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John Doe #38 – Margherita

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John Doe #38 - Margherita - immagine1-3236Se mi chiedete qual è l’autore completo italiano più estroso e talentuoso della “nuova generazione” (che Maurizio non si offenda, visto la sua decennale esperienza), non ho dubbi nell’indicare .
Sono altrettanto sicuro che al buon Rosenzweig sia utile e positivo partecipare a progetti nei quali sia stimolato a produrre e a sperimentare strade differenti. Non che il suo Davide Golia non sia apprezzabile e unico (e lisergico e straripante…), ma fa piacere vedere il suo talento impegnato su altri lavori, dove ha comunque spazio e modo di mostrare la propria personalita’. Proprio come in , dell’.
Dopo alcuni numeri da disegnatore, esordisce con Margherita anche come scrittore, dimostrando ancora una volta la sua intelligenza ironica e “diversa”. La sua personalità è talmente straripante da partecipare in prima persona alla vicenda, sotto le mentite spoglie di Davide Demonico (Davide Golia?). Ci risiamo: tra battute sul sesso, riflessioni filosofiche mai banali, situazioni limite, Rosenzweig ci mostra il suo , ridimensionato e deriso. Ma non fatevi ingannare: la storia è serissima e malinconica. I disegni sono al solito taglienti e provocanti (ironicamente, grottescamente provocanti, visto che in ogni inquadratura disponibile spiccano seni, gambe e volti di donne bellissime). E la sua Milano, città in cui è ambientata la vicenda, è riconoscibile e viva.

Lavori come questo possono essere occasione per riflettere sul rapporto tra fumetto seriale e prodotto autoriale. Sono poche, troppo poche le serie popolari che danno la possibilità ad autori completi e dalla forte personalità di interpretare i personaggi secondo il loro punto di vista unico. Ne era un esempio il Napoleone di Bacilieri in casa Bonelli, ne è un esempio questo John Doe. E poi?
John Doe di Recchioni e Bartoli ha mostrato sin da subito la volontà di percorrere strade aperte e rischiose, oltre che sul piano delle sceneggiature (non sempre innovative, ma spesso valorizzate da un linguaggio e uno stile moderno e fresco), anche e soprattutto sul piano dei disegni. Talenti nuovi (Burchielli, Cremona) e affermati (Dell’Edera, Venturi, lo stesso Rosenzweig) hanno prodotto tavole eccellenti e assolutamente personali, mai all’insegna della banalita’. Con questo numero 38, dopo più di tre anni di pubblicazioni, i padri creativi di John Doe danno spazio all’amico e collega milanese partecipando alla stesura del soggetto (immagino anche per mantenere una certa coerenza narrativa interna) ma lasciandogli la massima libertà sul piano della sceneggiatura.

L’apertura a interpretazioni meta-fumettistiche era già stata evidenziata in racconti precedenti a firma Recchioni. La strada per l’entrata in scena del Davide Demonico/ era quindi percorribile e in discesa. La “serieta’” autoreferenziale con la quale Maurizio parla di Davide e viceversa è tale da confermare l’impressione di avere a che fare con un autore dalla personalità disturbata, egomaniaca e incontenibile (aggettivi che Maurizio troverebbe probabilmente inadeguati perché riduttivi). La sua presa sulla realta’, sempre pronto com’e’ ad aggredire la quotidianità con le sue interpretazioni, i suoi giochi pseudo-filosofici, la sua poesia da piacione inossidabile e i suoi sorrisi, è così forte da lasciare esterrefatti. E intontiti. E indifesi. Proprio come il suo John Doe, mai così sulla difensiva, mai così messo alla prova. Proprio come il lettore, che può amare questo istrionismo quanto rimanerne fortemente infastidito.

Ma di queste voci fuori dal coro, preziose perché abnormi e imprevedibili, il nostro fumetto seriale ha grande bisogno, proprio perché troppo spesso imbalsamato, ripetitivo, prevedibile.
Per cui grande plauso a , a e a per l’apertura, e grazie a Maurizio per una prova non perfetta ma stupefacente, da prestigiatore del fumetto popolare.

Riferimenti
Un approfondimento sulla serie
Eura Editoriale: www.euraeditoriale.it
John Doe Encyclopedia: johndoeenc.altervista.org

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