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Ex-Machina vol. 1 – 100 di questi strani giorni

Ex-Machina vol. 1 - 100 di questi strani giorni - immagine1-2820Uno dei filoni maggiormente sfruttati nel fumetto di stampo “adulto” made in Usa e’, paradossalmente, legato al concetto di supereroe, ovvero il tema portante del mercato fumettistico popolare; in particolar modo alla sua ridefinizione e alla ricerca dei limiti e degli sviluppi non esplorati del genere. Quasi un paradosso, se vogliamo, indice di quanto sia radicata nell’ambiente l’impronta del fumetto supereroistico e quanto sia forte la sua influenza nella formazione dei nuovi autori; schiera tra cui possiamo annoverare anche Vaughan, salito alla ribalta per il fantascientifico “b-comics” Y- L’ultimo uomo (edito in Italia sempre da ), e recentemente passato alla Marvel.

Ex-Machina quindi è una storia che parla di supereroi e, soprattutto, delle conseguenze che avrebbero nel mondo “vero”. A detta dello stesso autore, in realtà molto poche, tanto che il protagonista della storia, dotato del potere di controllare e di “ascoltare” gli apparecchi elettrici, elettronici e meccanici, decide di concludere anzitempo la sua carriera da giustiziere mascherato per candidarsi e farsi eleggere sindaco di New York. Un ruolo nel quale egli sente di poter fare molto di più per il prossimo.
Il titolo della serie è quindi un sagace gioco di parole: Mitchell Hundred è infatti l’ex-supereroe Macchina Suprema, ma al contempo “ex-machina” è la definizione per quello stratagemma narrativo per cui una situazione viene risolta da un intervento esterno, da qualche forza superiore o dal fato: un ruolo che il protagonista auspica a ricoprire, con i suoi poteri prima, o con la sua carica adesso.
L’universo dentro cui si muovono la storia e i personaggi è simile al nostro quasi al cento per cento, ma lo scrittore non manca di stupire i lettori, più che con la presenza del manufatto (alieno?) che conferisce a Mitchell i poteri, svelando piuttosto come gli attentati alle Twin Towers del 11 settembre 2005 siano stati parzialmente sventati grazie all’intervento dello stesso protagonista. Questo è solo uno dei particolari che emergono dalla precedente carriera di Mitchell, eventi che ci vengono svelati mano a mano grazie a flashback che inframmezzano così gli avvenimenti del presente narrativo, inserendo al contempo elementi per comprenderlo meglio, e tenendo viva l’attenzione del lettore.

Ex-Machina vol. 1 - 100 di questi strani giorni - immagine2-2820Dialoghi brillanti e intelligente, ma anche molto furbi nello strizzare l’occhio alla struttura e al linguaggio dei serial-tv, attenzione per i personaggi anche secondari, nei quali il lettore possa riconoscersi, rendono Ex-Machina accattivante, coinvolgente. A contribuire ulteriormente alla buona riuscita del fumetto, una struttura che media tra uno sviluppo globale della storia, singoli archi narrativi, e uno sviluppo coerente dei personaggi.
Vaughan si dimostra abile nel gestire correttamente tutti gli elementi di un fumetto seriale sapendo strizzare l’occhio a varie tipologie di lettori e collocandosi su quella linea di confine tra fumetto popolare e fumetto autoriale tipico di molte produzioni , Wildstorm e Image.
Ai disegni troviamo Thomas Harris, noto per la serie di Starman, il cui tratto realistico ed espressivo giova all’atmosfera della serie, nonostante possa non essere apprezzata l’esasperazione con cui Harris rappresenta i gesti delle mani che, piuttosto che apparire naturali, appaiono esagerati e teatrali, aumentando la comunicatività ma anche il senso di artificiosità dei disegni.

Senso di artificiosità che emerge ancora maggiormente trovandosi di fronte, in coda al volume, al processo di creazione delle tavole, che svelano apertamente al lettore il procedimento usato dal disegnatore per costruire le sue tavole.
Harris non si limita a usare, come gran parte dei disegnatori, dei supporti fotografici per rendere al meglio le espressioni e le pose più difficili, ma parte da un vero e proprio fotoromanzo, costruito con foto in posa di amici e conoscenti, assemblate in vignette e pagine, e fedelmente riportate, ma si potrebbe quasi dire ricalcate, su carta. Se il tratto di Harris è comunque riconoscibile e personale, viene svalutato da un vero e proprio “abuso” delle fotografie. Se infatti è normale, soprattutto per chi ricerca uno stile iperrealistico – tendenza peraltro molto in voga oltreoceano – affidarsi a questi supporti, magari per pose particolari, appare certamente ingiustificato ricorrervi per ogni singola vignetta, anche per quelle più banali che si possono immaginare appartenere al bagaglio naturale di ogni professionista. Visto che questa pratica non sembra nemmeno essere giustificata da un’effettiva riduzione dei tempi di realizzazione di una tavola, a cui fa fronte invece un considerevole lavoro antecedente il disegno, l’impressione finale è che Harris faccia tutto questo per divertimento personale.

Alla fin dei conti, Ex-Machina risulta essere, per usare un paragone che piacerebbe al suo protagonista, un ingranaggio ottimamente funzionante, ben oliato, silenzioso ed efficiente, ma che rischia di apparire freddo e troppo costruito, a partire dai disegni fino alla struttura della narrazione.

Riferimenti:
, il sito: www.magicpress.it
Etichetta Wildstorm, il sito: www.dccomics.com/wildstorm

Si ringrazia l’ufficio stampa Mega/Pegasus per il materiale.

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