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La Ballata del Corazza

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La Ballata del Corazza - immagine1-2964“Ritengo sarebbe più opportuno diffondere una versione ufficiale su quanto avvenuto nello stabilimento. Essa potrebbe contrastare le dicerie con una parvenza di obiettivita’. Mi pare l’unica mossa praticabile, poiche’ possiamo cucire bocche, bloccare notizie, imporre il silenzio e censurare le ipotesi, ma spegnere una leggenda non mi sembra possibile.”

e’ quanto scrive l’amministratore della porcilaia Fattorie Riunite S.p.A. De Biase al direttore Egr. Dott. Marano, in seguito a un grave e non chiarito incidente capitato in azienda. Da qualche giorno, Fattorie Riunite S.p.A. ha acquistato un Pigpicker, un braccio meccanico che solleva i maiali dal recinto e li posa sul tapis roulant che li porterà al mattatoio, al veterinario o all’inceneritore. L’inserimento in filiera di un simile attrezzo rende meno duro il lavoro dei guardiani: abituarsi alla puzza, agli escrementi, a 1500 bestie si può; ma il “prelevamento” dei porci è di certo il momento peggiore e più rischioso del loro lavoro.
Durante un turno di notte, Pigpickersbaglia prelevamento e raccoglie Elvio Corazza, unico operaio al lavoro. L’incidente non viene chiarito, sembra addirittura che il Corazza abbia perso un braccio e che tra le bistecche di maiale ci sia finito anche qualche pezzo di spalla umana. In ogni caso l’accaduto viene subito coperto e il malcontento cittadino nei confronti dell’azienda, ingombrante e inquinante, affiora fino a esplodere in manifestazioni aperte.
Quanto più si accende la protesta della folla in nome del Corazza, divenuto misterioso martire, simbolo e leggenda, tanto più l’azienda si ingrandisce, aumenta i sistemi di protezione e di sicurezza: in breve si trasforma in una sorta di puzzolente carcere a ridosso del paese.
Infine, uno dei guardiani della porcilaia, voce narrante della storia, scardina la prepotenza di Fattorie Riunite dall’interno. Facendo valere, per una volta, l’inutile laurea in ingegneria, trova il modo di mettere fuori uso l’impianto elettrico aziendale, restituendo, per qualche tempo, un po’ di aria salubre alla citta’.

Con un finale volutamente aperto a possibili sviluppi termina la Ballata del Corazza. Ma più che di una fine, si tratta di uno dei possibili finali, oltreche’ di un possibile inizio per altri eventuali capitoli.
La Ballata del Corazza e’, infatti, un’opera in progress, di cui questa edizione a fumetti, disegnata da , costituisce solo una delle possibili versioni (la 1.2.1, per la precisione).
Per usare la stessa definizione adottata da Wu Ming, si tratta di un esperimento di “letteratura open-source”, tra i primi del genere in campo letterario e fumettistico. Per chi non è familiare con il lessico informatico, “open-source” significa a “codice aperto”: nel caso di un’opera letteraria, significa che chiunque voglia e in qualunque momento, può proporre agli autori suggerimenti, variazioni o aggiunte sulla trama, correzioni alle tavole attuali o nuove versioni. Nel caso della Ballata del Corazza, tutte le proposte vanno inviate a quadriviumperwuming@virgilio.it.

L’idea della Ballata nasce all’inizio del 2003: l’Istituto Trentino di Cultura propone a Wu Ming di scrivere un racconto ispirato a uno degli affreschi del Ciclo dei Mesi della Torre Aquila; il racconto sarebbe stato letto durante l’estate (poi autunno) da un attore e accompagnato da una colonna sonora e da un video preparati per l’occasione. La storia si ispira all’affresco del mese di novembre, che raffigura alcuni guardiani di porci che conducono le bestie al macello della citta’.
Risolti alcuni aspetti contrattuali legati al copyleft, il sasso è pronto per essere lanciato nell’acqua. Fin dalla prima presentazione, Wu Ming 2 invita apertamente i lettori ad avere un atteggiamento attivo rispetto al racconto e apre un dibattito che prosegue tuttora online sul sito www.wumingfoundation.com, nel tentativo di rendere la storia un’opera collettiva, in perfetta linea con la Dichiarazione d’Intenti del gruppo Wu Ming. Dopo l’edizione AF, nel 2005, inserisce La Ballata del Corazza nell’antologia “Alta Criminalita’, una raccolta di fumetti noir editi da Mondadori per l Piccola Biblioteca Oscar.

La Ballata del Corazza - immagine2-2964Dentro alla Ballata del Corazza ci sono molti degli argomenti cari a Wu Ming Foundation, a partire dalla trama. La voce narrante è quella di un personaggio anonimo (un senza nome, un wu ming) e sarà proprio lui a dare un po’ di respiro alla citta’. C’e’ una folla o, meglio, multitudo (per usare un termine più wuminghiano) in rivolta, che non riesce pero’ a trovare un accordo sul come condurre la protesta, perché ogni volta viene fuorviata dai soliti casinisti, che propongono di scioperare “contro la puzza di merda, per la sicurezza sul lavoro e il reddito di cittadinanza”. C’e’ un’azienda, il cui marchio e nome ricorda molto le Fattorie Scaldasole, che inquina, danneggia, corrompe senza scrupoli e rispetto, con il puntuale appoggio pagato dei politici di turno. C’e’ l’informazione pilotata, i comunicati stampa che danno una parvenza di verita’, scritti impersonalmente dall’amministratore aziendale, un’ombra nera e occulta. E c’e’ una controinformazione che nasce e serpeggia nelle strade, partendo da un pretesto grave diventato leggenda.

Tutto questo viene raccontato da Wu Ming 2 usando anche il medium fumetto, forse proprio per approfittare della natura open-source dell’opera. In questo caso, infatti, il fumetto diventa uno degli esiti possibili da esplorare, nel tentativo di costruire un’opera collettiva, che si sa dove inizia ma non si sa dove può andare a finire e quali strade può battere. Il fumetto in se’ sembra non del tutto concluso, ma non solo perché il finale è aperto. Il segno, i personaggi e le scenografie sono rappresentati in modo freddo e distaccato, sembrano esistere solo all’interno del racconto. In poche parole, sembrano maschere e rappresentazioni funzionali esclusivamente alla storia e diventano impalpabili se si prova a immaginarli al di fuori della vicenda narrata. Questo effetto di lontananza e di distacco emotivo è dato da un segno netto e privo di sfumature, dall’assenza quasi totale di onomatopee e dalla mancanza di un approfondimento psicologico o di un ritratto più realistico dei personaggi coinvolti (tutte cose peraltro assenti anche nel racconto originale); nel disegno di Catacchio, le uniche licenze d’interpretazione del racconto sono date dalle ombre e dalle luci; dalle sagome inquietanti e misteriose quando si parla dei loschi traffici della porcilaia; dai volti illuminati e diversi della gente; fino ai musi dei maiali, soffocati non solo dal recinto ma dalle stesse vignette. Un segno e un fumetto istituzionali per questa prima versione a fumetti dell’opera, perché illustra molto fedelmente quanto descritto dalla sceneggiatura e invita il lettore a uscire e proporre alternative o approfondimenti più liberi rispetto alla trama, in grado di viaggiare paralleli e di scoprire quanto il racconto non dice o lascia sottinteso.

è dunque scorretto dare un giudizio a un’opera che nasce come sperimentale e sembra volutamente incompiuta (aperta). Piuttosto è interessante guardare a tutta l’operazione, nel suo insieme e nei suoi intenti. In questo senso La Ballata del Corazza è un’opera pionieristica, di cui non sappiamo quando leggeremo la versione definitiva. Non solo i temi affrontati nel racconto, ma anche la cornice e i prossimi sviluppi sono tentativi di accendere una discussione e raccogliere proposte, esponendosi a tutta una serie di possibili critiche, dalla necessità di filtrare le idee, alla stampa cartacea dei volumi. Un’altra importante tessera nella visione wuminghiana rispetto al significato e all’accessibilità dell’arte e della cultura, specchio delle societa’, lato oscuro e corrotto della nostra, dominata da pubblicita’, arte in svendita, diritti d’autore, star system, autori arroccati su irraggiungibili castelli.
Tutti temi carissimi a Wu Ming, che si traducono in un’opera aperta, ma non nel senso in cui intendeva Eco e cioe’ aperta perché ha diverse chiavi di lettura a seconda del lettore/fruitore che la legge/guarda o del contesto in cui la proietta; bensì aperta perché ogni lettore può accedere e modificare la trama, le tavole, persino gli aggettivi usati o la colonna sonora registrata in occasione della presentazione del 2003. Un’opera contemporanea e, soprattutto, collettiva; un progetto volto in tutto e per tutto a provocare il lettore, invitarlo a non chiudere nella testa gli stimoli, le osservazioni e le idee che nascono alla fine di una lettura.
Gli unici dubbi che restano sono quale possa essere la risposta del lettore per uscire dal suo ruolo passivo, cimentandosi e diventando autore lui stesso; quale sia lo scenario possibile in un contesto in cui i ruoli del lettore e dell’autore vengono messi radicalmente in discussione; e quali siano infine l’identità e il valore (posto che per Wu Ming abbia ancora un senso usare questi termini) di un’opera “spersonalizzata”, di cui questa versione a fumetti costituisce già il primo esempio.

Leggi la nostra intervista a Wu Ming 2

Riferimenti
www.wumingfoundation.com
www.trentinocultura.net
http://creativecommons.org
www.copyleft-italia.it

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