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Unabomber – I delitti di Alleghe

Unabomber - I delitti di Alleghe - immagine1-2581Come a voler presentare un manifesto di solida vitalita’, la casa editrice Becco Giallo esordisce con una collana di romanzi a fumetti di stampo cronachistico, ‘Cronaca nera‘, presentando con coraggio un genere di fumetto ben poco diffuso in Italia. L’operazione nasce dalla considerazione del fumetto come media a tutto tondo, capace di affrontare efficacemente ogni argomento; con il pregio di far assurgere a temi portanti fatti di cronaca dell’Italia recente, porzioni di storia del nostro paese che spesso, presi da una sorta di esterofilia culturale/nozionistica, passano in secondo piano rispetto ad altre provenienti dal resto del mondo. Se Unabomber e’, purtroppo, una storia di scottante attualita’, i delitti di Alleghe sono eventi poco noti, fatti che nel frenetico e continuo digerire rischiano già di scomparire, dimenticati.
Di fronte soprattutto a un ferita tutt’ora aperta come quella di Unabomber, la scelta degli autori è chiara e la linea corretta, lontana dal facile senzionalismo, dalla ricerca del morboso, ma vicino a una cronaca rigorosa senza essere pedante; il tono è più vicino alla ricostruzione cronistorica che al giornalismo di inchiesta (tratto distintivo, per fare un esempio, delle opere di [1]). Ad essere esposti nel fumetto sono principalmente i fatti, narrati nella maniera più diretta, arricchiti da un minimo di finzione narrativa, ovvero di concessioni degli autori a elementi non documentati e a ricostruzioni di fantasia, ma che rimane comunque in subordine rispetto alle vicende reali. Ai redazioni il compito di ampliare il discorso affrontato.

Unabomber - I delitti di Alleghe - immagine2-2581Buone e convincenti sia le ricostruzioni degli eventi sia le sceneggiature; più frammentaria quella di Unabomber, che si perde nella sequenza quasi istruttiva dei vari ordigni e delle loro vittime, anche per le ovvie difficoltà nel trovare un filo comune, un movente che le leghi. Proprio per questo motivo si giustifica il ricorso, poetico e indovinato, all’immaginazione, sotto forma di un ipotetico diario del criminale; un modo per esprimere la sua follia così poco manifesta nella vita di tutti i giorni. Ad approfondire questo aspetto, ancora più inquietante, servono gli inserti del procuratore incaricato del caso; un immancabile senso di disagio accresciuto dalla testimonianza di Andrea Agostinis, accusato nel ’96 di essere Unabomber, o dalla lettera toccante di una delle vittime. Una delle funzioni principali del volume, d’altra parte, è sicuramente quello d’informare e mettere in guardia il lettore e si basa fondamentalmente sui fatti di cronaca nudi e crudi.
Le vicende del volume I delitti di Alleghe ricoprono invece un periodo un po’ più lontano, e iniziano nel 1933 in un paesino sperduto tra le montagne di Belluno, ma gli strascichi sembrano ancora vivi, almeno dalle testimonianze degli autori che sono voluti andare sul luogo stesso per documentarsi e capire. Maraviglia e Maconi si sono così trovati di fronte alla necessità di ricreare non solo una pagina di cronaca italiana, ma anche un periodo storico non lontano negli anni, ma già dimenticato dalla memoria collettiva; ricostruzione necessaria anche per capire, o quantomento intuire, la mentalità di un paese sconvolto da misteriosi delitti. Forse per questo, ma a mio giudizio è stata una decisione non felice, i nomi originari dei protagonisti sono stati cambiati. Come per Unabomber, anche qui interviste e cronistoria in appendice ci permettono di apprezzare maggiormente il volume.

I due libri sono anche vicini per quanto riguarda l’aspetto grafico: sia il più esperto , specializzato in ritratti di personaggi del passato o ancora in vita (Marco Corona, Tina Modotti), che il quasi esordiente , vincitore del premio Pietro Miccia 2004, hanno un segno morbido, fanno ampio uso del grigio (e non possiamo fare a meno di accostare in questo Cossi a Toffolo), disegnano figure tra il realistico e il caricaturale, personaggi gradevoli alla vista e ben caratterizzati. Cossi sicuramente evidenza una maggiore padronanza del tratto, che gli permette di tratteggiare tavole più personali e osare un tratto più nervoso o delle figure create solo dal contrasto luce/ombra, ma in entrambi i casi il risultato finale è apprezzabile e privo di evidenti sbavature.
Ottima, per concludere, la veste tipografica: carta spessa, sovracoperta, e un prezzo che, visti i tempi, è assolutamente concorrenziale e corretto nei confronti dell’acquirente.

Una collana da sostenere e pubblicizzare quindi, che meritererebbe di trovare ben altri spazi in libreria che gli angoli (piuttosto tristi invero) riservati al fumetto e di essere esposta tra i libri di storia e di cronaca italiana; se questa può sembrare un’idea piuttosto provocatoria, anche perché l’intento dei due fumetti non è certo quello di discernere ogni particolare sugli argomenti trattati, d’altra parte l’immediatezza del media fumetto permetterebbe a pezzi di storia italiana di essere fruiti ad un pubblico più vasto.

Note:
[1] Preme sottolineare come gli editori nostrani, dopo , abbiano dimenticato , nonostante egli sia uno dei maggiori fumettisti contemporanei. Se ne segnalano solo sparute apparizioni su Inguine Mah!Gazine e su Internazionale: troppo poco.

Riferimenti:
Becco Giallo – www.beccogiallo.it
members.fortunecity.it/paolocossi

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