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BPRD #1: La Terra Cava ed Altre Storie

BPRD #1: La Terra Cava ed Altre Storie - immagine1-2624BPRD è un acronimo e sta per Bureau for Paranormal Research and Defense. Il Bureau e’, o meglio era, come vedremo, la fondazione all’interno della quale lavorava Hellboy, personaggio dell’omonima e fortunatissima serie scritta e disegnata da . Questo volume si inserisce nell’universo narrativo da lui creato, ma prescinde da Hellboy.
Lo stesso Mignola ha affermato che, quando pensava ad Hellboy, avrebbe voluto svilupparlo come un fumetto di squadra, solo che … non riusciva a trovare dei nomi decenti per gli altri personaggi! Detto così può sembrare strano, fatto sta che centro’ tutta l’opera sul gigante rosso (Hellboy appunto), ne sviluppo’ le origini, le imprese, gli amici e i nemici, senza lasciare spazio ad altri protagonisti.
Restava pero’, evidentemente, il desiderio di una serie di gruppo, un gruppo di persone “speciali” che si occupassero di casi “speciali”. Difatti, in tutte le sue storie più importanti Hellboy era sempre affiancato da altri agenti del BPRD, primo fra tutti l’uomo pesce Abe Sapien. Ma, per come era sviluppato il personaggio principale, ogni possibile co-attore non poteva che essere una semplice spalla; Hellboy è un personaggio troppo ingombrante, non solo per la sua mole, per rivaleggiare con la sua grandezza (cosmica direbbe Lovecraft).
Bisognava, quindi, “disfarsene” (la sua presenza è tanto ingombrante che ne stiamo parlando per un volume che dovrebbe brillare per la sua assenza); in quest’ottica va letto l’ultimo capitolo che vede uniti Hellboy ed il BPRD (Il Verme Conquistatore). Un volume che non rappresenta certo la fine del personaggio (lo dimostra il fatto che le sue storie in solitario sono appena riprese), ma che di sicuro rappresenta il punto di svolta per gli altri personaggi, che così si possono affrancare dal ruolo di comprimari, dando finalmente a Mignola la sua “serie di gruppo”. I piani dell’autore pero’ si sono dovuti interrompere un’altra volta nel momento in cui il regista Gulliermo Del Toro decise di girare un film sul gigante rosso, costringendolo a immegersi in questo nuovo progetto. Collateralmente, la Dark Horse Comics, casa produttrice della serie, decise di svezzare l’opera dal suo autore: con queste motivazioni nacquero gli Hellboy Weird Tales (in Italia “Racconti dell’Insolito”, editi in due volumi da ), dove i personaggi di Mignola, tra cui soprattutto Hellboy, vengono “affrontati” da altri scrittori e disegnatori.
Queste divagazioni rispetto al volume in analisi servono per comprendere meglio come in Mignola, dopo essersi allontanato momentaneamente dalla versione stampata della sua creatura, e avervi fatto ritorno solo dopo il lavoro sulla sceneggiatura del film, la sua voglia di coinvolgere altri autori si fosse fatta sempre più forte. La serie di BPRD è diventata così il campo su cui portare avanti tale desiderio. Strano a dirsi, ma Mignola è tornato ad occuparsi in solitario esclusivamente delle avventure (a solo) di Hellboy, mentre per le storie del Bureau si è occupato, e nemmeno sempre, solamente dei testi.

La prima storia del volume rappresenta il tentativo di rischiare il meno possibile, e presenta il disegnatore più “mignolesco” sulla piazza: Ryan Sook. Il suo tratto è così simile a quello dell’autore originale da rasentare la copiatura, ma a ben guardare il tratto di Sook è meno espressionistico e “libero” di quello di Mignola; ciononostante la storia che ne viene fuori (La Terra Cava) è quanto di più classico si possa immaginare per l’universo di Hellboy.
La mano di Mignola sulla sceneggiatura (coadiuvato da Christofer Golden e Tom Sniegolsky, autori del romanzo di Hellboy) si sente eccome: c’e’ tutto cio’ che ci si aspetta, compresi i nazisti e c’e’ pure HB, anche se solo in flashback. Ma la cosa veramente interessante della storia è che la capacità di Mignola nel creare personaggi è ancora estremamente vivida, come dimostra l’introduzione di Johann Krauss e della sua presenza “eterea”. Un po’ come a riaffermare che di storie da raccontare ce ne sono ancora tantissime e che Hellboy stava diventando una presenza troppo ingombrante per lo sviluppo libero di certe trame. Magari sarebbe auspicabile uno sviluppo un po’ meno passivo per il personaggio della pirocinetica Liz Sherman, personaggio triste quanto sempre in disparte.

BPRD #1: La Terra Cava ed Altre Storie - immagine2-2624Un appunto da fare assolutamente alla storia è il totale distacco nella trama e nell’atmosfera del racconto dal mito cui il titolo fa tendere la memoria. Si cita Agartha, luogo conosciuto ai lettori di Martyn Mystere, ma della Terra Cava si dice davvero poco. In fondo, più che la storia, quello che è importante è l’affermazione che l’universo in cui vive Hellboy esiste e si evolve anche senza la sua costante presenza, e che nonostante cio’ ci possono essere comunque storie da raccontare.

Oltre alla mini che dà il titolo al volume, la più importante dello stesso, la raccolta ci propone e ripropone altre tre storie. Abe Sapien Contro la Scienza (già pubblicato in Italia proprio da ) è una storiella fondamentale per la continuità dell’universo creato da Mignola. Vi si vede, infatti, il risveglio di Roger (l’Homunculus) dopo gli avvenimenti de Il Risveglio del Demone e prima di quelli de Il Verme Conquistatore. Risveglio che fa coppia stretta con quanto raccontato da Abe Sapien in ‘Terra Cavà riguardo alla propria esperienza. Ma soprattutto, in questo raccontino, si comincia ad intravedere la faccia nascosta e “viscida” del Bureau; quella che esploderà ne ‘Il Verme Conquistatore’. L’Assassino nel Cervello (anch’esso già pubblicato in Italia da Magic Press) è una storia dalla narrazione piuttosto semplicistica, utile solo per introdurre il personaggio di Lobster Johnson giusto in tempo, ancora una volta, per poter partecipare agli avvenimenti de ‘Il Verme Conquistatore’. Per fortuna queste due storie erano già note al pubblico italiano, ma resta il fatto che inserirle in questo volume, posteriore al già troppo citato ‘Verme’, potrebbe creare qualche problema di lettura per chi si avvicina solo ora al personaggio.

Un discorso separato merita I Tamburi dei Morti, ultima storia del volume. Si tratta della prima storia in solitario dell’uomo pesce Abe Sapien; ma soprattutto si tratta della prima storia dell’universo di HB (escludendo i racconti di ‘Hellboy Weird Tales’) a non essere scritta da Mignola, ma da Brian McDonald, e a non essere disegnata “a la Mignola” (alle matite c’e’ un bravo Derek Thompson). Il problema è che il risultato finale non è molto diverso da quanto già visto sui ‘Weird Tales’ e non vi si respira l’atmosfera tipica delle storie mignolesche: è un racconto a se’ e neanche eccelso.

Ma allora quale è l’importanza di questo volume e perché merita che se ne parli? Semplice, qui Hellboy non c’e’ e, alla fin fine, c’e’ poco anche Mignola.
Ottima, come sempre, la confezione preparata da Magic Press che, ormai, ha raggiunto uno standard decisamente elevato.

Riferimenti:
Il sito ufficiale di Hellboy: www.hellboy.com
Dark Horse Comics: www.darkhorse.com
Magic Press: www.magicpress.it

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