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Interiorae #1

Interiorae #1 - immagine1-2617Recupero quasi fuori tempo massimo, e quasi me ne vergogno di non aver potuto occuparmene precedentemente, la prima prova di Gariella Giandelli in casa Coconino, inserita nell’interessante progetto Ignatz, sorta di collana ombrello dove vari autori possono presentare una loro personale serie di storie.
Interiorae, questo il titolo, riprende le tematiche che hanno caratterizzato le passate produzioni della fumettista milanese, soprattutto per i toni della narrazione, per la definizione dei personaggi e delle ambientazioni. Come in Silent Blanket o in Hanno aspettato un po’, poi se ne sono andate i paesaggi urbani immobili e alieni sono parte integrante di un’umanità sperduta e inconsolabile, costantemente alla ricerca di quel rapporto umano che possa mondare l’invincibile malinconia di cui sembra prigioniera.
Figure di pura solitudine, perse nei corridoi di un condominio dove i sogni dei suoi abitanti vengono inglobati e fatti rivivere da una creatura che si cela nel suo cuore, quasi un elemento soprannaturale, ma molto vicino ad una sorta di coscienza globale fatta di cemento e mattoni, accompagnata in quest’esperienza da un coniglio antropomorfo, uno spirito che lega, con il suo raccogliere e raccontare, le storie, gli amori, le speranze inesaudite degli inquilini presenti e passati.

Il mondo creato da non è un mondo fatato, come potrebbe sembrare dalle mie parole, e nemmeno un mondo fantastico. E’ invece molto concreto, dove la durezza e la disperazione del vivere cittadino può mettere a contatto vissuti e sentimenti altrimenti distanti tra loro, anche se sembra quasi che le pareti di questo edificio servano a metaforizzare una incomunicabilita’ per certi versi logica e naturale.
Gli stessi disegni, nella lievità di un marrone quasi uniforme, giacche’ affascinanti e incantevoli, trasmettono una sorta di desolazione, come desolanti sono gli alberi che dalla copertina fanno capolino, così privi di foglie che paiono essere morenti o perlomeno attanagliati da un inverno del quale non si conosce la fine. E chi ha visto Milano nei mesi invernali può capire cosa voglio dire.
separatorearticoloMa sbagliato sarebbe credere che la lettura di questo libro sia una lettura triste, apatica e per niente emozionante; tutt’altro. La forza della Giandelli sta nel riuscire a trascrivere uno stato d’animo difficilmente raccontabile e nella volontà di descrivere personaggi che tutti noi conosciamo e che perlomeno ci sfiorano all’interno delle città che viviamo.
Ecco, Gabriella, con la sua perizia grafica che già molti conosceranno per le innumerevoli illustrazioni che produce per magazines (cito l’ottimo Internazionale, dove credo stia dando il meglio di se’ stessa) o per l’editoria libraria, è capace di cogliere meglio di altri la malinconia del vivere cittadino e dei fantasmi che spesso popolano le citta’. Ma soprattutto è capace di trasformare abilmente queste sensazioni in racconti che paiono quasi immobili nel tempo, narrati attraverso una raffinata tecnica grafica e affabulatoria. Tecnica che tra l’altro, cosa non meno importante, cambia e si evolve ad ogni suo nuovo lavoro, denotando una continua volontà di ricerca di certo non comune a tanti
Interiorae #1 - immagine2-2617In attesa, quindi, del secondo numero di Interorae vi consiglio di recuperare questa prima uscita che assolutamente non deve mancare negli scaffali di chi è in cerca di qualcosa di diverso dal semplice volume a fumetti.

Bibliografia italiana
Per chi volesse approfondire la conoscenza dell’opera di questa brava autrice consiglio alcuni titoli, i primi due difficilmente reperibili se non nel mercato dei remainders o dell’usato:
Silent Blanket 1994
Hanno aspettato un po’, poi se ne sono andate – Mano #3, Mano edizioni 1997
Anita (testi per i disegni di ) – Kappa edizioni 1998

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