Recensioni

Gli ultimi giorni del Pitbull – Ratti

Gli ultimi giorni del Pitbull - Ratti - immagine1-2890Negli ultimi anni, con sorprendente vitalità ed energia nonostante un mercato sottotono, il fumetto italiano ha saputo proporre stili, idee e autori di alto livello, spesso poco noti e relegati alle poche case editrici che investono negli autori italiani, troppo poco “canonici” e lontani da uno stile realistico, costretti ad autoprodursi o a reinventarsi editori (come , Monipodio e, a suo modo, Self Comics).

Il fumetto è un mezzo artistico “povero” ma rapido; permette quindi una realizzazione potenzialmente molto veloce e una distribuzione diretta delle opere in prima battuta non accettate dagli editori, sebbene in poche copie e generalmente durante le mostre nazionali.
Questo richiede pero’ un lettore attivo, capace e curioso nel cercare questa tipologia di fumetti in rete o alle fiere e una critica più attenta agli autori meno visibili e appariscenti.

è un esempio perfetto di questa situazione: un autore dallo stile personale, solido e maturo, che in questi due albi (che non riportano nemmeno l’indicazione del prezzo [1]) offre un repertorio narrativo e stilistico di tutto rispetto. La reazione di fronte a opere come questa è duplice: da una parte lo stupore per aver scoperto, come fosse apparso dal nulla, un autore simile (“ma dove si era nascosto finora?”); dall’altra, la preoccupazione per gli spazi a sua disposizione: dove potrà pubblicare i suoi lavori? Quanti lettori sapranno vincere l’iniziale diffidenza verso un nome poco conosciuto? Interrogativi validi un po’ per tutto il panorama indipendente italiano, molto più ricco di quanto si possa pensare e che a ogni fiera si scopre più ampio e vivo che mai.

Gli ultimi giorni del Pitbull, ispirato e dedicato alla figura del pugile Angelo Jacopucci [2], è una dolorosa e profonda cronaca degli ultimi giorni di un pugile fallito: orgoglioso (nonostante gli sbagli di una vita e di una carriera mediocre) ma impotente davanti alla vita e al suo ultimo avversario, è alla ricerca di un estremo, personale e amarissimo riscatto o della definitiva autodistruzione.
Una storia pregna di sensazioni, sentimenti e amarezza resa attraverso uno stile denso di grigi, minimalista nei volti e nelle figure eppure mai vuoto o poco presente, per evidenziare un gusto maturo per i tempi narrativi, una sceneggiatura solida e capace di reggere una storia forse scontata, eppur capace di appassionare e comunicare.

Gli ultimi giorni del Pitbull - Ratti - immagine2-2890Che le tematiche di Parisi siano legate al quotidiano e al dolore lo conferma anche l’altro suo albo, Ratti; questo fumetto racconta una breve ma incisiva storia, dove protagonisti sono tre ragazzini che giocano con una pistola, rubata a un genitore, sparando ai ratti che infestano una grande discarica. Particolarità del racconto, ulteriore conferma della maturità di linguaggio di Parisi, è la costruzione originale e non convenzionale: la storia è infatti divisa in due parti, quasi come due tempi di un film, ma presentate in maniera invertita. Assistiamo quindi prima al climax e al finale, e solo in seguito all’inizio delle vicende narrate. Un espediente che dona maggiore drammaticità e un senso di ineluttabilità schiacciante, quasi claustrofobico, nonostante il racconto sia ambientato in una discarica a cielo aperto, dove il grigio sostituisce l’azzurro di un cielo sconfinato solcato da bianche e soffici nuvole.

Parisi si rivela quindi una scoperta preziosa, un autore da seguire per accompagnare la sua crescita fino a scoprire dove lo porterà la sua visione del fumetto. Sperando che la sua maturazione non venga soffocata e che trovi sfogo in patria piuttosto che in qualche paradiso fumettistico estero.

L’Italia avrà molto da dire nel campo del fumetto e nell’arte tutta se solo riuscirà a trovare spazi per la produzione nazionale oltre che per quella estera, che certo significa commistione e interscambio, ma anche il rischio di impigrire lettori, editori e critici (ma fortunatamente non gli autori!).

Biografia:
nasce a Montepulciano, provincia di Siena, nel 1980, ma vive a Bologna dove ha frequentato il Dams. Ha collaborato a Kerosene e con Manni Editori, ha pubblicato per DonnaBavosa Records&Comics l’albo Cinematoscopio XXX, e recentemente un minicomics per SelfComics. Attualmente sa lavorando a un volume per Becco Giallo.

Note:
[1] I due albi qui recensiti possono essere ordinati direttamente all’autore, all’indirizzo paolo.parisi1980@libero.it.
[2] Angelo Jacopucci è morto in realtà il 22 luglio 1978, tre giorni dopo l’incontro per il titolo europeo dei pesi medi tenutosi a Bellaria con l’inglese Alan Minter. Non era immischiato in scommesse clandestine, non era un alcolizzato (anzi, un uomo forse poco aggressivo ma un pugile elegante ed efficace): Alan Minter (il nome utilizzato per il personaggio del fumetto è quello reale, anche se Parisi lo disegna di colore) era invece un mastino con il piombo nelle mani. Jacopucci è morto per un’emorragia cerebrale, la sua storia è finita nell’oblio e il suo nome nel limbo delle decine di pugili morti per le conseguenze riportate dopo gli incontri.

Riferimenti:
Paolo Parisi, email: paolo.parisi1980@libero.it
DonnaBavosa, per Cinematoscopio XXX: www.donnabavosa.com
Self Comics: www.selfcomics.com (cliccare sulla versione di prova del nuovo sito lnx.selfcomics.com)
Manni Editori: www.mannieditori.it

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Spazio Bianco: nel cuore del fumetto!

Inizio