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Intermezzi

Intermezzi - immagine1-2793Dopo tre albi attraverso i quali in simpatiche strisce ha dispensato ironica saggezza, , l’autore de Il Vecio della Montagna, ha pubblicato per Tunue’ un lavoro articolato in quattro brevi storie, semplici e sbarazzine oppure “un po’ romantiche e un po’ d’avventura”, apparentemente slegate tra loro, ma con un filo conduttore appena accennato sullo sfondo.
L’idea è senza dubbio un piacevole ed interessante pretesto per soffermarci un attimo a riflettere sul nostro quotidiano. Spesso è questione di istanti nei quali si esprime un desiderio segreto, senza preavviso si dà un bacio appassionato, si consuma il passaggio dalla vita alla morte, si sale su un treno verso una città lontana. Così cambia l’esistenza, così ci si fa travolgere da passione e sentimento, si rimane uniti per sempre oppure, separati troppo presto, si rincorre il ricordo, lo sguardo amato, le “parole non dette”, in un viaggio che è dell’anima prima che del corpo.
Le citazioni, gli spunti, i camei sono di grande caratura, omaggio ai lavori di Vanna Vinci, Mishima, Micheluzzi, e contribuiscono alla riuscita del lavoro. La scelta stilistica di adoperare il nero materico ed il terzo colore conferisce alle tavole, semplicemente in bianco e nero, quasi un movimento, un suono, sottolineando in modo efficace l’attimo in cui sono i sentimenti ad essere i veri protagonisti della storia.

Comunque, con la pubblicazione della sua prima prova non umoristica, Zamberlan non fa assolutamente una brutta figura, anzi si rivela un autore con una forte sensibilità e con una preparazione culturale non comune a molti. Pero’ a livello tecnico e stilistico qui e là si intravedono alcune pecche ed ingenuita’, del resto abbastanza comprensibili data la genesi del libro. Infatti, quello che più non funziona è la frammentarietà del materiale raccolto, che deriva proprio da averlo prodotto in tempi diversi e, a quanto si evince, in occasioni differenti tra loro. Cio’ rende la lettura un po’ macchinosa, anche appesantita dalle note che spiegano oltremisura l’origine dei racconti, togliendo al lettore il gusto della scoperta di alcuni particolari.
Ecco, quest’aspetto, che da un altro punto di vista potrebbe arricchire la lettura, sembra essere il limite maggiore del lavoro di Zamberlan: il voler spiegare troppo, al di fuori delle tavole disegnate, quasi a significare un’insicurezza di fondo da parte dell’autore, nel padroneggiare una materia, il racconto realistico, per lui ancora nuova.
Detto questo, consideriamo uno dei talenti meglio espressosi negli ultimi anni, che con tenacia e volontà sta cercando d’imporsi al di là della piccola cerchia di appassionati che lo seguono sul suo sito. Ed è senza dubbio ammirevole ed esemplare la sua propensione a mettersi in discussione nel provare strade che per lui sono inedite. La sua sensibilita’, la serietà delle sue motivazioni, il suo grande gusto e talento grafico (che pur qui, nel disegno realistico, in alcuni volti e posture dimostra qualche incertezza) lo annoverano sicuramente tra gli autori da seguire con maggiore attenzione nei prossimi anni.

Bene hanno fatto gli amici di Tunue’ a cominciare da lui per presentare la propria linea editoriale, al di là della saggistica già pubblicata. Per l’occasione del primo fumetto pubblicato, la giovane casa editrice di Latina ha assemblato un prodotto di tutto rispetto, sia nella confezione che nella cura redazionale, accostando un certo stile a una sobrietà sempre ben gradita. Un albo discretamente elegante ed economico al tempo stesso, che denota comunque un’idea editoriale ben precisa.
A loro vanno i migliori auguri della redazione, nella speranza che in futuro ci presentino altre nuove ed interessanti proposte, in un panorama editoriale che privilegia soprattutto il materiale d’importazione e che relega in poco spazio gli autori locali emergenti.

Riferimenti
Tunue’ editrice, il sito: www.tunue.com
Il sito di Zamberlan: vecio.altervista.org

A cura di: Lucia Gulino – Alberto Casiraghi

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