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Nonzi #0 e #1

Nonzi #0 e #1 - immagine1-2730Nonzi sta per “nossignore” in dialetto siciliano, ci fa sapere Alessio Spataro dall’editoriale, sorta di manifesto scritto a “sei mani” che accompagna il numero zero di questa rivista edita daEdizioni Interculturali. Progetto ambizioso il quale obbiettivo è “…salvare dall’oblio o dalla marginalità racconti a fumetti altrimenti negati al pubblico…”.
Trimestrale, tematica e antologica, Nonzi, rivista di “fumetti da non negare”, raccoglie breviracconti di autori non esordienti ma non propriamente conosciuti, salvo eccezioni, dal grande pubblico; che, da quanto si ha modo constatare leggendo quanto pubblicato finora, meriterebbero maggior attenzione.

Giunti al secondo numero (o primo, se volete, visto che il precedente era uno zero) appare chiaro che la rivista, oltre ad offrire racconti di pregio, sia dotata di una propria identità e che riesca a mantenerla nonostante le variazioni imposte dalla natura tematica dell’antologia, aprendo con storie “capofila” che prendono qualcosa in prestito dal cinema e la restituiscono mutata; chiudendo in disimpegno, con storie che fanno sorridere.
Apre quindi il numero zero Capelli lunghi di , adattamento di una sceneggiatura di Mario Monicelli e mai utilizzata per la realizzazione di un film; per il numero uno è Quartieri di a fare gli onori di casa, che realizza efficacemente una versione fumettistica del “montaggio in profondita’”; storia costruita basandosi unicamente sulla definizione di “quartiere” data dal dizionario.
Nonzi offre in ogni numero la stessa dose di racconto dichiaratamente politico e sufficientemente distaccato da non apparire militante anche se inevitabilmente colorato: il drammatico Something in the (H)air di , al sapor di V for Vendetta per il numero zero “Capelli” e un Lotta senza quartiere di Alessio Spataro, dal registro opposto, per il numero uno “Quartieri”.

Esplorando in tutte le sue accezioni il tema di volta in volta proposto, la varietà dei fumetti presentati spesso tocca il racconto di vita che può talvolta ricordare i fumetti di Gipi. Storie di periferia che diventano storie di frontiera attraverso l’indiano metropolitano del Nuvola nera al tramonto di , oppure storie di tossicodipendenze come nel Giri e rigiri (gli stessi quartieri) di Edoardo De Falchi.
Racconto di vita che si mischia a cio’ che sembra essere autobiografico: il ritorno a quello che una volta veniva chiamato casa del racconto di Michela De Domenico e Gabriella Davi’, le cartoline da Bogotà del Barrios di Marco Corona. Oppure i ricordi di un’infanzia ne La valle dell’inferno, Valerio Bindi, e una giovinezza nel degrado della provincia del racconto L’uso terapeutico dell’aceto di . Oppure, ancora, la biografia “capelluta” di Nicoz nel racconto Capelli, a vanity tale.
Alcuni racconti sono fotografia di un “attimo fuggente” fissato con leggerezza, come nell’ultimo istante di vita colto nel Ninna Nanna di Salvo d’Agostino. Oppure nell’istante sfuggito – catturato? – del Heidi, Peter e Clara di e nella rivelazione subitanea di Fuoco Bianco, dello stesso autore.

Nonzi #0 e #1 - immagine2-2730Leggendo Nonzi capita di incontrare favole (“La mitologia moderna produce mostri di ogni genere” di Thiomir Celanovic), cosmicomiche (“Momenti” di Stefano Misesti), racconti che ricordano insieme le storie per l’infanzia e la graphic novel di Eisner (“La morte di Malota” e “Capelli Bianchi” di Daniel Egne’us), brevi “scherzi” all’interno di qualcosa di più ampio (la storia di fallimento “Ditelo coi capelli” di Luigi Ricca); o riletture di miti (racconto biblico in questo caso), come il Sansone e Dalila tra i playboy di riviera nell’avventura omonima del Drug Lion di , ripresa anche da “?” di Manuel De Carli.
Fino al racconto che mette a dura prova l’aspetto figurativo allontanandosene, in una direzione del tutto diversa da quella della grafica (che il racconto Assenze di Salvo Santonocito invece esplora), come la straziante storia di tossicodipendenza Untitled di Claudio Parentela, scritta e disegnata con il linguaggio sgrammaticato e spontaneo, che può essere quello di un bambino dei primi anni delle elementari; oppure i brevi “pezzi” per carboncino e macchina da scrivere di Davide Catania.

Una grande varietà di stili, se vogliamo, in una serie di racconti difficilmente di puro intrattenimento che, tuttavia, riescono perfettamente ad intrattenere con una giusta misura di durata e contenuto.
Una rivista progetto che ha la potenzialità di rivolgersi ad un pubblico il più ampio possibile.Senza cadere nell’aperta militanza e nello slogan (o nella mera “battuta”) come accade ad altre pubblicazioni dove il tema, spesso politico, è talmente invadente da limitare la prospettiva, relegando la rivista ad uso e consumo di minuscole nicchie culturali dalle quali è difficile, se non impossibile, uscire.
Nonzi si rivolge non solo ai lettori ma anche agli autori, come si legge nel risvolto di copertina: “Nonzi cerca fumetti da non negare! I prossimi temi su cui lavorare sono: conflitti [Nonzi 2], revisionismo disneyano [Nonzi 3], italiani brava gente [Nonzi 4]”.

Ricapitolando: nel volume zero, a tema “capelli”, sono stati pubblicati: “Capelli lunghi”, di e Mario Monicelli; “Capelli bianchi”, di Daniel Egne’us; “Ditelo coi capelli”, di Luigi Ricca; “Heidi, Peter e Clara”, di ; “Strane acconciature”, di ; “Sansone e Dalila”, di ; “Nuvola Nera al tramonto”, di ; “Capelli – A vanity tale”, di Nicoz; “Something in the (h)air”, di ; un racconto senza titolo di Davide Catania; “Ninna Nanna”, di Salvo D’Agostino; “?”, di Manuel De Carli; “Bellicapelli” di Giovanna Pistone; “Phonami”, di Valerio Bindi; “Assenze”, di Salvatore Santonocito; “Struscia le striscie”, di Alessio Spataro.

Nel volume uno, a tema “quartieri”, sono stati pubblicati: “Quartiere”, di ; “Barrios”, di Marco Corona; “Fuoco Bianco”, di Andrea Bruno; “La morte di Malota”, di David Egne’us; “La Valle dell’inferno”, di Valerio Bindi; “Momenti”, di Stefano Misesti; “Storia senza quartiere”, di Alessio Spataro; un racconto senza titolo di Davide Catania; “Tre minuti in trincea”, di Mario Neri; “Percorsi”, di Michela De Domenico e Gabriella Davi’; Giri e rigiri (gli stessi quartieri), di Edoardo De Falchi; “Il seme alieno”, di Giada Giusti; “Untitled”, di Claudio Parentela; “Io ci saro’ sempre”, di ; “L’uso terapeutico dell’aceto”, di ; “La mitologia moderna produce mostri d’ogni genere”, di Tihomir Celanovich; “Shikawonga!”, di Fedi & Gome’; con una copertina disegnata da Francesca Ghermandi.

Nonzi, rivista di “fumetto da non negare” e da non negarsi.

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