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Sophia la ragazza aurea, la semi-autobiografia di Vanna Vinci

Sophia la ragazza aurea, la semi-autobiografia di Vanna Vinci - immagine1-2843Sophia la ragazza aurea è il nuovo romanzo grafico di pubblicato dalla , originariamente presentato a episodi sull’antologico Mondo Naif della stessa casa editrice.
Si tratta di un racconto semi-autobiografico, nel quale la protagonista Sophia ripropone, più che specifici episodi di vita, alcuni tratti, alcuni interessi o fissazioni della Vinci, in particolare l’essere autrice di fumetti e l’amore per le cose antiche e per un tempo perduto, rappresentato in questo caso dall’Alchimia.
Trasferitasi, come l’autrice, dalla Sardegna a Bologna, la giovane Sophia è alla ricerca dei misteri alchemici che, secondo la tradizione, svelerebbero il segreto dell’eterna giovinezza e la capacità di ottenere oro e argento da altri materiali poveri. Riflessiva, empatica e sensibile, la protagonista procede per tentativi in un percorso verso la Magia mantenendo un sano scetticismo, proprio del suo tempo, ma con una profonda speranza, una tensione verso il metafisico che sembra rappresentare per Sophia e per la Vinci stessa un’innata convinzione che l’esistenza sia più di quello che ogni giorno ci è dato vedere, toccare, conoscere. Un cammino che si intreccia con la ricerca di una stabilità emotiva, di una felicità degli affetti con l’altro, inteso sia in senso universale che sessuale, con una persona che possa con-dividere e com-prendere aspirazioni, paure, desideri, passioni.

Sophia è l’opera matura di , che conferma le sue splendide doti di autrice completa, dove la narrazione, mai fluida, che procede a sussulti, per continue condensazioni – che appaiono come vere e proprie condensazioni emotive – è sviluppata con l’armoniosa fusione di testi e disegni. La prosa delle didascalie, con la protagonista che “parla” in prima persona, è distaccata, ironica, asciutta, senza fronzoli e che fugge dalla tentazione di utilizzare un linguaggio poetico. Un approccio “naturalista” e “prosaico” che potrebbe apparire semplice, ma che è il frutto di una ricerca di sintesi mai banale ne’ scontata.
Nel complesso, si respira un’atmosfera ormai familiare a molte opere della Vinci, che fonde all’ironia distaccata, quasi cinica di chi è abituato a osservare la vita, una malinconia esistenziale che rimanda a una vaga, inafferrabile inadeguatezza alla vita. La ricerca dei misteri dell’Alchimia, oltre a essere il pretesto per disegnare e ritrarre con perizia oggetti, simboli e illustrazioni di un mondo dimenticato, rappresenta la necessità di trovare cio’ che governa e giustifica la nostra esistenza in principi e modelli altri, immaginari per quanto costituiti a partire da regole rigorose e precise. Un paradosso che diviene pretesto per osservare la nostra realta’, la nostra esistenza con un punto di vista diverso, originale e “sveglio” (termine che vorrebbe richiamare, se posso rischiare l’accostamento, il risveglio buddista).

Dal punto di vista grafico, Sophia la ragazza aurea è un’autentica gioia per gli occhi. Semplice, essenziale, espressivo, assolutamente personale, il disegno della Vinci non ha paragoni in Italia e all’estero. La leggerezza del tratteggio, la sicurezza con la quale vengono rappresentati gli ambienti, gli oggetti, i personaggi, producono un risultato fortemente evocativo, di facile lettura ma di composizione mai banale, mai scontata. A volte di carattere ornamentale, i disegni fondono in modo personale e originale il passato con l’attualita’, riuscendo a essere sempre finalizzati al racconto. Splendidi, in questo senso, i siparietti onirici nei quali Sophia racconta i suoi sogni; vere e proprie porte verso l’inconscio della protagonista e dell’autrice (fu per primo Freud che all’inizio del XX secolo cerco’ di raccoglie informazioni circa l’inconscio di scrittori famosi attraverso l’interpretazione dei sogni dei protagonisti dei loro romanzi), nonche’ chiavi di lettura dell’intera vicenda narrata.
L’occhio del lettore è spesso “distratto” da sbuffi di linee curve, semplici fili di china che spostano l’attenzione, che rimandano costantemente a qualcos’altro, come distrazioni del pensiero sia della protagonista che, di nuovo, dell’autrice, in un vagare che è l’ennesimo richiamo all’immaginazione, al pensiero periferico, al mondo della fantasia, l’autentica fonte di giovinezza che può trasformare i sassi in oro.

Lo stile della Vinci è il risultato di una sintesi che fonde alla perfezione il tratto del fumetto di tradizione italiana con alcuni stilemi ereditati direttamente dalla tradizione manga (certe espressioni del viso, certi motivi ornamentali, l’abbinamento con alcune onomatopee); che utilizza un linguaggio fortemente stilizzato e iconico senza mai raggiungere la deformazione, nel pieno rispetto delle proporzioni anatomiche e della prospettiva, in un equilibrio armonico originale e unico.
La narrazione che, come accennato, procede a scatti, quasi frammentata, ma sempre coerente e dinamica, risulta efficace nell’evocare modalità di pensiero inediti e obliqui, che trovano la propria origine nella nostra memoria, nella nostra emotivita’.
Vinci conferma il suo desiderio di leggere e interpretare il nostro mondo, le emozioni e le paure dei giovani di oggi, le relazioni interpersonali con un punto di vista disilluso ma mai sterile, dove l’approccio sognante è in grado di toccare e risvegliare l’inconscio iconico del lettore.
La ricerca di Sophia non si conclude con questo volume. Sophia la ragazza aurea è infatti solo il primo volume di un racconto più ampio, che al momento prosegue con il secondo capitolo, Sophia nella Parigi ermetica, attualmente in corso di pubblicazione a puntate su Mondo Naif. Aspettiamo quindi con impazienza il secondo volume.

Abbiamo parlato di:
Sophia la ragazza aurea
Vanna Vinci
, 2005
128 pagine, brossurato, bianco e nero – 13,00€

Riferimenti
Il sito di Vanna Vinci: www.vannavinci.it
Il sito della casa editrice: www.kappaedizioni.it

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