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Io supereroe – Istruzioni per l’uso

Io supereroe - Istruzioni per l'uso - immagine1-2478Sembrerà banale dire che la lettura (di libri, fumetti o altro) è di per se’ quasi sempre attività solitaria. Aggiungiamo anche che sovente il lettore di fumetti, in particolare, viene tacciato di essere personaggio asociale chiuso nel suo mondo di parole disegnate e decisamente distaccato dalla realta’. Addirittura è facile notare che, quando esce dal suo bozzolo nel quale si dedica alla lettura dei suoi amati albi, molto spesso si orienta verso punti di aggregazione dove può scambiare idee e commenti con altri lettori sull’argomento preferito: neanche a dirlo, i fumetti. Se l’oggetto del nostro interesse, il lettore di fumetti, si fosse avvicinato all’ultima Comicon, mostra tenutasi a Napoli il Marzo scorso, avrebbe sicuramente notato una cosa singolare: negli stand, nelle mostre, nelle varie attività e presentazioni del variegato mondo del fumetto attualmente pubblicato e venduto in Italia la percentuale di spazio dedicato ai supereroi era a dir poco bassa, direi bassissima. Poco importa che la mostra fosse dedicata al fumetto orientale; non basta questo a decretare la quasi scomparsa di un genere praticamente dagli stand di tutti gli editori. A suffragare questo discorso magari qualcun altro potrà spiegare come oggi la Panini Comics, seppur nata per pubblicare prettamente fumetti Marvel supereroistici, nei numeri sia probabilmente ormai più forte nel settore Manga che in quello dei supereroi.
Che non sembri questo un prematuro seppellimento del supereroe nella sua versione (principe, tra l’altro) a fumetti, perché quanto sopra scritto vale solo come constatazione attuale e geograficamente limitata del peso percentuale di un genere nel totale delle uscite e delle vendite.

Se avete nella lettura di quanto scritto fino ad ora l’inclinazione allo stesso tono nostalgico verso questo genere e tipo di fumetto allora fate parte di quella generazione cresciuta con un albo dell’ nascosto sotto il banco. Tra l’altro la situazione sopra rimarcata si fa ancora più paradossale se si pensa che proprio in questo momento l’interesse del cinema verso il Supereroe si fa sempre più forte con investimenti incredibili e risultati economici spesso altrettanto eccezionali. Nonostante l’apparente crescente disinteresse dell’Italia verso il fumetto supereroistico, quindi, in libreria ha recentemente fatto capolino un libro edito da Editore (etichetta Junior) dal titolo “Io Supereroe“. La lunga premessa appena terminata ci introduce quindi alla lettura di un libro, e non di un fumetto quindi, destinato a ragazzi dai 9 ai 14 anni che parla proprio dei supereroi. La confezione è molto ben curata e decisamente accattivante; dalla copertina con disegno a rilievo con bordo del titolo a specchio in argento allo sfondo ripetuto in più pagine realizzato con un bel sovrapporsi di disegni del protagonista del libro. La parte grafica è realizzata dallo studio inventario.biz (www.inventario.biz); l’impianto grafico è a cura dell’art director Raffaele Anello ma i disegni sono realizzati da un team di autori: , Stefano Palumbo, , Andrea Rossetto, Alessandro Vitti, Maria Viggiani, Matteo Lolli e Barbara Lombardi.

Ci apre le porte il sottotitolo del libro: “Istruzioni per l’uso“, un po’ la spiegazione di cosa troveremo all’interno: il libro è infatti un vero e proprio manuale indirizzato ai lettori più giovani per insegnare loro a diventare supereroi; il protagonista racconta in prima persona quali sono le caratteristiche principali rintracciabili in tutti i supereroi e analizza tutti gli aspetti possibili e immaginabili del mondo fantastico (inteso come mondo di fantasia) nel quale vive. La lettura scorre veloce fra varie trovate decisamente di spirito, seguendo le lezioni di una fantomatica scuola per supereroi, le materie all’ordine del giorno sono le più disparate, come “Pericoli”, con lezioni fondamentali su “Cedimento Dighe“, oppure “Salvataggio Umano”, con lezioni su “Principali Tecniche di Salvataggio… Salvare Donzelle Isteriche” – ma queste, in particolare, sono materie del terzo anno, e non sappiamo se tutti voi novelli Superman ci arriverete… Le lezioni e le materie sono riportate su alcuni fogli di quaderno opportunamente riprodotti con tanto di schizzi di inchiostro e disegni fatti a pastello.
All’interno del libro troviamo, come divertenti inserti, anche sei schede, di due pagine ognuna, dedicate ad alcuni dei supereroi più famosi; nonostante il poco spazio dedicato ad ognuno, si riesce ad offrire al lettore (anche al più sprovveduto) un’informazione gustosamente completa tesa a sottolineare gli aspetti più caratteristici di ogni supereroe; visto che il narratore è un giovane supereroe alle prime armi, possiamo anche concedergli i poco ortodossi commenti sui poteri dei Fantastici Quattro e il suo tentativo, novello Torcia Umana, di arrostirsi un wurstel a punta di dito.
La parte finale del manuale (permetteteci di chiamarlo cosi’, con serieta’, visto che ci riconosciamo tanto affetto, attenzione e cura nella realizzazione da renderlo molto più credibile di altri sedicenti manuali tali solo nel titolo) si preoccupa di descriverci i superpoteri più comuni, non disprezzando volate fra poteri-falsamente-super messi lì a strappare gli ultimi divertiti sorrisi in conclusione di libro. All’interno, inoltre, carte da staccare per un gioco di societa’, cruciverba, altri giochi e addirittura un set di adesivi.

A cavallo delle festività natalizie il libro faceva bella vista di se’ in libreria; probabilmente sarebbe stato giusto suggerirne l’acquisto per farne cortese omaggio al ragazzino a cui volete più bene. Apprezzabile e’, infatti, il leggero volo di fantasia che questo libro invita a fare; spostando l’interesse dei ragazzi da tutto quello che può essere multimediale o tecnologico (che sicuramente non abbiamo intenzione di demonizzare) verso un piano meno moderno, se volete, oppure semplicemente più semplice.Il sogno di volare, avere una superforza o resistenza, una super velocità ha sempre avuto un posto importante nella parte ludica delle menti dei bambini; questo da molte generazioni ormai a partire dalla sua nascita, che possiamo indicare nella seconda metà degli anni ’30. Chi vi scrive, ovviamente, ha ancora vivo il ricordo di questi sogni e spesso li fa ancora; la speranza è che anche le nuove generazioni possano coltivarli perché in fondo danno sfogo alle proprie fantasie in modo pulito e fantastico (anche qui, nell’accezione “di fantasia”).

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