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ECNON, il paese fantasma: intervista agli autori

Da anni, e ormai anziano, Giovanni attende il giorno dell’apparizione di ECNON, un paese fantasma scomparso da oltre 300 anni, in seguito ad una frana. La leggenda racconta che ricompaia una volta ogni 50 anni e per lui, potrebbe essere l’ultima occasione per dimostrare la sua esistenza.
Riuscirà Giovanni a ritrovare il paese fantasma prima del sorgere del sole?

INTERVISTA AD ANDREA BISCARO

ECNON, il paese fantasma: intervista  agli autori - ECNON-COPERTINA-aCome nasce Andrea Biscaro scrittore per ragazzi?
Scrivo da sempre. Raccontare storie è il mio pane, la mia vita, il mio lavoro. Personalmente non amo molto la definizione di “scrittore per ragazzi”. Credo che una buona storia debba rivolgersi a tutti. Una buona storia non ha età né limiti generazionali. Mi auguro che ECNON possa essere apprezzato sì dai ragazzi, ma anche dagli adulti.

Da dove nasce l’idea per Ecnon? Parlami un po’ del libro?
ECNON fa parte di un ampio progetto di racconti di fantasmi ispirati per lo più a piccole leggende italiane. Si tratta di storie antiche e nascoste, spunti folcloristici che ho rielaborato e trasformato in narrazione.
ECNON si ispira a una leggenda ligure, della Valbrevenna. Una volta lì esisteva davvero un paese che fu distrutto completamente da una frana. Si dice che il fantasma di questo paese ricompaia ogni cinquant’anni per rammentare alla gente il giorno della disgrazia…

Qual è, se c’è, la morale di Ecnon?
La morale di ECNON? Bhe, non sottovalutare mai le leggende. Ogni leggenda racchiude in sé una verità.

Hai collaborato con Fabbri per la realizzazione dei disegni o lui ha potuto scegliere in autonomia le scene da illustrare?
Questo libro è stato creato in piena libertà espressiva. Daniele ha realizzato le illustrazioni in modo assolutamente indipendente. Non ho interferito col suo lavoro, non ho dato suggerimenti né indicazioni. Ha seguito semplicemente la linea tracciata dalle mie parole. Il risultato, a mio avviso, è straordinario. Illustrazioni e testo sembrano nati insieme, contemporaneamente. Daniele ha colto in pieno lo spirito di ECNON, ha dato luce e concretezza alle mie visioni. É riuscito a dare materia viva all’allucinazione, al sogno, al fantasma.

INTERVISTA A DANIELE FABBRI

ECNON, il paese fantasma: intervista  agli autori - ECNON-COPERTINA-cMi parli di Daniele Fabbri professionalmente?
Daniele Fabbri, da sempre, è affascinato da tutto ciò che riguarda la trasmissione di emozioni, dalla musica alle immagini, dal cinema al teatro. Data la vastità dei miei interessi, approdare all’illustrazione non è stato facile; la mia attenzione a questa particolare forma d’arte, però, non ha escluso il fiorire di mille altre idee.
Professionalmente nasco come animatore, lavorando 2 anni in team per una famosa serie RAI, benché il mio primo amore sia sempre stato l’immagine statica illustrata, per via delle emozioni che è in grado di suscitare nel pubblico.
Continuo così la mia professione come freelance in svariati campi: editoriale per ragazzi, bambini e adulti, pubblicità e televisione di animazione.
Il mio sogno è di poter continuare a svolgere questo splendido lavoro che mi permette di realizzarmi professionalmente e personalmente.

Com’è stato illustrare Ecnon?
Illustrare Ecnon è stato semplice: le immagini sono venute da sole senza fatica e in poco tempo.
Quando l’ispirazione fluisce tanto spontaneamente, spinta dall’emozione trasmessa dal testo, la mano crea con disinvoltura risultati sorprendenti.
Ecnon rappresenta un progetto inusuale, poiché si tratta di un horror per ragazzi che colpisce per il senso di angoscia, suscitando paura ma non terrore. Il testo mi ha coinvolto prima da lettore ed io non ho fatto altro che illustrare le emozioni suscitatemi.

Come mai disegni solo in bianco e nero per Ecnon?
In realtà, quella di illustrare in bianco e nero non è stata una scelta immediata. Dopo varie prove a colori, le illustrazioni in bianco e nero sono risultate più convincenti.

Trovi sia più difficoltoso illustrare libri per bambini?
A mio avviso, illustrare per bambini comporta il ricorso a una sensibilità più profonda e meno scontata. Proprio per questo anche molti adulti ne rimangono coinvolti. L’emozione arriva diretta e fresca, senza contaminazioni né malizie; per poterla illustrare, però, bisogna essere in grado di percepirla, il che non è sempre facile. In ultimo, vorrei ringraziare il mio collaboratore Andrea, senza il cui supporto il risultato non sarebbe stato il medesimo.

Riferimenti:
Edizioni Caccole e Coccole: www.coccoleecaccole.it
Il blog di Daniele Fabbri: danielefabbri.blogspot.com

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