Approfondimenti

Trumoon, il rilancio di una rivista “popolare” d’autore

Trumoon, il rilancio di una rivista "popolare" d'autore - Trumoon-1-cover-b1-215x300In rigoroso ordine alfabetico elenchiamo alcuni autori in forza quasi esclusivamente alla Sergio Bonelli Editore: Daniele Bigliardo, , , , Peppe De Nardo, , , , Luca Raimondo, Luigi Siniscalchi.
Aggiungiamo altri non “bonelliani” ma di altrettanto valore ed interesse: Enzo Lauria, , , .
I più addentro alle cose “dei fumettisti” avranno subito riconosciuto la matrice che li accomuna: l’origine geografica. Ma non solo. Quasi tutti sono autori entrati nel professionismo nella metà degli anni ottanta o poco dop,o non senza aver dato vita, insieme, ad una rivista autogestita ed autoprodotta di nome “Trumoon” (La pagina dedicata su Wikipedia).

Dal volume “Lezioni di Fumetto: – Una linea chiara per raccontare l’orrore” un estratto che, con la voce di uno dei protagonisti, ci permette di entrare nel momento storico e di meglio capire cosa sia stato “Trumoon”:

[…] Scoprii poi che non era venduto in edicola e che stavano distribuendo a mano e che la redazione era (incredibile) a cinquanta metri da casa mia. Trumoon, il rilancio di una rivista "popolare" d'autore - Trumoon-2-cover-b1-213x300Decisi di presentarmi a casa di Giuliano e Giorgio Piccininno, con sottobraccio alcuni dei miei disegni. Giuliano mi disse che ero bravo, un “vero talento naturale”, ma che magari era meglio usare i fogli solo da un lato (disegnavo su entrambi i lati dei fogli!) e un cartoncino (disegnavo su carta semplice). Entrai in contatto con questo gruppo di amici che, seppur giovani come me, avevano messo su uno studio vero e proprio, con il fine di realizzare fumetti autoprodotti. Giuliano, poi, è sempre stato un disegnatore dall’approccio classico e quindi il ritorno al pennino, che avevo mollato perché trovavo più pratiche le penne a china, era d’obbligo. Giuliano è un grandissimo inchiostratore, è l’unico a cui ho visto inchiostrare a pennello in maniera perfetta un’ellisse con un tratto unico… un’esperienza mistica, direi. Il gruppo di “Trumoon” era composto da Giuliano e Giorgio Piccininno, , , Peppe de Nardo, Enzo Lauria, , , Daniele Bigliardo il giovanissimo Luigi Siniscalchi e tanti altri che oggi non “vivono” di fumetti; non sapevo dove avessero acquisito le loro conoscenze in campo fumettistico, so che alcuni studiavano al liceo artistico e che andavano regolarmente alle fiere del settore (io non avevo neanche idea che esistessero), erano super appassionati, compravano libri, andavano a trovare disegnatori professionisti (Attilio Micheluzzi, Magnus), avevano collezioni di fumetti spropositate…E poi le tecniche di disegno: io usavo il durissimo rapidograph e loro il pennello, usavano i retini e io non ne avevo mai visto uno (pensavo fossero effetti speciali fatti successivamente in stampa).
Nessun maestro di bottega quindi…
No, infatti, sono stati loro (noi) i maestri. Nel gruppo di “Trumoon” non c’era invidia, ma confronto. Talvolta c’era qualche scontro teoretico sulla visione del fumetto, visto che ognuno aveva la sua; ad esempio Raffaele aspirava a emulare il fumetto bonelliano classico, mentre Giuliano propendeva, pur avendo un  bagaglio di fumetto supereroistico, verso una concezione più rivolta al fumetto d’autore. Eravamo ragazzi che discutevano fra loro sul perché inquadrare così una vignetta, perché dividere così una tavola, che si facevano scuola fra di loro, da soli.

Oltre a fare “fumetto”, quindi, gli autori che Bruno Brindisi ha citato nel pezzo sopra riportato fecero “scuola” nel senso materiale e anche più generico del termine. E’ la cosiddetta “Scuola Salernitana” che, come i decenni delle singole carriere hanno poi dimostrato, era destinata a diventare colonna portante del fumetto italiano a cavallo fra gli ultimi due secoli.

 

Oggi, nel 2011, gli autori che abbiamo elencato in precedenza sono veri e propri big del fumetto nostrano (ed anche d’oltralpe!). Molti sono strettamente legati ad una testata in particolare, altri veri e propri jolly in grado di districarsi agevolmente fra polizieschi, fantasy, western. Insomma, un “brat pack” nostrano dal sicuro appeal commerciale e dalle notevoli capacità espressive.
“Trumoon” (prima serie, per essere precisi -ndr) era il banco di prova su cui muovevano i primi passi in quella che sarebbe stata una lunga e fortunata carriera; difetti, nelle storie raccolte in quegli ormai introvabili numeri della rivista (della quale potete trovare a corredo di questo articolo le bellissime e geniali copertine), se ne possono trovare tanti. Ma le potenzialità apparivano lampanti e non pochi di questi autori hanno utilizzato “Trumoon” come portfolio per ottenere i primi lavori.

E se rileggere ora quel casting call enunciato da Bruno Brindisi fa un po’ impressione, anche la lista (un po’ ridotta in alcuni nomi e allargata ad altri autori “campani”) indicata in testa a questo articolo non scherza. Terminato questo lunghissimo preambolo è il caso di essere meno dispersivi e arrivare al dunque.

LA RINASCITA DI TRUMOON

Trumoon, il rilancio di una rivista "popolare" d'autore - trumoon-nuova-seria-n-1-cover

Nell’attuale panorama fumettistico italiano, senza la necessità di articolare la lista dei problemi del momento che attanagliano sia l’Italia che questo mezzo di comunicazione espressivo, la rinascita della rivista “Trumoon” sarebbe senza ombra di dubbio un evento con la “E” maiuscola.
Se infatti venticinque anni fa rappresentava un qualcosa di sperimentale e ancora molto perfettibile, ora sarebbe, meglio dire “sarà” (perché la rinascita di Trumoon è ormai cosa certa), un contenitore nel quale alcune tra le migliori professionalità italiane con pluridecennale esperienza troveranno spazio per storie brevi dal taglio chiaramente “autoriale”, libero da vincoli e su personaggi di propria creazione.
Un luogo cartaceo, il “Trumoon Nuova Serie n.1” dove sarà possibile ammirare De Angelis alle prese con un testo di Scarpa, o Brindisi di nuovo alle prese con le storie western di De Nardo (del personaggio “Orazio Brown”). Oppure una storia da autore completo opera di Luigi Siniscalchi, piuttosto che due autori di Dampyr (Raimondo e Falco) alle prese con una storia di sopravvivenza post-atomica.
Di seguito, per non far torto a nessuno, riportiamo il sommario (purtroppo non ancora definitivo) del primo numero di Trumoon, e a fondo articolo la copertina di Luigi Siniscalchi (con schizzo preparatorio e versione inchiostrata in bianco e nero), le varie copertine di prova poi scartate e alcune tavole (matita e definitive) dalle storie del numero 1 della nuova serie.

TRUMOON NUOVA SERIE N. – SOMMARIO (provvisorio)

Coper­tina di Luigi Sini­scal­chi

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Dettaglio di una tavola di Bruno Brindisi

“Basta cam­biare i cavalli”– Le nuove avven­ture di Ora­zio Brown di De Nardo e Brin­disi
Torna lo scan­zo­nato anti­e­roe del west pro­ta­go­ni­sta di una lunga saga su “L’Intrepido” anni ’90.

“Kje­mi­ske falsk “ di Luigi Sini­scal­chi

L’inesplicabile in forma di rac­conto per imma­gini.

“Bri­ganti!” di De Nardo, Della Monica e Picerno
Quasi un western; gli autori affron­tano una discussa pagina di sto­ria patria con il taglio epico ed avven­tu­roso del clas­sico fumetto ita­liano.

“Tupac” di Clau­dio Falco e Luca Rai­mondo
Due autori di Dam­pyr alle prese con una scon­vol­gente ed orro­ri­fica saga post ato­mica.

“De arte venandi cum avi­bus” Arti­colo di Raf­faele De Falco, foto di Vito Fal­cone.
All’origine di una cul­tura figu­ra­tiva meri­dio­nale.

“Tru­ciolo Star­dust con­tro i ragni della luna vera!” di Giu­seppe De Nardo e Giu­seppe Liotti
L’immaginario anni ’80 ampli­fi­cato dagli autori ci pre­senta l’icona pop tele­vi­siva nelle ine­dite vesti di supe­re­roe post­mo­derno.

“Darko Maver , pro­fes­sione cri­mi­no­logo. Un paral­lelo con Julia”

Arti­colo di Ser­gio Bran­cato, illu­stra­zioni di Luca Mare­sca

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Tavola di

“Bri­gata Gia­cumbi” di Giu­liano Pic­ci­ninno
Una pagina poco nota della sto­ria del ter­ro­ri­smo ita­liano rivis­suta e inda­gata intro­spet­ti­va­mente con amara iro­nia.

“Con­certo per Miran” di Enzo Lau­ria e Luigi Cop­pola
Gli autori riper­cor­rono la tra­gica vicenda di Miran Hro­va­tin, il cineo­pe­ra­tore ucciso assieme ad Ila­ria Alpi a Moga­di­scio nel 1994.

“Basee­ruv kin­gad” un rac­conto di Tiziano Scarpa illu­strato da Roberto De Angelis

Quarta di coper­tina di Daniele Bigliardo

INTERVISTA A GIULIANO PICCININNO

La possibile ripartenza della rivista era stata annunciata da Luca Boschi nel suo Blog con un sibillino messaggio a margine del biglietto di auguri natalizio courtesy of Giuliano Piccininno:

“Da Giuliano Piccininno (a proposito… pare che rinasca Trumoon…) un Natale Tale e Quale”.

Ma più che lo “scoop” quel che interessa a noi de Lospaziobianco (quasi mai impegnati in corse contro il tempo nella segnalazione di novità o nuove testate) in questo caso è la straordinaria possibilità di vedere tanti autori contemporaneamente alle prese con storie proprie, su personaggi propri e raccolte in una rivista che nulla ha da invidiare alle migliori del passato italiano o alle migliori attuali estere.

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La Pagina Facebook di Trumoon

Attualmente è già presente su Facebook un profilo chiamato Trumoon Comics che dovrebbe far da guida in futuro alle uscite della rivista. Oltre alla semplice lista delle storie, a tal proposito, abbiamo avuto la possibilità di avere qualche dettaglio in più dalla viva voce di Giuliano Piccininno, al quale abbiamo rivolto alcune domande e che ringraziamo per la disponibilità.

Giuliano, quale è stata la scintilla che ha acceso il “fuoco” che animava la rivista “Trumoon”?
Ai tempi Trumoon nacque dalla disperata necessità di autoprodursi per esordire, rompere il ghiaccio e confrontarsi finalmente con dei lettori. Anche con qualche piccola pretesa imprenditoriale. Oggi sentiamo tutti l’esigenza di sviluppare dei lavori più personali, sfruttando le conoscenze acquisite sul campo, restando fedeli alla nostra vocazione “popolare” che abbiamo sempre vissuto con orgoglio a dispetto di tanti sperimentalismi velleitari.

Come pensi sarà accolta dai lettori?
Questo è un vero mistero, contiamo molto sull’effetto sorpresa.

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Il formato, la possibilità di realizzarlo a colori, cosa ci sarà di nuovo in questa seconda “serie”?
Non parlerei di una “seconda serie”, i nomi sono gli stessi (come pure l’amicizia che ci lega) ma siamo tutti, da un punto di vista professionale, degli autori completamente diversi rispetto a quelli di 25 anni fa. Eravamo ancora degli esordienti, di talento se vogliamo, ma con tutta una trafila lavorativa ancora da affrontare. Oggi siamo dei professionisti con una precisa cifra stilistica.
In mezzo c’è stata “Only West Baby” nei primi anni ’90, altra esperienza divertente ma interlocutoria per tutti noi. A tal proposito posso “citare” quanto raccontato proprio a voi de Lospaziobianco da Raffaele Della Monica nella recente intervista:

Grande pen­sata, nes­suno ha visto un soldo, in com­penso io e mio fra­tello ci siamo inde­bi­tati. Il risvolto posi­tivo, comun­que, in pic­cola parte ci fu. Only West Baby andò in edi­cola ven­dendo 3000 copie e i gio­vani autori par­te­ci­panti al pro­getto non pas­sa­rono inosservati.

Abbiamo scelto di rimanere per ora ancorati al bianco e nero come scelta stilistica, un vero e proprio linguaggio condiviso.

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Vignetta dal numero 1 di Trumoon (seconda serie)

A quale rivista contenitore di fumetti, ora che siete professionisti affermati e non “fanzinari”, pensi somiglierà “Trumoon”?
Con il cuore direi “Orient Express”, ma è sicuramente il caso di studiare una formula più attuale.

Gli autori resteranno quelli storici oppure prevedete nuovi inserimenti?
Siamo già alla terza generazione di disegnatori salernitani  (Liotti, Maresca… ) dopo che negli anni ’90 ne era già emersa una  seconda (D’Elia, Raimondo, Vicari…)…si affacciano continuamente nuovi autori ad un ritmo tale che si rischia di perderne il conto.
Detto questo non abbiamo nessuna discriminante geografica, siamo pronti ad inserire qualsivoglia autore, basta che si senta in sintonia con il nostro modo di raccontare per immagini.
Ovviamente dovrà superare un esame di ammissione durissimo, tipo disegnare una sceneggiatura di De Nardo, pochi di noi hanno superato questa prova senza danni permanenti.


Resta poco altro da fare che attendere la pubblicazione per capire se premesse così allettanti saranno mantenute.

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