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Sketchbook diaries #1

Sketchbook diaries #1 - immagine1-3222Non è raro che chi è abituato a comunicare attraverso il linguaggio fumettistico lo utilizzi non solo per gli altri, per il “pubblico”, ma anche per se stesso: il fenomeno delle autobiografie a fumetti e della loro estensione a veri e propri diari è sicuramente in crescita, quasi come se le nuove generazioni di fumettisti avessero riconosciuto l’importanza a livello personale, come diario di vita, delle vignette che in genere sono invece materiale di lavoro. Che alcuni di questi racconti siano destinati sin dal principio alla pubblicazione (siano essi raccolte quotidiane di storie intime, siano appunti di viaggio o racconti autobiografici di un dato momento) non cambia l’approccio spontaneo e sincero che gli autori pongono tra loro e la pagina. Dai viaggi di Thompson e Frezzato, ai racconti di . e di , fino appunto ai diari come quelli noti (ma inediti in Italia) di Sfar e Throndeim o questo di .

Curiosa la vicenda editoria di questo autore nel belpaese. Nonostante la sua ampia produzione, ben poco di Kochalka è stato pubblicato in Italia, solo pochi racconti brevi su Alta Fedeltà () o su Inguine MAH!gazine (Coniglio); il primo volume interamente tradotto è proprio questo Sketchbook diaries. Il pubblico italiano si trova così a esplorare la vita di un autore di cui non conosce praticamente le opere; per quanto questo diario sia curioso e interessante, questo è un piccolo handicap dell’operazione: una conoscenza maggiore da parte del lettore delle opere di Kochalka avrebbe certamente giovato e ispirato maggiore curiosità riguarda alla sua vita di tutti i giorni.

Che Kochalka ricorra al fumetto come forma di comunicazione, rivolta fin dall’inizio alla pubblicazione, per annotare piccoli e piccolissimi eventi delle sue giornate e per riordinare le sue idee non stupisce più di tanto dopo aver letto la sua breve ma azzeccatissima storia “L’orribile la verità sui fumetti[1], dove emerge chiaramente la lucidità con cui l’autore conosce e sa spiegare i meccanismi della narrazione fumettistica in funzione sia dello scambio comunicativo sia del riversamento dei pensieri su carta. Infatti in questo breve racconto Kochalka evidenza la similitudine tra la struttura del nostro pensiero, che unisce una serie di sensazioni, tra cui naturalmente in gran parte quelle visive e linguistiche, e l’unione di immagini e parole delle nuvole disegnate. Se l’accostamento può risultare pretenzioso, è difficile non concordare almeno in parte con l’analisi che l’autore ci offre, articolata e ricca di ironia e leggerezza.

Leggerezza che è una delle caratteristiche dello stile di Kochalka, una lievità che è evidente dal tratto, elementare e quasi fanciullesco, dal suo modo di vedere se stesso e i suoi cari (l’autore si ritrae come una sorta di elfo fanciullo, un suo amico viene disegnato come un cagnolino) fino alla sua tecnica di costruzione della tavola e delle scene, equilibrate e leggibilissime, e ai toni dei suoi racconti, sospesi tra leggerezza e fantasia. Lo stile dell’autore emerge chiaramente anche in questo diario quotidiano, nel raccontare giorno per giorno un momento o una sensazione nella giornata dell’autore statunitense, attraverso una gabbia piuttosto rigida di quattro vignette.

Spesso quelli immortalati sono attimi privi di un qualunque recondito significato, totalmente futili e incapaci di rappresentare una giornata come particolare e speciale – e d’altronde non tutti i giorni sono unici e distinguibili per qualcosa da tutti gli altri. In diversi momenti si respira anche lo sforzo di questo impegno che Kochalka si è imposto e che porta avanti anche quando non sta bene o non ne ha voglia, rendendo il lettore partecipe di questa sua scelta auto imposta. Ma in queste vignette e nei racconti anche banali e scontati si respira una quotidiana poesia fatta di cose semplici ma nonostante cio’, o forse proprio per questo, portatrici di una innegabile bellezza. L’amore per la propria donna, il piacere nel guardarne il corpo nudo mentre dorme, il mare, le foglie, le serate con gli amici, disegnare, piccoli pezzi di una vita come tante che si rivela nella sua normalità senza per questo perdere il sottile filo conduttore della magia del vivere.
Quando questa continuita’, questa lenta evoluzione emerge, viene quasi naturale aspettarsi che, come un racconto in piena regola, si finisca per trovare una storia, una morale, un elemento di collegamento tra i vari episodi che confermi la presenza di un quadro d’insieme; è l’abitudine a una narrazione lineare con un inizio e una fine anche nell’autobiografia, ma in questo diario si trovano solamente singole immagini di un anno di vita, assolutamente indipendenti se non fossero legate dallo stesso protagonista/narratore.

Si può leggere un messaggio positivo o negativo in questa mancanza di trama che ha la vita, ma la dolcezza del raccontare di Kochalka non può che rassicurare anche gli animi più pessimisti.

Note:: [1]L’orribile la verità sui fumetti“, fumetto gratuitamente fruibile in internet, è leggibile tradotto in italiano da Ultrazine alla pagina www.ultrazine.org/exc_004_01.html.

Riferimenti:Fernandel Editore: www.fernandel.it
, sito ufficiale: www.jameskochalkasuperstar.net
James Kochalka, sketchbook diaries sul web: www.americanelf.com

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