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Storie contemporanee di Adrian Tomine

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La fretta è cattiva consigliera. Questa è una delle regole che lo spazio bianco impone nella stesura degli articoli. In questi giorni è disponibile la seconda raccolta di racconti di Tomine: Summer Blonde (sempre per lo stesso eccellente editore) e siamo qui a parlarvi della prima, uscita un anno e mezzo or sono.

Sonnambulo e altre (quindici) storie è un raccolta di brevi (massimo 15 pagine) racconti del giovane (1974) e, diciamolo subito, talentuoso . “Storie di vita quotidiana asciutte” si legge nel risvolto della sovra copertina e l’aggettivo è veramente appropriato. Lo stile è essenziale, minimalista. Avete presente i primi racconti dei “giovani cannibali italiani” (quelli pulp, molto pulp, pure troppo)? Siete estimatori di Aldo Nove, Niccolo’ Ammaniti? Bene, mischiate gli stili degli autori appena citati (avendo la cura di includere le uscite recenti e i primi vagiti editoriali) e avrete un idea del modo di scrivere di Adrian. Certo Tomine possiede uno stile narrativo naturalistico (1) che mal si concilierebbe con alcune storie dei cannibali, ma si percepisce in entrambi i casi lo stesso pessimismo di base e la stessa urgenza espressiva che si traduce nella sintesi minimalista cui prima accennavo. Se invece schifate la tesi appena esposta (e’ possibile) affidatevi alle parole di Tomine stesso, che cita tra le sue influenze artistiche come scrittori Raymond Carver e J.D.Salinger.
Se scendiamo sul terreno del fumetto, il più affine è il vicino di casa Daniel Clowes (più in Ghost world che in David Boring) che possiede doti narrative simili e simile raffinatezza grafica. Il tratto, appunto, è quello tipico degli attuali Autori americani (Daniel Clowes ma anche David Mazzucchelli o Jessica Abel). La caratteristica peculiare non è il comunque piacevole disegno, ma la peculiare sinergia disegno-parole caratteristica dei buoni fumetti.

Ogni racconto è un breve spezzone, in senso filmico, di realtà contemporanea. Problemi di lavoro, relazione, soldi, violenza, intolleranza. Storie che spesso iniziano a metà e magari non finiscono (o meglio lasciano parte della conclusione al lettore), ma vivono della propria nitida fotografia della realta’. Storie contemporanee di Adrian Tomine - immagine2-188
Realtà cruda, realmente pessimista, a volte disperata. Vite tangenti (per dirla con Prado), gente invisibile (per dirla con Eisner). Una esistenza difficile in cui la normalità del patologico si avvicina alla patologia della normalità (le due pagine di Long Distance o Dylan & Donovan ), situazioni nelle quali appare in tutta la sua evidenza la contraddizione tra violenza e razionalità ( Hostage Situation o Fourth of July), storie di coppie a metà ( Sleepwalk, Six Days Cold, Hazel Eyes) o di inadeguatezza (la splendida Summer Job a mio giudizio la miglior storia assieme alla già citata Dylan & Donovan).
I personaggi di “Sleepwalk” spesso perdono, ma non sono perdenti (credo non esista questo aggettivo per Tomine): sono vittime, a volte consapevoli, altre volte rassegnate, oppure sono semplicemente sfortunati o magari sentimentali al penultimo stadio (Lunch Break è esemplificativa di quest’ultima categoria). Ha dichiarato Tomine in una sua intervista(3):

“E’ l’unico tipo di storie che so raccontare […] queste sono le storie più importanti da raccontare”.

Sottoscriviamo.

Aspettiamo con impazienza Adrian su distanze più lunghe e impegnative (sulle quale l’amico Clowes ha realizzato il capolavoro David Boring) dove forse riuscirà a limare alcune vignette di troppo (stranamente, ma forse nemmeno tanto, Tomine ha bisogno di togliere ancora qualcosa) che ancora descrivono didascalie non necessarie.
Per adesso ci godiamo, senza troppe paturnie, gli ottimi racconti che già ci sono.

Cadde all’indietro, nel buio, incredulo. ( Drop)

Abbiamo parlato di:
Sonnambulo e altre storie
Adrian Tomine
– Fandango, 2001
112 pagine, brossurato, bianco e nero –  12,99€


Note:
  1. Definizione di Scott McCloud in “Reinventare il fumetto” Vittorio Pavesio Production pag. 116 

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