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Baribal #1

Baribal #1 - immagine1-2783Baribal è un’iniziativa editoriale ambiziosa, promossa da Maria Luisa Traldi ed Alessandra Abbado: una rivista per ragazzi, pubblicata in un elegante formato tabloid, che mira al ruolo che un tempo fu del Corrierino dei Piccoli. Per raggiungere questo obiettivo, la casa editrice ha arruolato una schiera di autori prestigiosi; giusto limitandoci alla lettera b troviamo Benni, Bergonzoni, Brolli, Bacilieri, Bedetti e Bottura (speriamo di non averne saltato alcuno). Inutile dire che una simile partecipazione ha garantito interesse e innalzato le aspettative durante fase di lancio. Uscito nelle edicole il primo numero a novembre, finalmente possiamo dire che quelle aspettative sono state soddisfatte, per cui le ambizioni paiono motivate. E già questa ci pare una bella notizia: prodotti editoriali ben fatti possono solo far bene all’editoria e ai lettori, ma di questo ne parleremo più avanti. Teniamo intanto a scrivere, dal nostro punto di vista di frequentatori assidui di letteratura per l’infanzia ed adolescenza, che lo slogan mensile per tutte le taglie è sincero, intendendo che Baribal si rivolge non solo alla fascia di età dai sette ai dieci anni (target dichiarato dagli editori), ovvero, per intendersi, pre Harry Potter, ma anche alla pre adolescenza. In questo contesto, gli Zits di Scott e Borgman sono una presenza isolata, che sembra un amo per lettori ancora più grandi (i genitori? i fratelli maggiori?).

La cura dello stile e dell’approccio al tema emerge in maniera particolare negli articoli che trattano argomenti drammatici (Giu’ le mani dai bambini, di Lorenzo Sani) e di divulgazione scientifica (una nutrita sezione, dove spicca l’articolo di Silvie Couyaud sul rapporto fra scienza e fantascienza).
Fra i fumetti, detto che in generale gli autori non deludono le attese, segnaliamo con particolare piacere Pilly delle bravissime Zoboli e Bazzurro.
A questo punto, proponiamo uno spunto di riflessione, che per noi costituisce da tempo un rovello. Come scritto, Baribal è un prodotto di ottimo livello, perfettamente in linea con il livello qualitativo della letteratura per l’infanzia e per l’adolescenza che, anche in Italia, le varie case editrici propongono ormai da decenni; e non dubitiamo che i lettori di quei romanzi siano potenziali lettori di Baribal. Orbene, quello che ancora ci chiediamo e’: Che fine fanno questi giovani lettori virtuosi? Si perdono, oppure vanno a costituire il nocciolo duro dello sparuto popolo dei lettori italici (assumendo, implicitamente, che pochi si aggiungano loro)? Ed ancora: se la letteratura per l’infanzia e l’adolescenza è di così alto livello (se non ci credete, fate un salto in biblioteca e prendete in prestito qualche volume), come può il mercato editoriale per adulti essere così tanto peggiore? Si smarriscono i lettori, crescendo, o è l’editoria, che cura meno le proposte?

In conclusione, consci della difficile vita delle riviste in Italia, auguriamo a Baribal la migliore fortuna: ci è piaciuta la sua impostazione, che parte da una visione non edulcorata dell’infanzia (quella della peggiore produzione , o di alcune idiosincratiche campagne del MOIGE, per intenderci), per tentare di contribuire alla formazione dei lettori; l’ottimismo e l’impegno profuso nell’impresa si guadagnano la nostra istintiva simpatia.

Riferimenti::
Il sito di Baribal: www.baribalmagazine.it.

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