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Riduttore di velocita’

Riduttore di velocita' - immagine1-2612Abbiamo già avuto il modo di parlare in passato di questo bravo autore francese che la sta cercando di proporre con continuita’. In particolare ricordiamo con piacere i due volumi usciti per la serie Isaac il pirata e Socrate il semicane, questo in collaborazione con .
Riduttore di velocita’, uscito in Francia nel 1999, è forse l’opera che ha fatto conoscere Christopher Blain per la prima volta al di fuori del paese natale, ed è sicuramente la prova della sua maturita’, dopo le collaborazioni appunto con Sfar e .. Di quest’ultimo autore è significativo rimarcare come sia presente in queste pagine la sua forte influenza sull’impianto grafico di Blain, ovviamente con le dovute e logiche differenze. Non è per niente forzato accostare certe figure e certi volti allo stile dell’autore del Grande male, cosa sicuramente che non riduce l’importanza di questo libro, tutt’altro. Si veda esempio la tavola 15 (a pag.19) dove il delirio onirico del protagonista Georges Guilbert, sofferente per il mal di mare, sembra essere uscito dalla mano e dalle chine del più illustre collega.

Basato soprattutto sull’esperienza che l’autore di Argenteuil ha avuto durante il servizio militare effettuato in marina, Le re’ducteur de la vitesse, questo il titolo originale, è un fumetto che rielabora la tradizione della BD caricandola di una forza eccentricamente espressionista, dove le figure vengono deformate e piegate nello sforzo di raccontare le difficoltà di una vita in preda ai capricci del mare ed incatenate nel ventre di un mostro di metallo che naviga tali mari. Come se fosse un romanzo di formazione, dove il percorso per l’ascesi passa attraverso un cambiamento, che in questo caso è figurato dal viaggio o meglio l’imbarcarsi per l’ignoto. Elementi che ricorrono nell’opera di Blain, sia precedentemente a quest’album con Carnet Polaire (un taccuino di viaggio in cui si è annotato marinai e macchine durante la sua esperienza in marina), sia nei successivi volumi di ‘Isaac Il pirata’.
Singolarmente, pero’, il viaggio d’iniziazione che il protagonista compie in quest’avventura è in due sensi: il primo è orizzontale, sopra le onde, e coincide con la scelta di arruolarsi in marina all’alba della seconda guerra mondiale e di lasciare momentaneamente alle spalle la giovane moglie. Scelta consapevole e voluta, che prefigura, a meno di una tragica fine, una partenza e un ritorno nello stesso luogo e alla stessa vita; anche se di mezzo ci saranno mari, tempeste, navi e sottomarini che cambieranno per sempre l’orizzonte che avra’, poi, di fronte.
separatorearticoloIl secondo viaggio invece è inaspettato e casuale, ma altrettanto e forse più decisivo per la formazione dello spaurito timoniere, e si compie in verticale. E’ un viaggio all’interno del ventre dell’enorme nave da combattimento su cui si è imbarcato, Il bellicoso, che già dal nome mette in guardia ed intimorisce. Un’enorme nave d’acciaio che l’autore descrive come infinitamente profonda, non terrena, meravigliosamente infernale. Capita che in compagnia di un poco equilibrato compagno d’armi, Guilbert si ritrovi a pellegrinare nei meandri più profondi e remoti della macchina da guerra galleggiante, alla ricerca del riduttore di velocita’, il gigantesco ingranaggio essenziale per la regolazione della forza dei motori. Comincia quasi per caso quest’incredibile discesa, che avrà i suoi risvolti drammatici, ma che diventerà immediatamente il fulcro dell’intera vicenda. E se in questo caso il viaggio (o meglio il vagabondaggio) materialmente è verso il basso, sembra quasi che sia la metafora di un percorso interiore faticoso e tormentato.

Differentemente al primo, questo non ha destinazioni certe e difatti il finale quasi aperto, che per certi versi lascia un senso di incompiutezza e di amarezza, descrive questa sensazione. Il protagonista è stato sbarcato, ma non ritroverà lo spirito e le aspettative con cui era partito. Tutto sembra diverso, lontano e sfuocato. Nella testa rimane la sensazione che il destino ha preso strade inaspettate e che dentro qualcosa è cambiato.
Alla fine niente rimane uguale e anche Il bellicoso viene smantellato per rinascere a nuova vita, come il nostro Guilbert.

p.s.
Nel consigliare vivamente l’acquisto di questo volume non possiamo pero’ sottolineare e dolerci per il costo sicuramente elevato dello stesso, che rischia di tagliare fuori una fetta considerevole di acquirenti o possibili nuovi lettori dell’opera di Blain. Forse, pero’, questa considerazione parte da un assunto sbagliato: si presuppone che se il volume costasse meno il parco lettori si allargherebbe automaticamente. Magari è vero il contrario e il prezzo è invece dettato dai pochi lettori attirati da questo genere di proposta.
Certo è che i volumi in libreria (e non parlo solo di quelli della Kappa, anzi) costano sempre di più; una costante ascesa in atto da tempo che pare non fermarsi, in evidente contraddizione con l’aria di crisi che si respira nel settore.
Il classico cane che si mangia la coda?

Rifermenti
Riduttore di velocita' - immagine2-2612Un mini sito sull’autore:
un’intervista in italiano su UBC: http://www.ubcfumetti.com
Un’intervista in francese: http://www.bdparadisio.com/intervw/blain
Una bibliografia dei volumi originali: http://www.bulledair.com

Da Lospaziobianco:
Recensione di Isaac il pirata #2
Recensione di Socrate il semicane #1

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