Approfondimenti

11-09-2001: 12 Settembre 2001

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Abbiamo già detto come il mondo del fumetto rispose tempestivamente alle sollecitazioni dell’attentato, mettendo in moto la sua agile macchina produttrice a favore delle organizzazioni caritatevoli di raccolte fondi per le famiglie delle vittime. La prima casa a rispondere all’appello di aiuto della nazione fu la Marvel Comics, con una serie di iniziative benefiche partite immediatamente dopo la tragedia.

11-09-2001: 12 Settembre 2001 - 8343031_1La prima pubblicazione a fumetti dedicata all’11 Settembre, Heroes, ebbe un successo tale da aprire la strada ad altre iniziative simili, sia della Casa delle Idee, sia degli altri editori mainstream e indipendenti. Heroes è un agile poster book di 64 pagine venduto alla cifra ultra popolare di 3 dollari e mezzo, e si presenta con una cover a tinte accese della superstar dei comics . Uscito a meno di 5 settimane dall’attentato, l’albo ebbe un successo folgorante, grazie anche all’appoggio di una forte campagna pubblicitaria guidata dall’editor-in-chief Marvel Joe Quesada, ospitato sulle principali riviste, trasmissioni televisive e quotidiani nazionali. La prima tiratura di 100.000 copie fu esaurita lo stesso giorno dell’uscita, evento più unico che raro, e che costrinse la Casa delle Idee a contravvenire alla propria politica di non ristampare, per mettere in cantiere una seconda e una terza stampa, andate esaurite anch’esse nel giro di pochi giorni.
Il contenuto di Heroes è però poco vario e articolato: l’albo ospita più che altro pin-up e piccoli racconti di una sola tavola, a causa della velocità con cui gli editor Marvel hanno imbastito i team creativi (di tutto rispetto: praticamente tutti i talenti presenti e passati della Casa delle Idee hanno in qualche modo contribuito all’iniziativa). Più che per originalità, Heroes spicca per la capacità di raccogliere il sentimento popolare degli statunitensi immediatamente dopo l’attentato. In definitiva, l’albo pecca anche di retorica e eccessivo patriottismo… difetti eccezionalmente perdonabili, date le circostanze e l’attenuante della beneficenza: si calcola una raccolta di fondi almeno 500.000 dollari, evento che fa di Heroes la più riuscita operazione di beneficenza di sempre, in ambiente fumettistico.

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Successivo a Heroes è Amazing Spiderman 36, controverso numero della testata regolare dell’arrampicamuri, completamente dedicato all’attentato. Quale personaggio sarebbe più adatto dell’Uomo Ragno, nel raccontare le angosce e la disperazione di una città come New York, da anni teatro privilegiato delle scazzottate dell’uomo aracnide?
Ma lo scrittore J. M. Straczynski fa di più, calando l’intero pantheon supereroistico Marvel nella tragedia, suscitando pareri contrastanti.
Accolta favorevolmente dalla critica d’oltreoceano, la storia fu invece stroncata da più parti dai lettori europei, meno inclini a perdonare le eccessive cadute di stile e le esagerazioni retoriche (Destino e Magneto che piangono le vittime?) di cui l’albo è pieno. Ed effettivamente è difficile valutare positivamente la storia, che spesso indulge in osservazioni patriottiche che lasciano il tempo che trovano ( e che non rendono affatto giustizia alla memoria delle vittime). Ancora una volta lodevole l’intenzione, ma discutibile il risultato. In Italia la storia è stata pubblicata come speciale fuoriserie dal titolo L’Uomo Ragno: 11 Settembre 2001 (Panini Comics, marzo 2002).11-09-2001: 12 Settembre 2001 - a9c3431378a0e52608af6110.L._SL500_AA240_

L’ultimo degli albi benefici pubblicati dalla Marvel è A Moment of Silence, raccolta di quattro storie ispirate a fatti e personaggi reali (e quindi senza guest star supereroistiche), forse il contributo più maturo della Casa delle Idee alla causa delle vittime del WTC. L’albo, impreziosito dall’introduzione dell’uomo simbolo della Grande Mela nonché all’epoca sindaco della città Rudolph Giuliani, è completamente privo di dialoghi, una scelta singolare per sottolineare il cordoglio verso le famiglie degli eroi caduti.

E se la Marvel, scendendo in prima linea, conquistò un posto in prima fila nella raccolta fondi, e si assicurò un ritorno d’immagine non indifferente, la risposta della non poté certo farsi attendere. La casa editrice della Aol/Time Warner mise in cantiere un progetto ciclopico: due paperback (in collaborazione con le altre case mainstream: Dark Horse, Image e la adesso defunta Chaos! Comics) per un totale di più di 400 pagine, a firma di praticamente tutti gli artisti del momento (e con molti interventi di penne meno famose, appartenenti alla scena alternativa statunitense).

11-09-2001: 12 Settembre 2001 - 250px-9-11_Artists_Respond_01_cover9-11: Artists Respond è articolato in due volumi: il primo supervisionato dalla congrega di case “minori” (a cui si aggiungono celebri marchi dell’underground come Top Shelf e Oni Press) ospita decine di fumettisti indipendenti accanto a stelle mondiali di prima grandezza (qualche nome? , Will Eisner, Dylan Horrocks, Frank Miller, Alan Moore) ed è riconoscibile per una splendida copertina di , raffinato illustratore e fumettista del New Yorker; il secondo (di cui esiste una edizione italiana per la Play Press) è tutto patrimonio DC, e sfoggia i maggiori talenti della propria scuderia: , , , e tanti altri pezzi da 90, tra cui spicca (non certo per meriti artistici, come vedremo) (la rassegna si apre con una cover di Superman firmata dal solito Alex Ross).

A dispetto della comune linea editoriale, l’eterogeneità dei due volumi si palesa fin dalle copertine: evocativa quella di Drooker, raffigurante una skyline quasi onirica di New York City, un po’ ruffiana quella di Ross, col superpupazzo di casa DC sbigottito dinanzi ai veri eroi dell’11 settembre. E le differenze continuano anche tra le pagine dei due paperback, distanti anni luce per sensibilità e personalità, qualità che sembrano appartenere molto più alla creatura Image/Chaos!/Dark Horse piuttosto che a quella DC.
11-09-2001: 12 Settembre 2001 - curren2Il primo volume, infatti, raccoglie i personali punti di vista degli artisti coinvolti, ed esplora tematiche collaterali all’attentato in se (esemplificativa la storia della coppia Moore/Gebbie sul significato dell’informazione: This is Information); il secondo si allinea alle altre pubblicazioni mainstream, offrendo pochi guizzi e molte cadute di tono. Se infatti ripetere la solita solfa “I veri eroi sono la gente comune” può risultare noioso ma innocuo, preoccupa l’inserimento della storia di , che ci mostra (sotto metafora esopica) come sia pericoloso “disturbare” la potenza buona degli Stati Uniti, pena la distruzione totale.
Una banalizzazione della pur spigolosa questione di cui tutti avrebbero fatto volentieri a meno.

Riferimenti:
www.authentichistory.com
sito sulla cultura popolare americana: mantiene una copia degli articoli di giornale, delle vignette e dei fumetti in risposta all’11 settembre.
www.comics911.com
il sito del volume 1 di 9-11 Artists Respond: contiene storie inedite non incluse nel paperback.
www.dccomics.com/features/911/911.html il sito del secondo volume di 9-11 Artists Respond.

(continua…)

Originariamente pubblicato sul sito prospettivaglobale.com nel 2003, per concessione dell’autore.
Dove possibile e necessario si è intervenuti per contestualizzare temporalmente i contenuti.

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