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Apriti Sesamo!

Apriti Sesamo! - immagine1-2741Un bel volumone, in formato albo larghissimo, colorato e stampato su ottima carta. Si presenta così il primo libro dell’annunciata collana nata dalla collaborazione tra le Edizioni Pendragon e Chiaroscuro, dedicata al maestro , universalmente noto come , a dieci anni dalla sua prematura scomparsa.

Apriti Sesamo deriva dagli appunti e disegni elaborati da nel 1994, per una pubblicazione destinata ai ragazzi, che l’autore non ebbe l’opportunità di terminare (una prima edizione, per i testi di Cosimo Baldari fu pubblicata nel 1995, per le allora edizioni Franco Cosimo Panini). Come il titolo lascia intuire, l’opera si ispira alla favola di Alì Babà e i quaranta ladroni, contenuta ne Le Mille e una notte [1].

Ma cosa si può dire ancora di una delle storie più note di tutti i tempi? Bonvi caratterizza i personaggi secondo il proprio inconfondibile stile grafico: la banda dei ladroni arruola nelle proprie file, fra gli altri, serpenti, ratti ed avvoltoi dallo sguardo infido, un cavernicolo con mazza chiodata, un vampiro e un Frankenstein; il capo arriva a presentarsi ad Alì Babà come mercante siriano, vestito di un inappuntabile completo blu e cravatta a righe blu e rosse. Alì Babà è cicciotello e sfodera un sorriso da cuorcontento (almeno nell’ambiente familiare); il suo cammello, Goffredo, fuma sigarette col bocchino e si aiuta con un pince-nez per leggere il Wall Street Journal, o con uno stetoscopio, per auscultare i sospetti orci di terracotta introdotti in casa dal sedicente mercante siriano; inoltre, lo vediamo non di rado in posizione eretta. Gli occhi dei personaggi sono spesso spalancati, per perplessità o terrore; gli sguardi dei briganti sempre ghignanti. Infine, il ruolo del coro è svolto da una famigliola di piccoli topi grigi, i cui commenti in rima scandiscono il dipanarsi della vicenda, che Brizzi racconta mantenendosi fedele all’ispirazione di Bonvi.

Nei disegni di questo volume ritroviamo tutte le caratteristiche dello stile di Bonvi; poiche’ non sono elementi di una narrazione (nel senso che non sono ne’ tavole, ne’ vignette) queste caratteristiche emergono, per così dire, denudate. Innanzi tutto, il senso del grottesco, esemplificato dai pezzi del cadavere di Cassim (il fratello di Alì baba’, che si introduce nel covo dei ladroni al momento sbagliato) corrono per proprio conto; quindi la resa della profondità spaziale, che Bonvi comprime ravvicinando i piani: è uno stratagemma tipico, ma che, in questa opera per bambini trova il suo terreno naturale (la disposizione dei piani di profondità a simulare lo spazio reale è generalmente associata al disegno – moderno – per adulti, che, di fronte, ad esempio, alla tavola ripresa in copertina, tendono a porsi domande del tipo: Perche’ i ladroni non si accorgono di Alì Babà e Goffredo?).

Dicevamo sopra che Enrico Brizzi racconta mantenendosi fedele all’ispirazione di Bonvi, rispettandone l’approccio umoristico, ma non parodistico; introduce con naturalezza i personaggi delle tavole e narra con stile misurato e divertito. Il suo testo, che non si riduce a semplice didascalia, riesce abilmente a seguire il filo dei disegni, animando i personaggi bizzarri e divertenti con uno stile volutamente semplice e immediato, ma non noioso ne’ banale.
Notiamo che, rispetto almeno alla edizione in nostro possesso [2], sia Bonvi che Brizzi tralasciano uno spunto di qualche interesse, e sta nel fatto che i due ladroni che vengono inviati a rintracciare Alì Babà accettano di buon grado di venire puniti con la morte per il loro fallimento.

Il risultato è una bella favola, gradevole sia per i ragazzi sia per chi ragazzo non lo è più; una rilettura in chiave umoristica della storia tratta dalle Mille e una notte, che scorre con gusto dall’inizio alla fine.

, in arte Bonvi, meritava certamente un trattamento editoriale di questo livello e questo volume rappresenta un ottimo biglietto da visita per una collana destinata a rappresentare un appuntamento che consigliamo di non perdere, il giusto tributo al geniale creatore di , Nick Carter, Cattivik e Cronache del dopobomba.

Note
[1] Una versione si può leggere liberamente presso:
www.arab.it/favole/millestoriaalibaba.htm.
[2] Antoine Galland, Le Mille e Una notte – Edizioni Istituto Geografico de Agostini.

Riferimenti:
Pendragon Editore – www.pendragon.it
Bonvi, sito ufficiale – www.bonvi.it
Enrico Brizzi, sito ufficiale – www.enricobrizzi.it
Anteprima del volume

Si ringrazia l’ufficio stampa Pendragon per il materiale.

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