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In mezzo, l’Atlantico

In mezzo, l'Atlantico - immagine1-2947La novità del nuovo lavoro di Marco Corona è l’apparente normalità che permea le tavole di questo In mezzo, l’Atlantico, messe a confronto con i suoi lavori precedenti; cio’ a cominciare dal suo Bestiario Padano in cui l’estremismo del segno e delle tematiche era l’elemento prevalente di una storia tra il macabro, il grottesco e la deformita’, estetica e morale, dell’arcaica provincia italiana.
Cio’ premesso, al di là di un’ovvia continuità in alcuni elementi caratteristici del disegno e dell’approccio organico alla tavola, il suo nuovo romanzo grafico si muove su binari diversi ritraendo il mondo visto dall’altra parte del globo (la Colombia), partendo dal proprio e intimo punto d’osservazione.

Casualmente contemporaneo all’uscita di Carnet di Viaggio di Craig Thompson, pur essendo quello di Corona una specie di blocco d’appunti sul quale ha fermato anche momenti e descrizioni di una società e di persone molto distanti (non solo geograficamente) da noi, a differenza del libro dell’autore di Blankets si denotano maggiori momenti di introspezione che fanno quasi pensare che il vero soggetto non sia il mondo visto da Bogota’, ma bensì Marco Corona e fidanzata raccontati al di fuori del loro luogo d’origine.
Non aspettatevi, quindi, un volume di appunti di viaggio, anche perché qui prevale l’immobilità dell’autore ancorato nel proprio appartamento colombiano, dal quale intreccia ricordi, emozioni e riflessioni. Quello che fuoriesce da queste pagine è una libertà creativa ed espressiva molto potente, chiaro segno di una maturazione artistica in movimento e di una ricerca stilistica inquieta. Si’, perché l’autore passando da una descrizione di cio’ che vede dalla finestra, approda a pensieri sulla propria infanzia, considerazioni sul rapporto con la sua ragazza, col proprio lavoro, con gli amici. Un taccuino di un peregrinare più interiore che esteriore. Per far cio’ alterna linguaggi e segni diversi, dal naturalismo al caricaturalismo, da un disegno pseudo-cartoonistico a una spiccata matrice underground lontana debitrice del lavoro di Burns. Tutto cio’ filtrato attraverso un processo di appropriazione di diversi codici del linguaggio fumettistico, amalgamandoli tra loro per ottenere una marcata coerenza stilistica, molto personale e originale.

Anche l’andamento del racconto, e cio’ non è casuale, non segue ritmi e sintassi consueti, mancando un vero inizio, un vero sviluppo della trama e un suo finale. Non c’e’ trama, ma c’e’ una molteplicità e un accavallamento di aneddoti e ritratti; non c’e’ un inizio, perché dalla prima pagina siamo già catapultati in una vicenda iniziata precedentemente; non c’e’ una fine propriamente tale perché nella vita di tutti noi rarissime volte ci accorgiamo che possiamo usare appropriatamente questa parola.
In realtà alla lettura tutto risulta molto più semplice e naturale del tentativo di spiegarlo.
Tra la prima e l’ultima pagina di questo libro abbiamo quindi un susseguirsi disordinato e convulso di piccoli episodi domestici, cartoline geografiche, mappature di sentimenti, frustrazioni, ironia, scavi nella memoria. Il tutto con un progetto in testa, consapevole e maturo: staccarsi da una narrazione canonica e farsi trasportare da un flusso continuo di immagini da imprimere sul foglio, senza la preoccupazione di dare ad essi un senso compiuto in quanto già portatori di questa specificita’.
In questo susseguirsi di tavole e d’immagini apparentemente slegate tra loro incuriosisce sapere, come l’autore suggerisce nell’introduzione, che molto materiale è stato scartato. Forse, e ci promettiamo di capirlo in una futura intervista, la scelta delle tavole che compongono questo libro è stata obbligata e limitata dal contenitore stesso, se ci immaginiamo un impeto creativo indisciplinato e indomabile.
Insomma, una bella sorpresa per un autore che approdando al di là dell’atlantico ha trovato anche un nuovo modo per sognare i propri fumetti e per esprimere la propria arte.

Bibliografia essenziale
Cadavre exquis – Schizzo Presenta n.11, CFAPaz, 1998
, una biografia surreale – , 1999
Bestiario padano- , 2003

Riferimenti
Il sito della : www.coconinopress.com

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