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Il SantoPremier di Marco Galli

Il SantoPremier di Marco Galli

Il SantoPremier di Marco Galli - santopremier-cover1-212x300Cosa vi aspettate da un viaggio? Quando vi mettete in movimento per il famoso altro dove a cosa pensate di andare incontro? Quanto spazio lasciate nel vostro bagaglio per portare indietro ricordi, oggetti, sensazioni e persone? Un viaggio è fatto di strade, polvere che resta addosso, appiccicata nelle pieghe dei vestiti, attaccata al sudore del corpo in movimento, magari su uno scassatissimo autobus o su una nave puzzolente.
Un viaggio è fatto anche di incontri di gente che si incrocia sulla propria strada e sul proprio percorso, incontri spesso piacevoli ma anche incontri che a volte si mettono di traverso e non ti lasciano passare, ostacolando e rendendo la vita difficile.

E poi c’è l’avventura, etimologicamente derivante dal latino advenire cioè sopraggiungere mediante, che rimanda quindi ad un percorso, ad un mezzo, anche ad un cambiamento fatto da tutto ciò che sta tra il punto di partenza e l’ipotetico punto di arrivo. Ma avventura è anche tutto ciò che ha a che vedere con il pericolo e con l’ignoto.

E poi ci sarebbe in mezzo a tutto questo anche il senso della vita, dai Monty Python in giù o in su, inteso proprio nell’accezione più estesa e larga possibile: cosa è per tutti noi la quotidianità, il senso del nostro presente, l’orizzonte a cui guardiamo nella nostra ritualità giornaliera?
Se questi sono temi che vi appassionano, vi toccano e vi interessano e se per di più vi piace trovare spunti e riflessioni in merito quando leggete, allora potete affrontare tranquillamente Il Santopremier pronti a fare un viaggio in un delirante insieme di universi paralleli e chiavi di lettura multiple tutte (s)collegate una all’altra che vi lasceranno alla fine divertiti e stupiti.

D’altronde dichiara subito, nella prefazione, che la molla che lo ha spinto a “non progettare” questo racconto è proprio il non-sense di burroughsiana memoria stile Il pasto nudo, quella serie di accostamenti di “avventure di quegli sgangherati personaggi”, che attraverso una decostruzione costante e totale della trama alla fine diventa, per assurdo, la cifra vera del racconto.

Solo che Galli è italiano e alla fine riesce anche ad evitare quella sorta di autoreferenzialità un po’ compiaciuta che caratterizza buona parte della letteratura beat classica americana. Come afferma l’autore, Il SantoPremier si è sviluppato nel tempo per accostamenti di idee, spunti, situazioni e personaggi liberi e improvvisati che stavano assieme per anarchia, fino a diventare un racconto solo alla fine di questo processo creativo.

Così, in questo volume a fumetti tutto particolare nella forma e nei contenuti, troverete come protagonisti persone fallite che sopravvivono a se stessi solo grazie alla maschera che indossano (e non lo diciamo a caso, vedasi l’emblematica metamorfosi di Valentine in Zamblè) nella propria vita per sfuggire alle proprie paure e, perché no, anche ai cattivi che circondano un po’ tutti e sono un po’ ovunque.

Leggere Il SantoPremier con un occhio solo alla trama e al suo svolgimento pseudo-giallistico sarebbe peccato non da poco e porterebbe fuori strada, tuttavia per chi fosse interessato… c’è il catto-agente Blue Valentine (sarà una eco di Tom Waits? Mah…) che viene mandato da questo cattivissimo patriarca politico religioso, appunto il Santopremier , a cercare il suo possibile assassino, dato che il povero Valentine soffre di visioni divinatorie e in una di queste vede proprio la morte del leader per mano di uno sconosciuto. Stop. Punto e basta.

In realtà, da qui in poi al povero Val ne succederanno di tutti i colori e la storia procede per continui cambi di narrazione e accostamenti dei più improbabili personaggi, senza capo né coda, o con molti capi e molte code, che interagiscono tra loro all’insegna del più puro (apparente) non-sense guidati letteralmente dalla trama che si dipana sotto gli occhi del lettore tavola per tavola fino alla conclusione coerentemente ironica e delirante che ci ricorda, come si diceva anni fa, che una risata seppellirà tutto; o almeno – si spera – il Potere più bieco e cupo.

Perché poi Il SantoPremier e il personaggio omonimo alla fine sono proprio questo: una riflessione amara sul rischio e le conseguenze del potere, inteso nelle sue più ampie accezioni, ma anche e soprattutto come il potere di decisione che ogni giorno tutti esercitiamo nella e sulla nostra vita, con il conseguente senso di responsabilità derivante dalle conseguenze delle nostre scelte sulle vite degli altri.

Chi altri è il povero catto-agente Blue Valentine se non un sicario fallito e un uomo senza più direzioneIl SantoPremier di Marco Galli - VAL-1-136x300 nella propria vita, che passa dall’essere un killer al diventare preda e fantoccio in un piano più grande di lui, per poi diventare fuggiasco, Eroe, sopravvissuto? E i vari personaggi che girano poi nel racconto non sono forse a loro volta pedine che si credono padrone del loro destino e si fanno invece giocare dall’imprevedibilità della vita e dalle conseguenze mai realmente affrontate delle proprie azioni e delle proprie scelte? Il Santopremier stesso sarà autore della propria fine (anche se questo forse avremmo potuto non dirvelo, in effetti).

Galli crea una storia per giustapposizioni che proprio per giustapposizioni funziona: le tavole sono composte da vignette circondate e letteralmente incorniciate da parti narrative che fanno la vera ossatura del racconto. Ciò che accade dentro alle vignette in qualche modo è lo svolgimento o la semplice spiegazione di quello che viene raccontato fuori, il soggetto narrante spesso diventa l’oggetto degli avvenimenti e così i piani narrativi si incrociano e si mescolano. La divisione in capitoli poi apre e chiude le diverse sequenze come le tende di un teatro.

Dentro al racconto ci si può trovare un po’ di tutto, da atmosfere che ricordano il primo Gabriele Salvatores, quello di Marrakech express, a citazioni di letteratura di generi differenti (il cattivissimo torturatore cubano Louis è molto tipico di una produzione hard-boiled), da riferimenti musicali (c’è anche un’Iguana tutta uguale a Iggy Pop) fino, a nostro parere, a Watchmen nel delirante finale nucleare.

Galli si esibisce con pennino a china fine e acquerelli tendenzialmente monocromatici che danno ulteriormente al racconto un’atmosfera sospesa e surreale. Il tutto con un tratto che deve molto a Gipi.
Una risata folle e liberatoria serpeggia per tutto il racconto ed esplode nell’ultima pagina de Il SantoPremier, accompagnando tutti i personaggi al proprio destino.

Abbiamo parlato di:
Il SantoPremier

, 2009
144 pagine, colore, brossura – 15,00€
ISBN 978-88-95208-94-7

Riferimenti:
Il sito della : www.001edizioni.com
Il blog di Marco Galli: www.progettomatto.com

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