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TEX 544/545 – Intrigo nel Klondike/Fuga nel grande Nord

TEX 544/545 - Intrigo nel Klondike/Fuga nel grande Nord - immagine1-2976 ci ha abituati bene. Il suo è vivo, vitale, pungente. Gli ultimi due numeri della serie regolare (il 544, Intrigo nel Klondike e il 545, Fuga nel grande Nord) sono lì a testimoniare per l’ennesima volta che, a discapito o forse per effetto del minor numero di pagine prodotte ogni anno rispetto a , è proprio Boselli l’autore che sembra condividere la passione e l’energia del di Gianluigi Bonelli.
Senza voler entrare nella disputa sulla fedeltà o meno delle diverse interpretazioni dell’eroe più famoso del fumetto italiano e della , l’avventura in due parti ambientata nel freddo inverno delle terre canadesi, appena pubblicata in edicola, è avvincente, limpida come la neve, diretta ed equilibrata. Il Tex di Boselli è un personaggio netto, deciso, che si perde poco in chiacchiere (se non dietro a un buon pasto caldo con il suo fido compare Kit Carson), che ha una visione precisa della giustizia. Un personaggio che ha mani e cuore nell’avventura, con un passo a cavallo che non perde i colpi del tempo che passa, che non cede alla banalità e alla ripetitivita’.
Boselli è un narratore esperto, abile, con un perfetto controllo della sceneggiatura e dei ritmi della storia. Non sempre gli strumenti tecnici a sua disposizione hanno dato origine a storie riuscite, e d’altro canto neppure questa storia può dirsi un capolavoro; eppure lo sceneggiatore, coadiuvato da un Miguel Angel Repetto a suo agio con le atmosfere invernali, riesce a trasportare il lettore in un viaggio avvincente.

TEX 544/545 - Intrigo nel Klondike/Fuga nel grande Nord - immagine2-2976La trama è classica, con i due pard alla caccia di una coppia di spietati assassini e che finiranno per vedersela con i soliti mandanti senza scrupoli. I buoni vincono, come sempre, ma alcuni buoni muoiono e altri vengono incolpati ingiustamente. Boselli è abile a tratteggiare non solo le figure stra-note dei protagonisti, ma anche a far parlare i personaggi di contorno, offrendo al lettore un affresco efficace, per quanto sempre strettamente finalizzato allo sviluppo della trama.
Quello che più piace del Boselli autore di Tex è il suo approccio senza mezzi termini: il taglio avventuroso e diretto è affrontato con piena fiducia nei risultati della sua narrazione; il protagonista e il suo compagno di mille avventure sono monolitici in modo corretto e coerente, senza sbavature o ripensamenti; il ritmo, nelle più di 200 pagine che compongono l’intera storia, non cede mai, neppure negli episodi di flashback, grazie a un montaggio abile e non banale; il comportamento dei comprimari e di tutti i personaggi è coerente, logico, mai eccessivamente semplificato per venire incontro alla trama; il western rappresentato, infine, è un universo narrativo vivo e ricco.

L’impressione complessiva è che Boselli non affronti la sceneggiatura di Tex come un impegno professionale qualsiasi. Sembra quasi si tratti di una piccola sfida, per lui. Come si sentisse in dovere di ricordarci che il Tex che convince è quello violento, che non si perde in lunghe chiacchierate, che è disposto a torturare un prigioniero pur di scoprire la verita’, che si lascia guidare dall’istinto e da un senso innato della giustizia, molto diverso da quello previsto e imbastito dalla legge.
Il mio consiglio, per chi non è un lettore abituale di Tex, è di sbirciare sempre nella seconda di copertina per leggere il nome dello sceneggiatore e lasciarsi tentare dall’Avventura immaginata e costruita da Boselli. Difficilmente si rimarrà delusi.

Riferimenti
Il sito della Bonelli: www.sergiobonellieditore.it

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