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LoSpazioBianco a BilBOlBul (e oltre)

Marzo è per LoSpazioBianco, da un po’ di anni a questa parte, un mese spartiacque. C’è un prima e c’è un dopo.
I due mesi precedenti sono frenetici, con la lunga gestazione della nostra annuale Top Ten alla quale si sovrappone ormai da tre anni la  partecipazione a , e  tutta la preparazione che ci impegna per questo evento.
Della Top Ten abbiamo già parlato  (www.lospaziobianco.it/26828-top-ten-lospaziobiancoit-2010). E’ utile invece spendere qualche riga per il festival bolognese.

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TORNANDO DA  BILBOLBUL

LoSpazioBianco per la terza volta è stato presente a Bologna come media partner della kermesse organizzata da Hamelin, gestendo il blog ufficiale che quest’anno (probabilmente complice il buon andamento del sito e del suo traino) ha avuto un grosso exploit di contatti e visitatori, cosa non così scontata durante il week-end visto che molti erano sul posto per visitare l’evento. I lettori di questo magazine on-line hanno potuto vedere (e leggere) la quantità e la qualità degli approfondimenti che abbiamo proposto e le firme in calce a ogni articolo, cose che ci hanno reso molto orgogliosi e soddisfatti.
Inoltre, per il secondo anno consecutivo proprio nel contesto festivaliero abbiamo presentato la nostra Top Ten, in un incontro particolarmente riuscito soprattutto grazie alla presenza di quattro autori premiati (, , Francesco Cattani, Alessandro Tota) che hanno risposto alle nostre domande sui propri fumetti e sulla propria professione, riuscendo a tratteggiare un ritratto, parziale ma comunque autorevole, del fumetto italiano contemporaneo.

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Il resto del Festival, quello che abbiamo seguito da spettatori, ci porta a una considerazione: BilBOLBul richiede dedizione e scarpe buone, ma regala molte soddisfazioni. Per esempio, personalmente parlando, la reale gioia di poter parlare per tutta una sera con un autore del calibro di di cose del tutto distanti dal fumetto. Non è un caso, perché questo festival è pensato anche per momenti (di solito culinari) nei quali gli addetti ai lavori si possono aggregare e conoscere senza formalismi, con il massimo della semplicità e della serenità. Vista dalla nostra parte, è chiaro che sia una bella opportunità. Ma per tutti i partecipanti al festival, anche per i semplici visitatori, c’è la netta sensazione che in questa cornice mostri sacri come José Munoz siano più avvicinabili, probabilmente anche più rilassati per la vivibilità dell’intero evento, scevro dalle resse, a volte ingestibili, di convention più improntate sul alto commerciale.

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Ben Katchor

C’è da dire che anche la logistica del luogo aiuta, perché pellegrinare da un vernissage a una conferenza, attraversando il centro cittadino, permette di incontrare, ciclicamente, un po’ tutti  gli ospiti e decentrare autonomamente l’evento in osterie, bar, portici, librerie e così via.

BilBOLBul è un festival che ormai ha raggiunto la sua maturità, che riesce a proporre – nonostante le presumibili difficoltà economiche che accomunano ogni momento culturale in Italia – contenuti sempre all’altezza e assolute novità per l’Italia, dovute alla buona frequentazione e vicinanza intellettuale con gli omologhi festival europei.

Per esempio, la presentazione agli appassionati italiani del belga Bretch Evens, recentemente affermatosi ad Angouleme: un autore che, data anche la sua giovane età, ha tutte le carte in regola per affermarsi come uno dei più interessanti fumettisti  contemporanei. L’esplosività della tavolozza con la quale imbandisce le pagine dei suoi fumetti non può lasciare indifferenti. Oppure, ancora, Ruppert e Mulot, una coppia di autori francesi presenti con una mostra assolutamente originale: non tavole di fumetto, ma dispositivi ottici, vere animazioni fai da te. Istallazioni da pochi soldi, ma con molta materia grigia, al servizio di storie destrutturate piene di rimandi metalinguistici. Un modo diverso di fare fumetto.

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José Munoz

Infine, la mostra e la partecipazione di José Munoz, vero protagonista di questa edizione di BilBOLBul, che hanno permesso a chi è cresciuto con le sue storie di conoscere meglio e più approfonditamente questo autore per molti versi anche un po’ italiano; o meglio, cosmopolita, come a  lui giustamente piace sottolineare, ma che di fatto ha scritto una pagina importante del fumetto di questo paese. Abbiamo avuto modo di intervistarlo – oltre che di sentirlo in conferenza – e possiamo solo dire che lo spessore dell’uomo giustifica la grandezza del suo lavoro.

Questi sono soli pochi flash presi da un cartellone fitto di conferenze, presentazioni, mostre, proiezioni, concerti, feste, live painting, reading. Un programma impossibile da seguire nella sua totalità, che impone scelte – a volte faticose – tra eventi da non perdere e altri da sacrificare, secondo la propria mappa mentale del fumetto.

NUOVI PROGETTI… A FUMETTI

Ma tornando all’inizio di questo articolo, chiusa la piacevole parentesi di BilBOLBul, c’è un dopo per LoSpazioBianco, fatto di ritorno alla quotidianità, mail da spedire, correzioni di bozze, idee da affinare, articoli da scrivere, contatti da mantenere, collaborazioni da rinsaldare. Insomma, tutto quello che concerne condurre un magazine come il nostro, nel poco tempo che riusciamo a rubare ai nostri veri impieghi e ai nostri affetti. Un lavoro enorme per le nostre forze, che di norma prevede la programmazione di massima per tutto il resto dell’anno, fino agli appuntamenti autunnali di Lucca Comics e Komikazen.
Lo scorso anno è stato il periodo in cui ci siamo chiusi a guscio per partorire – dopo tanto tempo e faticosamente – la nuova versione del sito, quella che state leggendo in questo momento.
Quest’anno, invece, tra le tante cose che abbiamo in progetto, c’è il tempo per lanciare una nuova rubrica, su cui stiamo lavorando da molto tempo e che per svariati motivi riusciamo a concretizzare solo ora.

Tre parole: recensioni a fumetti.

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da Ausonia

Detto così non sembra questa grande novità, visto che avrete avuto già l’opportunità di leggere qua e là esempi di fumettisti impegnati a recensire con le proprie vignette libri o dischi.
Tutto vero, ma qui stiamo parlando – visto la materia di cui ci occupiamo – di fumetti per recensire altri fumetti, che se certo non è una cosa del tutto inedita, lo è perlomeno nell’organicità di progetto continuativo che si innesterà stabilmente nel tessuto delle nostre proposte di approfondimento.
Di più, è l’ennesimo tentativo, speriamo fortunato, di aprire il nostro spazio virtuale a sempre maggiori contributi esterni, come già facciamo per gli articoli, per l’Essential 11, per la Top Ten. Sembra una cosa da poco, ma per noi è un tratto essenziale di tutto il nostro lavoro.

Non voglio dilungarmi troppo spiegando questa nuova rubrica, anche perché quasi tutto quello che c’è da sapere lo leggerete nelle storie che proporremo. E’ giusto precisare solo quello che abbiamo chiesto agli autori coinvolti: massima libertà, sia per le tematiche che per lo svolgimento. Non abbiamo dato altre direttive, se non una generica indicazione sulle dimensioni per esigenze strutturali, sperando in questo modo che la fantasia e la creatività di ogni fumettista porti di volta in volta approcci e punti di vista diversi al compito concordato. Questa è una cosa da tenere conto: non sarà, almeno nelle intenzioni, un appuntamento risolto con un solo approccio, un solo linguaggio, un solo sistema di analisi, ma variazioni continue sulla semplice idea di base: fumetti che raccontano altri fumetti.

In epoca di graphic journalism, di reportage a fumetti, di non-fiction, ci è sembrato naturale pensare a uno spazio come questo. Tanto più, non ultimo, che è la prima occasione che attraverso le pagine de LoSpazioBianco si potranno leggere fumetti (escludendo l’esperienza 24hic che gode di un suo sito).

Quindi, buona lettura con “A fumetti”.

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