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Love stores

Love stores - immagine1-2912Anche se a molti lettori, compresi i più attenti, il nome di Elfo risulterà pressoche’ sconosciuto, questo autore è da trent’anni che tra collaborazioni a riviste, magazine e quotidiani, sforna fumetti e racconta storie. Certo, come ammette nell’introduzione, questo è solo il suo secondo libro dopo Lo statuto dei lavoratori illustrato, uscito nel 1977. E già questo titolo la dice lunga sul fatto che ci troviamo di fronte a un fumettista atipico.
Passato per le collaborazioni con Alter Alter, , L’Unita’, Il Manifesto, Diario, Il Corriere della sera, fondatore della cooperativa di autori Storiestrisce e della rivista, dalla breve esistenza, Tic, Giancarlo Ascari in arte Elfo, viene esortato dall’amico a pensare a un nuovo volume a fumetti. Questo giovanotto di oltre cinquant’anni decide così che per il suo libro ogni storia deve essere di una pagina. Come spiega nell’introduzione (molto esplicativa e precisa, tanto che non saprei dirvi di più se già avete in mano il volume) nella sua ideazione tiene presente due modelli: La vita istruzioni per l’uso di Georges Perec (Bur, 1984) e un libro illustrato sulle canzoni dei Beatles nel quale She’s leaving home (dall’epocale Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, 1967) viene raccontata in una sola pagina. L’obbiettivo è quindi quello di raccogliere storie autoconclusive e immediate, accostabili tra di loro da un’idea forte. Già il titolo del libro ci dice molto e ci fa immaginare, a ragione, che l’amore sia l’elemento di base di questi racconti, quello che fa scattare la scintilla della narrazione. La quale pero’, anche dato le collaborazioni dell’autore con quotidiani e periodici d’attualita’, non può essere slegata e aliena ai nostri tempi, fatti più di paure che di speranze.

Come la celebre canzone di Lennon & McCartney (più di Mecca in questo caso), che riassume e incornicia nei suoi tre minuti e trantacinque con particolare efficacia un quadretto amoroso e famigliare messo in crisi dalla fuga della figlia [1], anche la particolare struttura di ogni singola tavola di ‘Love Stores’ recepisce bene questa regola. Infatti, questo libro mi sembra quasi una di quelle raccolte di grandi canzoni pop dove i singoli brani quando sono sopra i tre minuti non vanno mai oltre i quattro, perfetti nella loro essenzialita’, sublimemente schematici nei loro strofa/strofa/ritornello/strofa/ritornello (a volte esagerando c’e’ anche un bridge o un intro…), ma mai uguali tra loro, sempre differenti nella loro identica specificita’. Così sono queste storie in sei vignette per ogni pagina, tutte dalla simile struttura ma sempre diverse tra loro, con personaggi che a volte si ritrovano e altri che si perdono. Tutti racconti che, come la nostra ipotetica compilation musicale di cui sopra, possiamo assumere in sequenza o random. Funzionano tutti sempre, qualsiasi posologia adottiamo. Cio’ anche per merito di un disegno semplice, narrativamente efficace, se non bellissimo da vedersi comunque estremamente leggibile.

Un bel libro, singolare e interessante, con un’appendice extra che se fosse in un dvd sarebbe denominata “contenuti speciali”, dove l’autore ci fa partecipe dello scheletro della sua opera. Lui le paragona a strofe di una canzone o a piccoli racconti zen, e rende bene l’idea di queste sceneggiature tanto scarne quanto perfette, assumibili a se’ stanti. Leggendo questi testi si scopre il profondo lavoro di preparazione per delle storie che, all’apparenza, sembrano essere troppo trasparenti data la loro semplicita’, ma che nascondono un impianto culturale considerevole, essenziale perché questo libro non si sfaldi sotto il peso dei suoi ottanta racconti, ma rimanga invece unito e coerente. Queste brevi sceneggiature andrebbero consigliate agli aspiranti autori di fumetti perché le prendano come utile esercizio da cui partire per costruire delle nuove storie.
Infine, mi sento di suggerire l’acquisto di questo ‘Love Stores’ soprattutto a chi in fondo in fondo un po’ romantico e’, ma non vuole mandare il cervello all’ammasso inseguendo i romanzetti rosa in televisione, dove di solito amore fa rima con patetico e banale. Qui invece la rima suona bene con intelligente e originale: vi sembra poco?

Colonna sonora per la lettura
Oltre la citata She’s leaving home, consiglio un triplo cd: si tratta di 69 love songs (Merge, 1999) degli americani Magnetic Fields, nel quale il gruppo capitanato da Stephen Merrit mette in fila 69 canzoni d’amore, una più bella dell’altra, con un ricetta pop d’autore altamente raffinata. E’ un disco conosciuto soprattutto nel circuito indie (il nostro non è un mondo perfetto…), ma vale la pena di recuperarlo.

Note
[1] Casualmente, anche in Ganges di , appena pubblicato dalla Coconino, la stessa canzone dà spunto a un racconto.

Riferimenti
, il sito: www.coconinopress.com

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