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American Vampire: L’alba del nuovo predatore americano

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In un periodo come questo, di esagerata sovraesposizione, la figura del vampiro sta rischiando di perdere le sue connotazioni originali a favore di una modernizzazione annacquata, che lo vede sempre più come un teenager romantico e frignone e sempre meno come un essere tenebroso e assetato di sangue umano. Per cercare di cavalcare questa “vampiro-mania” e dare una propria interpretazione alla figura del cacciatore notturno, la prestigiosa linea ha deciso di lanciare sul mercato la nuova serie American Vampire, ideata dallo scrittore americano Scott Snyder, conosciuto per la sua raccolta di racconti “Voodoo Heart” ancora inediti in Italia.

L’aspettativa che questo nuovo titolo ha creato attorno a sé è però dovuta, in grandissima parte, al fatto che , il cosiddetto “re del brivido”, abbia deciso di fare la sua entrata ufficiale nel mondo dei fumetti come co-sceneggiatore del primo volume. In origine Snyder aveva contattato lo scrittore per avere qualche suggerimento e per ottenere una prefazione da inserire nel volume, ma sembra che quest’ultimo fosse rimasto così colpito dalla storia ideata da Scott da chiedere di poter partecipare direttamente al progetto. Mark Doyle, curatore della serie, si affrettò ad inviare a King qualche sceneggiatura originale di “Scalped”, bellissima serie Vertigo scritta da , in modo che lo scrittore potesse capire quali passaggi richiedesse la creazione di un racconto a fumetti, dato che fino ad allora King si era prestato al massimo come supervisore ad alcune serie, come ad esempio la “Torre Nera” scritta da Peter David.

American Vampire: L'alba del nuovo predatore americano - AmericanVampire02-194x300La vicenda di “American Vampire” ci viene raccontata attraverso due storie ambientate su diversi piani temporali che narrano i primi passi dei due protagonisti, e che solo alla fine del volume finiranno per incontrarsi. La prima di queste, scritta da Snyder e ambientata nel 1925, è incentrata su una giovane e bella ragazza di nome Pearl Jones, che ha deciso di trasferirsi a Los Angeles per cercare di sfondare nel mondo del cinema. Purtroppo per lei verrà notata dal produttore sbagliato e, dopo essere stata invitata ad una importante ed esclusiva festa, capirà, quando sarà ormai troppo tardi, di essere la vittima sacrificale del produttore-vampiro e del suo gruppo di discepoli. Abbandonata nel deserto e vicina alla morte, verrà salvata da un misterioso succhiasangue di nome Skinner Sweet che la inizierà ad una nuovo tipo di vita, trasformandola in uno dei cosiddetti “vampiri americani”. La seconda storia, scritta da King, inizia nel 1880 e narra proprio di come Skinner Sweet, un fuorilegge del west completamente privo di ogni valore morale, sia diventato il capostipite della razza vampiresca del nuovo mondo. Qui siamo in pieno stile pulp-western e assistiamo alla sanguinosa vendetta di Skinner, rivolta verso coloro i quali lo hanno condannato a questa sua nuova condizione. Una vendetta che vedrà cadere i suoi nemici uno dopo l’altro travolti dalla furia omicida del protagonista, ormai trasformato in un essere potentissimo e praticamente immortale.

Questo primo volume di “American Vampire”, pur senza essere quel capolavoro che in molti attendevano, si rivela una piacevolissima lettura dotata di un meccanismo narrativo di grande impatto. La trama segue i classici schemi della vittima diventata carnefice nella ricerca della sua personale rivalsa, ma non si può negare che il duo Snyder-King abbia cercato di dare nuova linfa e nuove caratteristiche alla figura del “signore delle tenebre”. Il loro “vampiro americano” è fisicamente più forte, astuto; è immune ai raggi solari, ma si indebolisce nelle notti di luna piena, in cui diviene più facile ucciderlo. Differisce dai suoi antagonisti che si rivelano essere i vecchi e classici vampiri europei, sbarcati nel nuovo mondo con l’intento di colonizzarlo per sfruttarne le immense ricchezze.

American Vampire: L'alba del nuovo predatore americano - ZZ00FA07D7-260x395Skinner Sweet diventa così metafora vivente di una nazione relativamente giovane e ricca di potenzialità come l’America, che si appresta ad assumere un ruolo di primo piano nel panorama internazionale a discapito di un continente ormai “dissanguato” come l’Europa.

La parte affidata a Snyder è sicuramente quella riuscita e sceneggiata meglio, con dialoghi che scorrono speditamente e personaggi caratterizzati, seppur in maniera poco approfondita, ma dotati di buone motivazioni e personalità. King appare invece un po’ troppo ridondante nei dialoghi, dove dimostra tutta la sua inesperienza con il metodo narrativo del fumetto. Inoltre i suoi personaggi risultano monodimensionali: ad esempio il protagonista Skinner Sweet, interprete del cattivo a tutto tondo, risulta solo una figura sadica e crudele, con ben poche altre peculiarità. Il disegnatore della serie, il brasiliano Rafael Albuquerque, dà una prova eccezionale della sua arte illustrando gli episodi di Pearl con un tratto delizioso e raffinato, per poi passare ad un disegno più ruvido e pittorico nelle sezioni di Skinner. Albuquerque fonde nella sua vena creativa diverse fonti grafiche, tanto che in alcune tavole il suo disegno sembra un perfetto connubio della precisione di Francis Leinil Yu e la raffinatezza di Kevin Nowlan.

Insomma non ci troviamo di fronte ad un nuovo “Scalped”, ma “American Vampire” si presenta come un titolo godibilissimo e che promette interessanti sviluppi, visto che Snyder ha dichiarato di voler ripercorrere la storia americana vista attraverso gli occhi dei suoi vampiri. Consigliato.


Abbiamo parlato di:
American Vampire vol. 1
Scott Snyder, Stephen King, Rafael Albuquerque
traduzione:
Planeta de Agostini, 2011
192 pagine, cartonato, colori – 18,95€
ISBN: 9788467495430

Riferimenti:
Planeta DeAgostini: www.planetadeagostinicomics.it
Vertigo Comics: www.dccomics.com/vertigo
Rafael Albu­quer­que, sito ufficiale: www.rafaelalbuquerque.com
Stephen King, sito ufficiale: www.stephenking.com

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