impegni con il giornalismo credo dovro’ ridimensionare il mio volume di produzione fumettistica.
E poi c’e’ un progetto molto importante, con un personaggio che amo molto ed un grande professionista ai disegni. Questo progetto mi ha impegnato per quasi tutta l’estate e lo discutero’ con l’editore proprio a Lucca. Incrociate le dita per me.

Noi incrociamo, e attendiamo curiosi Mono e le prossime iniziative di Marco!

Riferimenti:
Tunue’: www.tunue.com
Komix 360: www.komix.it

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