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Garibaldi, un resoconto veritiero delle sue valorose imprese da Tuono Pettinato

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Egli aveva la fiamma dell’eroismo e il genio della guerra! Era grande, semplice, buono! Odiava tutti gli oppressori, amava tutti i popoli! Non aveva altra aspirazione che il bene, rifiutava gli onori, disprezzava la morte, adorava l’Italia! Era forte, biondo, bello!

Garibaldi, un resoconto veritiero delle sue valorose imprese da Tuono Pettinato - 1704377_0Già dalla prima pagina la cifra del nuovo fumetto di è chiara: lo sfottò. E sarà che il nostro Andrea Paggiaro è cresciuto per sua stessa ammissione a pane e , ma il suo ultimo Garibaldi – Resoconto veritiero delle sue valorose imprese, ad uso delle giovani menti ricalca sapientemente le orme della rivista satirica livornese.

non è nuovo alle biografie di uomini illustri, ma in questo caso l’operazione è ambiziosa, come testimoniato dalla bibliografia inserita in fondo al fumetto. L’autore ha davvero studiato e come sempre si fa nella satira ha estrapolato qualche tratto caratteristico di Garibaldi su cui si è concentrato con cesello.

Garibaldi, un resoconto veritiero delle sue valorose imprese da Tuono Pettinato - tuonopettinato-estratti5Così, attraverso le parole di una classe di giovinetti ben educati da un rigido e bigio maestro di deamicisiana memoria, scopriamo che Garibaldi, o meglio Peppino, fu fin da piccolo un gagliardo nuotatore e salvò fior fior di persone dai marosi della sua Nizza. Così come apprendiamo il suo presto odio per le tonache clericali, il suo amor per la navigazione e il suo sostanzialmente inesistente senso dell’umorismo. Un Garibaldi sempliciotto, irruento e guerrafondaio.
Pochi altri comprimari completano il quadro: il pacioso Pio IX, l’opportunista politicante Cavour, il luciferino Mazzini, la battagliera Anita.

In un’intervista al quotidiano online pisanotizie.it l’autore racconta il suo metodo di lavoro

“[dalla lettura della biografia di Mack Smith] emerge un Garibaldi sempre animato da buone intenzioni ma non molto lungimirante, un uomo che si getta a corpo morto in situazioni più grandi di lui. Un atteggiamento che io, poi, ho esasperato. Diciamo che, al di là della deformazione comica, la situazione reale era un po’ meno nobile rispetto all’agiografia risorgimentale tramandata intorno alle gesta del personaggio.” (1)

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Insomma, il fine (riuscito) è quello di tirare giù Garibaldi dal piedistallo e dal cavallo di marmo al centro di quasi ogni città d’Italia, su cui era stato issato per aiutare un popolo, tenuto insieme a fatica, a sentirsi unito dall’esempio di un eroe. Come spesso si dice nel racconto storico popolare, dopo aver “fatto l’Italia” bisognava “fare gli italiani” e il modo più efficace era darci sotto con l’agiografia e la mitologia. Storie esemplari, tramandate dalla classe docente dell’epoca a tanti ragazzini docili e ubbidienti: la giubba rossa, la gamba ferita, la morte di Anita, etc. etc. In una sorta di falsa prospettiva storica, che – come sempre succede – annulla completamente la componente umana dei personaggi.
Ed è esattamente quella che invece rimette in campo tra mille risate Tuono Pettinato, riuscendo a creare un’opera di satira sul patriottismo italiano (alquanto sterile, visti i risultati sul sentimento d’unità) e sul facile pedagogismo populista di alcune impostazioni scolastiche (penso, come detto, a Cuore di Edmondo De Amicis).

Garibaldi, un resoconto veritiero delle sue valorose imprese da Tuono Pettinato - rizzolilizard-garibaldiIl tutto realizzato con una precisa attenzione al dato linguistico: nei dialoghi e nelle descrizioni (per lo più temi o racconti degli scolari) viene utilizzato un tono aulico ben ricostruito (abbondanza di “gagliardo”, “gesta”, “madrepatria”, “servigi”, “spavaldo”, “anelito”, etc) che contrasta con il disegno parodico di tutto il volume e alcuni ben calibrati e ben collocati sprazzi di linguaggio iperquotidiano.  Una riuscitissima commistione di linguaggio alto e basso che immediatamente aiuta a creare lo sfondo adatto a una battuta, che stempera la pesantezza sempre in agguato del mondo risorgimentale.
Una chicca in questo senso è la doppia tavola di racconto del ferimento alla gamba di Garibaldi: nel momento di massimo eroismo di Garibaldi – episodio che tra tutti verrà tramandato di nonno in figlio per generazioni e generazioni – Tuono Pettinato inserisce uno scorcio sul vero linguaggio dei bambini, giocoso e vitale: Garibaldi fu feriito… fu ferito a una gamba… Garabalda faffaraata.

Il volume è colorato con tre accesissimi colori primari, che definiscono personaggi (Garibaldi quasi sempre rosso, ovviamente), comprimari e sfondo; ed è costellato da citazioni visive praticamente continue, che proseguono il gioco di commistione di alto e basso.
A partire dalla copertina, che richiama il cavallo dell’originale del Giovane Holden di Salinger. Il cavallo di legno di una giostra per bambini viene cavalcato da Garibaldi all’attacco. E poi l’omaggio a Sergio Leone e allo spaghetti western, nel finale alternativo col duello mortale tra Garibaldi e i suoi arci-nemici Pio IX e Camillo Benso di Cavour. O altri passaggi più o meno fini, dove l’autore cita fumetti storici come Il signor Bonaventura o Il Mago Wiz.

Pagina dopo pagina il monumento equestre si sgretola e si trasforma in carta.
E mentre Garibaldi si tramuta in fumetto, scopriamo di che pasta siamo fatti veramente, noi italiani.

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Abbiamo parlato di:
Garibaldi. Resoconto veritiero delle sue valorose imprese, ad uso delle giovani menti
Tuono Pettinato
, 2010
120 pagine, brossura con alette, colori – 16 ,00€
ISBN: 978-88-17-04377-9

Riferimenti:
Tuono Pettinato tuonopettinato.blogspot.com
lizard.rcslibri.corriere.it

 


Note:
  1. www.pisanotizie.it/news/news_20100812_intervista_tuono_pettinato_garibaldi_rizzoli.html 

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