Essential 11

Essential 11: 50 anni di Zagor

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Zagor compie cinquant’anni. Se dieci anni fa era uno “splendido quarantenne”, adesso è un cinquantenne ancora più in forma: sono arrivati tanti nuovi disegnatori, ha aumentato gli albi speciali.  E dire che quando vent’anni fa adolescente leggevo lo Speciale Zagor della storica fanzine Collezionare (curato, insieme a Francesco Manetti e Saverio, da , futuro sceneggiatore principe e anche curatore della serie), anche se la serie vendeva più di adesso (ma tutti i fumetti avevano in media vendite superiori all’epoca) aleggiava un’aura di malinconia, sembrava che i tempi migliori del personaggio fossero finiti per sempre.
E invece nei primi anni Novanta la serie ha saputo attuare, con e ai testi, il più spettacolare restyling nella storia della casa editrice. Non è un caso che sei storie su undici siano uscite negli ultimi vent’anni: non male per una serie che esiste da mezzo secolo.

Storie che ho scelto per la loro importanza sia effettiva, che personale: I sei della “Blue Star” è sì una storia bellissima di Zagor (un nuovo  inizio, visto che da allora sulla collana Zenith sarebbero uscite solo storie inedite, non più ristampe di avventure già uscite in formato striscia), ma mi è rimasta impressa anche per averla sfogliata a cinque anni (era  già la ristampa, non la prima edizione), e la scena di Zagor a cui si scarica la pistola nell’ultima vignetta dell’albo numero 69 mi è rimasta così impressa che ho subito riconosciuto la storia trovandola anni dopo nell’usato. Lo stesso si può dire delle altre storie: la 3 me la aveva regalata un prozio texiano (ma che ogni tanto leggeva anche Zagor) a cui ero molto legato la 7 è legata a un viaggio a Genova Borzoli a recuperare mia mamma che aveva perso l’ultimo treno (ma mi aveva preso uno degli albi della storia), la 11 alla mia miglior partita a tennis del 2006 (dovevo vincere in fretta anche per non arrivare troppo tardi all’appuntamento con una), il motivo dell’inclusione della 10 lo si può intuire,  e così via. Non è un best 11 “classico e professionale” (ci sono tanti capolavori che ho escluso, lo so benissimo, zagoriani!), e così, spero, anche meno banale. D’altra parte, se si ha la libertà di scegliere, perché non approfittare?

Delle undici storie citate, quelle dalle 8 alla 11 si possono ordinare all’ufficio arretrati della Bonelli (www.sergiobonellieditore.it), la prima si trova nell’Oscar Mondadori del 2008 Zagor. Lo spirito con la scureEssential 11: 50 anni di Zagor - ir?t=lospait-21&l=as2&o=29&a=8804580852, tutte le altre si possono reperire solo nell’usato. Anche per questo sarebbe ora che ci fosse una bella ristampa di Zagor per i suoi cinquant’anni, magari sul tipo di quella di Tex allegata al Corriere della Sera. Oppure si potrebbe fare una serie di volumi periodici con il meglio di Zagor, cosa mai attuata finora con una serie italiana (ma a mio parere interessante, mi piacerebbe curare una collana di ristampe di questo tipo, con magari vari extra, come interviste agli autori, sketchbook, analisi critiche).

Di ogni storia sono pignolosamente (ma si sa che i lettori sono un po’ pignoli) indicati il titolo (visto che sono in genere su più albi ho scelto quello che preferivo), il mese e anno in cui è iniziata, gli autori e i numeri in cui è uscita. Come ormai quasi tutti sanno, Zagor ha debuttato sul numero 52 della collana Zenith, ecco perché c’è una sfasatura di 51 fra il numero di albi di Zagor e quello della sua collana (li ho riportati entrambi).

I sei della “Blue Star”

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Febbraio 1971
Testi di
Disegni di
Zenith 119-121 – Zagor 68-70

L’avventura allo stato puro, senza intellettualismi e virtuosismi inutili e noiosi. E’ questa l’essenza di questa storia,  non a caso una delle preferite di Nolitta. Navi scomparse, cacce al tesoro, feroci indiani…
Sergio Bonelli ha giostrato egregiamente alcuni classici topoi dei racconti avventurosi. Ma non si è limitato a questo. Con I sei della “Blue Star” definisce meglio il carattere di “Digging” Bill. Non è l’individuo un po’ strambo di Le jene del mare (la sua precedente apparizione), la cui patetica passione per i tesori veniva guardata con una certa ironia, ma diventa un personaggio romantico, sognatore, il simbolo stesso dell’Avventura.

Libertà o morte

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Novembre 1972
Testi di
Disegni di
Zenith 140-143 – Zagor 89-92
308 tavole

Uno dei vertici della saga zagoriana. Nolitta, ispiratissimo, mostra il suo secondo volto: mentre in storie come Odissea americana (l’ha già citata Moreno nell’Essential Bonelli quindi non la cito, del resto è bella, ma non fra le mie preferite)  è un abile e geniale giocoliere  dell’immaginario, in avventure come questa coinvolge il lettore ad un altro livello. Lo fa soffrire con i suoi personaggi, lo intrappola nella vicenda. E lo fa pensare.
Storia in cui l’eroe è contemporaneamente eccezionale e impotente. E’ eccezionale perché riesce a tenere in scacco la guarnigione di Britannia, a prendere in ostaggio il governatore e a liberare i Seminole. Ma è allo stesso tempo impotente di fronte al tragico fato di Manetola e dei suoi. E’ come se il loro destino fosse stato scritto: e nemmeno Zagor può fare qualcosa per cambiarlo

Minaccia dallo spazio

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Giugno 1974
Testi di Guido Nolitta
Disegni di
Zenith 158-160 – Zagor 107-109
284 tavole

Questa è la terza apparizione del diabolico mad doctor ed è, per molti aspetti, il migliore scontro fra Hellingen e Zagor.
Forse non ha l’epicità di Hellingen! (nn. 178-182), e neppure l’afflato lirico de Il ritorno di Hellingen (nn. 275-280), ma è costruita in maniera perfetta. Il mad doctor ha la base in un vulcano spento, minaccia il Presidente degli Stati Uniti, vuole impadronirsi dell’America (e dopo, ovviamente, del mondo), dispone di una tecnologia avveniristica, ma l’eroe riesce lo stesso a sopraffarlo. E, dopo essere stato sconfitto, lo scienziato ha un crollo nervoso e la follia si impadronisce di lui. Ci sono, insomma, i topoi di mille film e romanzi avventurosi. Mai come in questa storia Hellingen è totalmente privo di spessore psicologico, una sorta di topos dello scienziato pazzo.
Ma, come scrive a proposito di Casablanca, quando tutti gli archetipi irrompono senza decenza, si raggiungono profondità omeriche. Due cliché fanno ridere, cento commuovono.

Kandrax il mago

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Aprile 1976
Testi di Guido Nolitta
Disegni di
Zenith180-184 – Zagor 129-133
410 tavole

Un autentico kolossal a fumetti, dove Nolitta e Ferri, da consumati registi, hanno voluto concentrare ogni tipo di elemento in grado di intrattenere il lettore.  Kandrax il mago è, di volta in volta e a seconda di chi la legge, un thriller umoristico, una storia avventurosa, un’avventura fantasy, un omaggio alle atmosfere degli horror della Hammer tanto care a Sergio Bonelli.
Una storia proteiforme, quindi, e proprio per questo affascinante. Inizia con uno psicopatico serial killer (uno dei primi della Bonelli), ha una lunga parentesi di scavi archeologici (e siparietti comici con Cico, Digging Bille Bat Batterton), appare il druido redivivo (Kandrax, che tornerà altre due volte) che rapisce la bella Margie (mio primo amore fumettistico infantile – avevo 4 anni) per sacrificarla ai suoi dei, Zagor la salva. Storia davvero amatissima da me.

Il sigillo dell’imperatore

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Agosto 1978
Testi di Guido Nolitta
Disegni di Gallieno Ferri
Zenith 208-212 – Zagor 157-161
379 tavole

Bonelli non amerà troppo Indiana Jones, ma una storia come questa è un vero omaggio all’Avventura:  ci sono infatti banditi da strada, feroci cinesi, una bella ragazza in pericolo (Virginia, la sexy nipote del Capitano Fishleg, intriganti le sequenze di Ferri che ce la mostrano legata nella sua cella: sono quasi delle citazioni bondage), un tocco di soprannaturale, l’arte cinese della tortura e persino una sequenza, con Zagor che tramortisce con un solo pugno il cinese che prima aveva tentato inutilmente di colpirlo con virtuosistici colpi di arti marziali che ricorda la famosa scena di I predatori dell’arca perduta (posteriore di oltre tre anni), nella quale Indiana Jones uccide in quattro e quattr’otto, sparandogli a bruciapelo, l’arabo che prima aveva mostrato i suoi virtuosismi con la scimitarra e si preparava ad attaccarlo.

La fiamma nera

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Giugno 1991
Testi  di
Disegni di Gallieno Ferri
Zagor Special n.4
128 tavole

Inizio 1991. Uno Stefano ancora adolescente legge sulla rivista Fumo di China che il nuovo speciale di Zagor sarà scritto da Mauro Boselli. L’avevo sentito soltanto per i testi degli albetti allegati agli speciali, non aveva ancora pubblicato nulla di rilevante.
Rimango piacevolmente sorpreso: è la prima storia di Zagor scritta da Mauro Boselli e una sorta di manifesto del suo approccio al personaggio. Tornano vecchi personaggi (come Tonka e Satko), se ne introducono di nuovi (come il Wendigo ed Heyoka) destinati a diventare importantissimi nella saga zagoriana, e si reintroduce Kiki, che, apparso come “guest star” nella storia di Sclavi Incubi, diventa definitivamente parte del ricco supporting cast zagoriano.
Sono le prime avvisaglie del Rinascimento zagoriano che inizierà un paio d’anni dopo.

L’abbazia del mistero

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Gennaio 1992
Testi di Moreno Burattini
Disegni di Gallieno Ferri
Zenith 369-371 – Zagor 318-320
218 tavole

La seconda storia di Zagor scritta da Moreno Burattini e la prima, dopo il pur discreto inizio con Pericolo mortale (nn. 310-312), in cui il futuro editor del personaggio inizia a trovare la sua voce.
Un giallo zagoriano (di cui lo sceneggiatore toscano, da buon appassionato di Agatha Christie, diventerà maestro) in un ex abbazia diventata accademia militare, con citazioni di e atmosfere goticheggianti benissimo rese da Ferri.

La regina della città morta

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Settembre 2000
Testi  di Mauro Boselli
Disegni di
Zenith 473-475 – Zagor 422-424
232 tavole

Solo una storia del bellissimo ciclo di avventure zagoriane del 1993-2001, ma che è per molti versi paradigmatica. Zagor è in viaggio in un luogo in cui non è mai stato prima (l’Africa), è disegnata splendidamente da (la sua prima storia, Ladro di ombre, a mio parere inaugura ufficialmente nel 1993 il nuovo corso del personaggio, non L’esploratore scomparso dell’anno successivo con cui si apre una lunga trasferta fuori da Darkwood), Boselli gioca con il mito dell’Eroe (qui Zagor sembra la reincarnazione del dio Damballah) e, last but not least, c’è la splendida Marie Lauveau, una Naomi Campbell perennemente venticinquenne e molto più simpatica dell’originale.

Il passato di Ramath

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Luglio 2002
Soggetto di Moreno Burattini e Stefano Priarone
Sceneggiatura di Moreno Burattini
Disegni di
Zenith 495-497 – Zagor 444-446
282 tavole

Lo so, cosa state pensando, Fedeli Lettori: con tutte le belle storie dello Spirito con la Scure che ci sono perché ha citato una in cui ha messo lo zampino? Perché posso (avendo libertà assoluta di scelta), ma anche perché è davvero una bella storia nella quale un personaggio apparso in flashback in una storia di vent’anni prima (Dharma la strega indiana) diventa protagonista e si scava nel passato di un vecchio personaggio del supporting cast come Ramath (è una sorta di compendio di tutte le storie “indiane” dello Spirito con la Scure), e il merito è pressoché tutto di Burattini e Della Monica. E anche perché dovrei/vorrei riprovare a proporre qualcosa di mio per Zagor e questa citazione può (o almeno lo spero) essere di buon auspicio.

La palude dei forzati

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Aprile 2004
Testi  di Moreno Burattini
Disegni di Mauro Laurenti
Zenith 473-475 – Zagor 465-468
376 tavole

Per molti la migliore storia di Burattini.
Non so (ne ha scritte tante belle), ma certo è appassionante: una fuga quasi impossibile da una carcere, un galeotto con poteri psichici ingiustamente incarcerato (reminescenza de Il miglio verde di Stephen King), i disegni evocativi di Laurenti, la morte di un storico villain della serie (non vi diciamo chi è, così recuperate gli albi) .

Mississippi

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Maggio 2006
Testi  di Mauro Boselli
Disegni di Alessandro Piccinelli
Zenith 541-544 – Zagor 490-493
376 tavole

L’ultima (finora, ne sono in arrivo quattro ambientate nella nuova trasferta di Zagor, stavolta in Sudamerica) storia dello Spirito con la Scure scritta da Mauro Boselli e la prima (e purtroppo probabilmente l’unica, è subito passato a Tex) disegnata dal bravissimo Alessandro Piccinelli.
Un grande omaggio all’Avventura: un erede al trono di un Paese di fantasia che si nasconde nella Frontiera, spie e intrighi politici, gli indiani delle pianure,  un viaggio da Pleasant Point (dove inizia la saga di Zagor) a Saint Louis. L’Avventura classica, romantica, amatissima da tutti i lettori di Zagor.

Riferimenti:
: www.sergiobonellieditore.it

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