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Lilith 5: viaggi nel tempo di qualità

Lilith 5: viaggi nel tempo di qualità - lilith05Una volta, le chiamavano buone letture. Era prima che il globo scoprisse artifici linguistici da puzzetta sotto il naso come graphic novel.
Per godersele, le buone letture, bastava fare un salto in edicola e raccattare qualunque rivista a fumetti. Perché le riviste a fumetti del tempo non nascevano dal rapporto contro natura fra un marketing manager e un direttore editoriale, ma dall’amore quasi carnale tra signori editor e signori autori.
Cosa è rimasto di quegli anni? Qualche ristampa allegata al quotidiano X o al settimanale Y. Un sacco di roba realizzata altrove, in Francia Argentina o vattelapesca. E poi, ““.

A oggi, il fumetto di non sembra riuscito fino in fondo nell’impresa di “bucare il video” dei siti o delle riviste specializzate. Molte le possibili cause di questo volo sotto i radar della critica. La periodicità semestrale. Il carattere schivo dell’autore. O ancora, la scarsa disponibilità di parte della suddetta critica nei confronti di un cartoonist che, nel bene o nel male, ha sempre portato avanti una sua personale visione del mondo priva di snobismi o compromessi di sorta. Una visione che colloca “Lilith” sull’ideale spartiacque fra fumetto “basso” e fumetto “alto”, esigenze alimentari e velleità autoriali, scrittura automatica e transfert.

Lilith 5: viaggi nel tempo di qualità - 22265_rg_lt05tav05La (quasi) nuova eroina che arricchisce la gallery di personaggi femminili partoriti dal nostro nel corso degli anni – “Quando si è portatori del cromosoma XX non si scappa, ti vengono tutte femmine”, puntualizza Enoch in un’intervista – sposta le sue indagini sull’universo femminile nel contesto della storia con la “S” maiuscola. E se le regole della realpolitik editoriale costringono la giustiziera venuta dal futuro a rimanere sempre se stessa, senza nessun retropensiero sull’evoluzione della condizione femminile attraverso i secoli, poco male: in primis, perché la società dei fumetti di Enoch è rigorosamente matriarcale, anche e soprattutto nei personaggi di contorno.
E poi, perché l’autore compensa il tutto con una attenzione al dettaglio storico, filologico, visivo, che dimostra il suo attuale livello di maturità narrativa e artistica.

Quello di Lilith è intrattenimento. Ma è intrattenimento nell’accezione migliore del termine: ogni episodio scorre via veloce, lasciando dietro di sé una messe di stimoli, suggerimenti, curiosità, dritte dedicate al lettore più curioso, insieme con il bruciante rimpianto per il rientro nell’atmosfera del qui e ora. Non è il nuovo miracolo italiano, ma in un mondo dominato da icone immutabili, proposte da/per nerd e produzioni tanto di nicchia da risultare il più delle volte inavvicinabili, è già un risultato da leccarsi i baffi.

Lilith 5: viaggi nel tempo di qualità - 22264_rg_lt05tav04Il quinto numero, “Il mantello dell’orso”, proietta la bambina perduta fra i vichinghi. La ricerca del MacGuffin di turno, il parassita spiromorfo, si snoda attraverso gli ingredienti classici dell’avventura. Un minimo di continuity, giusto il necessario per orientarsi nell’ucronia, tanta azione, qualche allusione al passato/futuro di Lilith e una spolveratina di erotismo. Fra mari in tempesta, balene, boccali di birra, leggende norrene, trecce, asce bipenni e altro bric-à-brac – ma niente elmi cornuti: i vichinghi veri non li portavano mica – si corre a perdifiato fino alla fine del volume, fino alla fine del tempo, ammirati di fronte alla lucidità e al pragmatismo di un autore che riesce a sintetizzare al meglio quello che interessa a lui, all’inclita e al colto.
Un esempio a caso, l’attenzione nell’uso dei model sheet, croce e delizia di ogni artista costretto a correre dalle scadenze: volti, posture e inquadrature tornano pagina dopo pagina, ritoccate con dovizia per dissimularne la ripetitività, in un gioco visivo che ha il rigore di una disciplina zen e il sottile piacere del metafumetto – un’avventura che parla (anche) di fantasmi, fatta di fantasmi: sembra magia, e forse lo è, chissà.
Comunque sia, urge sintonizzarsi quanto prima: i viaggi nel tempo di qualità non possono attendere.

Abbiamo parlato di:
Lilith #5 – Il mantello dell’orso
Luca Enoch
set. 2010
132 pagine, brossura, bianco e nero – 3,50 €

Riferimenti:
Sergio Bonelli Editore: www.sergiobonellieditore.it
Luca Enoch, il blog: lucaenoch.ilcannocchiale.it

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