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Il Sergente Roccia

Il Sergente Roccia - immagine1-2866Fu Robert Kanigher a creare Sgt. Rock, nel 1959 come primo personaggio fisso della collana antologica di storie di guerra intitolata Our army at war, sul n.81. Nelle prime due storie si chiamava “Sgt. Rocky”, ed era soprannominato “The Rock of Easy Company”, ovvero “la roccia della compagnia EASY”. Easy Company era il nome del gruppo di soldati di cui il sergente era a capo, ed ogni soldato aveva un soprannome, che gli veniva dato al suo primo arrivo alla compagnia. Ma con l’arrivo di alle matite (nel n.83, dopo solo due storie che erano state disegnate rispettivamente da Ross Andru e Mort Drucker) il personaggio assunse il nome definitivo di ‘Sgt. Rock’ (il nome completo e’: Franklin John Rock), in una storia ormai entrata nella leggenda, intitolata The Rock and the Wall. Lo stesso Kanigher anni dopo dichiaro’ che la prima vera storia del sergente era proprio quella disegnata da Kubert. La serie in seguito prese il nome del suo personaggio principale (dal n.302), per terminare 30 anni dopo nel 1988 con il n.422, disegnato e colorato per l’occasione dallo spettacolare team di Joe Kubert, con i figli Andy e Adam. Sulla stessa collana debuttano anche altri due personaggi ideati dalla coppia, che divenne famosa come K-K: Enemy Ace (nel n. 151 del 1965) e Unknown Soldier (in Italia è stato tradotto come ‘Il Soldato Fantasmà anche se in realtà la traduzione corretta sarebbe “il Milite Ignoto”), sul n.168, che poi passa immediatamente ad essere il personaggio principale dell’altra collana antologica Star Spangled War Stories dal n.151.

Molti sono i disegnatori che si sono alternati sul personaggio, ma quello che ha determinato l’impronta stilistica di tutta la serie è stato proprio il nostro Joe Kubert, che con il suo segno graffiante si è immediatamente fatto notare, riuscendo più di ogni altro a ritrarre le espressioni di paura, sofferenza o angoscia, nei i suoi protagonisti dai caratteristici volti scavati, rendendoli più reali, dando al lettore la tangibile impressione di quanto sia dura e crudele la guerra, e dipingendo alla perfezione l’impotenza dei soldati, che spesso ci si trovano catapultati nel mezzo senza neppure spere esattamente cosa stanno facendo. Inoltre nel corso degli anni l’artista arriva ad una sempre maggior padronanza del mezzo espressivo, dosando sapientemente i tempi e le pause dell’azione, rendendo così estremamente scorrevole la sua narrazione per immagini, anche al di là della sceneggiatura, che comunque nei fumetti americani non è mai troppo dettagliata, lasciando così ampio margine a chi poi è incaricato di visualizzarla sulla carta.

separatorearticoloI testi di Kanigher fanno delle storie del Sergente un’eccezione alla regola di quel periodo post bellico, in cui tutte le storie di guerra erano tese ad esaltare le gesta dei bravi soldati americani, senza pero’ dare un minimo di realismo al contesto. Nelle storie del Sgt. Rock invece, le situazioni sono drammaticamente reali, con descrizioni abbastanza dettagliate di cio’ che provoca realmente una guerra, comprese le morti dei compagni di plotone. Infatti quasi in ogni episodio la Easy Company perdeva qualche effettivo, anche se l’ingrato compito di “carne da cannone” veniva svolto soprattutto (ma non sempre) dalle nuove reclute che si aggiungevano man mano, mentre il gruppetto originario bene o male riusciva a sopravvivere per buttarsi in nuove avventure. E proprio in questo contesto “realistico” si inseriscono alla grande i disegni di Kubert, che pur con il suo stile molto “grafico”, ma contemporaneamente anche molto dettagliato, riesce in modo esemplare a rendere gli scenari di guerra, sia quelli più solari che quelli più oscuri e “sporchi”. Oltre a caratterizzare il personaggio disegnando centinaia di tavole, Kubert è anche l’autore della maggior parte delle splendide copertine, dove la sua capacità di sintetizzare la storia in un’unica immagine è davvero esemplare. Inoltre ha anche scritto personalmente diverse avventure, ed è perfino stato l’editor della collana del sergente per 25 anni!

Nel 2004 Kubert è ritornato al suo personaggio principale disegnando la graphic novel Sgt. Rock – Tra l’Incudine e l’Inferno scritta da . Il suo disegno, ulteriormente evolutosi nel corso degli anni, ha ormai raggiunto una sintesi che ben pochi artisti possono sfoggiare. Le espressioni dei protagonisti si sono fatte ancora più intense, e nel contempo gli scenari si sono un po’ rarefatti, ma la potenza del segno è ancora più evidente, così come l’eccellente scansione delle vignette, con alcuni veri e propri virtuosismi di “montaggio”. Probabilmente questa resterà la sua versione “definitiva” del personaggio, supportata da una sceneggiatura di Azzarello che rende sempre più preponderante il lato umano del sergente Rock e di tutti i suoi compagni, e sempre più inumana la guerra che sono costretti a combattere.
In Italia, oltre al volume di cui abbiamo appena parlato, ben poco è giunto del Sgt. Rock disegnato da Kubert. Poche sue storie sono state pubblicate dalla Editrice Cenisio nel 79, in una serie di 6 numeri di formato ridotto in bianco e nero. Due vecchie storie con disegni di Kubert si trovano sugli ultimi numeri degli Albi del Falco (529 e 549) pubblicati dalla Mondatori. L’Editrice Corno ha invece pubblicato nel 1977 una collana di 16 albi intitolata Il Soldato Fantasma contenente alcune storie di ‘Unknown Soldier’.

Il Sergente Roccia - immagine2-2866Riferimenti
Sgt. Rock Archives vol.1: www.dccomics.com/graphic_novels/?gn=1169
Sgt. Rock Archives vol.2: www.dccomics.com/graphic_novels/?gn=1170
Sgt. Rock Archives vol.3: www.dccomics.com/graphic_novels/?gn=3897
Sgt. Rock – The Prophecy (1 of 6): www.dccomics.com/comics/?cm=4730

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