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John Doe #34 – La via della spada

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John Doe #34 - La via della spada - immagine1-3018Contaminazione. Una parola che più di ogni altra ricorre nel parlare della creatura di Bartoli e Recchioni, che in trentaquattro numeri (siamo quasi al terzo anno editoriale, complimenti!) hanno giocato con passioni, miti letterari, cinematografici e fumettistici, leggende, generi e stili, senza per questo perdere o abbandonare il filo della loro storia.
Contaminazione a cui non sfugge, naturalmente, questo ultimo numero, nel quale ritroviamo mischiati un po’ di Douglas Adams, il medioevo giapponese (tra storia, fumetto e cinema), i viaggi nel tempo (qualcuno ha detto “Ritorno al futuro”?), combattimenti orrorifici e le “solite” citazioni sparse.
Una trama lineare, ma fitta di scene che regalano ritmo alla lettura, nel classico canovaccio in cui gli eroi affrontano e superano vari scontri fino a quello finale (e, in questo caso, cruentissimo). Un numero che, nonostante le parole degli autori nella postfazione, non sembra affatto interlocutorio; anzi, iniziano qui a tendersi i fili disseminati dagli autori nella sfida tra e le terribili nemiche Morte e Tempo, e soprattutto sul destino di Mordred, il figlio avuto da John e da Morte. Inquietanti nubi si profilano all’orizzonte e fossimo nel protagonista non dormiremmo tranquilli, soprattutto riguardo a un certo personaggio introdotto (nemmeno tanto) in sordina.Tornando alla storia principale, John e l’entità Pestilenza si ritrovano a inseguire nel tardo Giappone le modifiche alla struttura della storia che Morte ha seminato per alterare il presente – o più probabilmente per creare un diversivo. Nel loro viaggio nel passato incontrano una delle figure più mitiche del Giappone storico, quel Musashi Miyamoto protagonista e ispiratore di moltissime opere di fantasia, che condividerà la loro lotta.

Il tratto di Dell’Edera, nervoso e scattante, fatto di ombre dense e di pennellate sporche, appare perfetto per narrare questa storia sia quando deve mostrare (o suggerire nell’ombra) espressioni e sguardi sia quando abbandona le linee chiuse per sottolineare la dinamicità dei combattimenti. Gli omaggi e l’ispirazione ai grandi fumetti giapponesi di ambientazione storica sono vari e non è difficile pensare, osservando le tavole del disegnatore, alle scene d’azione “congelate” di Lone Wolf & Cub, o al tratto fitto di linee cinetiche di Inoue per il suo Vagabond (a cui si ispira Dell’Edera anche nell’aspetto di Miyamoto), o ancora ai trucidi combattimenti de L’immortale [1]. Dell’Edera non ha bisogno di copiare in maniera smaccata per usare questa fonti di ispirazione, ma sa reinterpretarle a suo modo, mantenendone chiara l’origine ma integrandole al suo stile; una prova di grande maturità artistica e di profonda ricerca dello stile.

Unici appunti all’albo, un paio di passaggi poco curati tra le pagine, dove si avvertono dei salti, come se si fossero perse alcune vignette. Piccoli difetti in una sceneggiatura avvincente e ben costruita, che si prende grande liberta nella costruzione e composizione della tavola senza mai andare fuori registro o perdere equilibrio e leggibilita’. Come da tempo ci ha abituati la serie, la storia scorre velocemente e si basa su di un soggetto chiaro e breve, una scelta di stile che prevede una trama diluita nelle cento pagine sulla quale sviluppare i colpi di scena della macro-storia che lega i vari episodi tra loro. Una decompressione che contrasta con la scuola bonelliana classica, dove in genere gli eventi e gli elementi contingenti sono maggiori e dove anche per questo non è raro trovare ampie spiegazioni della trama a chiusura delle storie.

Un numero, in conclusione, tra i migliori della serie; serie che, che albo dopo albo, sembra sottolineare sempre più la sicurezza con cui i suoi autori hanno preso le misure al personaggio e allo stile che intendono dare alle sue storie. Sicuramente si respira una libertà creativa e una “anarchia controllata” capace di creare un ottimo mix con la professionalità degli autori e la ricerca di un linguaggio comprensibile al grande pubblico. Mestiere, spontaneità e divertimento: elementi che emergono chiaramente dalla lettura di questo albo.

Note::
[1] Lone Wolf & Cub, di e , Panini Comics, serie in corso
Vagabond, di , Panini Comics, serie in corso
L’immortale, di , Panini Comics, serie in corso

Riferimenti::
: www.euraeditoriale.it
Encyclopedia: johndoeenc.altervista.org

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