Interviste

Rosario Raho: mitologia, fantascienza e “segreti” inconfessabili.

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Copertina del primo volume della collana “Mythos”

Ciao Rosario, benvenuto su LoSpazioBianco.it.
Grazie a voi per l’ospitalità!

Parlaci degli inizi della tua carriera e di come è nata la passione per la nona arte.
La mia passione per il fumetto, il disegno e tutto quello che è illustrazione nasce, per quel che mi ricordo, da piccolissimo. Il disegnare per me ha da sempre costituito una modalità di evasione e creazione di mondi fantastici, esattamente come li avevo in mente. Il fumetto ha una potenza narrativa fortissima ed è questo che apprezzo della nona arte: la riproposizione grafica di immagini, personaggi, sentimenti. La mia carriera di fumettista nasce circa tre anni fa quando, dopo la laurea in Geologia, ho deciso di provare a far diventare la mia passione in lavoro. Dopo un po’ di gavetta eccomi qui!

La tua prima esperienza professionale è stata la creazione della collana “Mithos” per la Cagliostro Epress. Ci puoi parlare della nascita e della genesi di quel progetto, e soprattutto della tua passione per la mitologia, sicuramente alla base di quei volumi?
La mitologia greca mi ha sempre affascinato. La trovo aggressiva, dissacrante, piena di idee interessanti per un fumettista. I miti greci mi hanno stimolato l’idea di creare degli albi che rendessero divertente la lettura di storie mitologiche, attraverso la rappresentazione grafica e la rivisitazione romanzata delle stesse.

In quei volumi, che tu curavi da autore completo, si possono vedere un numero elevatissimo di influenze artistiche: dai manga al fumetto americano, fino ai disegnatori realistici italiani. Ma chi sono stati gli autori che maggiormente ti hanno influenzato nella tua crescita professionale?
Sono abbastanza esigente nella scelta dei disegni, sono pochi gli autori che mi piacciono molto e che seguo. Tra questi ci sono senza dubbio Jim Lee, Lee Bermejo, Joe Quesada, Frank Cho, l’italiano Sergio Toppi, anche se attualmente il mio stile è molto lontano dal suo, e naturalmente l’argentino Carlos Gomez.

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Copertina del secondo numero di “The Secret”

Il progetto Mythos proseguirà ora che i tuoi impegni si sono moltiplicati? Mi sembra che era in cantiere almeno un terzo volume, giusto?
Al momento non sono in grado di dare una risposta in merito. L’idea è quella di realizzare un terzo volume ma non so bene quando questo avverrà, proprio per gli impegni accennati sopra.

Passiamo a The Secret, nuova miniserie Star Comics creata dal prolifico Giuseppe Di Bernardo. Come sei entrato a far parte dello staff di questa nuova avventura?
E’ stato Giuseppe a propormi di effettuare un provino con la Star Comics, per entrare a parte dello staff di The Secret. Giuseppe mi conosceva già come disegnatore, per lui ho curato delle illustrazioni di “Desdemona”, l’eroina della serie “L’insonne”.

Dal racconto mitologico a quello horror-fantascientifico: fondamentalmente sono due racconti di fantasia. Come ti sei trovato a passare dalle atmosfere bucoliche del primo a quelle contemporanee dove sono inserite le vicende narrate in The Secret?
Abbastanza a mio agio direi. Mi piace cimentarmi in vari contesti di disegno e poi ho potuto sempre contare sulla guida di Giuseppe.

Hai curato anche tutti gli studi grafici della serie: un impegno importante per un esordiente. Parlaci della difficoltà di creare da zero un “mondo” di personaggi e ambientazioni.
Mi ha molto lusingato esser scelto anche per questo compito. E’ stato impegnativo ma sicuramente piacevole. Ho dovuto documentarmi molto, sempre sotto la guida di Giuseppe.Rosario Raho: mitologia, fantascienza e "segreti" inconfessabili. - omaggio-mini

Durante la creazione grafica dei personaggi, in che modo vi siete divisi il lavoro con Di Bernardo? Avete lavorato in brainstorming, oppure hai avuto molta carta bianca?
Per alcuni personaggi Giuseppe mi ha mandato una descrizione sommaria, che ne delineava i caratteri principali. Per altri invece mi ha mandato dei riferimenti fotografici, come ad esempio Adam, Malcor e Lucien.

Si sa che il protagonista, Adam, è ispirato all’attore Ralph Finnes. Come mai avete preso lui come modello di riferimento? Immagino per il suo ruolo nel telefilm Flash Forward, come tematiche vicino a The Secret…
La scelta del volto di Adam è stata completamente di Giuseppe, su questo non so dirti quali siano state di preciso le sue motivazioni.

Il fatto di essere il creatore grafico del mondo di “The Secret”, però può averti facilitato quando ti è toccato disegnare un intero episodio, visto che i personaggi erano praticamente tuoi “figli”, giusto?
Si, indubbiamente sono stato facilitato. Essendo mie creazioni, conosco i personaggi nei minimi dettagli.

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Rosario Raho

Hai disegnato il numero 2 della serie. Da alcune tavole che si è avuto la possibilità di ammirare in rete, si può notare che il tuo stile ha virato verso una linea più chiara, ma contemporaneamente più decisa, più ricca di distacchi netti tra neri e bianchi rispetto ai tuoi precedenti lavori. Scelta tua, o mutuata insieme ai curatori di The Secret?
Scelta mia. Più disegni e più affini la tecnica. The Secret è stata una bella palestra professionale.

Ti si vedrà ancora ai disegni della testata dopo il numero due?

Mi è stato proposto di disegnare un altro numero della serie, anche se non so ancora bene quale.

Progetti per il futuro? Su cosa ti vorresti impegnare, dopo questa miniserie?
Sono aperto a tutte le possibilità e valuterò tutte le proposte che spero di presenteranno.

 

Riferimenti:
Rosario Raho, il blog: www.rosarioraho.blogspot.com

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