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Interviste

Vittorio Pavesio, la mente creativa dietro il Torino Comics

Lo Spazio Bianco ha intervistato Vittorio Pavesio, editore e fumettista che dal 1994 organizza il Torino Comics.

, fumettista ed editore italiano, inizia il suo percorso artistico nel 1977 collaborando col settimanale Il nostro tempo. Successivamente fonda con Gianfranco Goria l’associazione Anonima Fumetti, per promuovere il lavoro dei giovani autori. Nel corso degli anni ha collaborato con varie realtà come Ferrero, Mattel Toys, Fischer Price, Il Corriere dei Piccoli e Arnoldo Mondadori Editore. Dal 1994 si occupa dell’organizzazione del , di cui è cofondatore e direttore creativo.

Ciao Vittorio e grazie per la disponibilità.
È abbastanza raro vedere due fiere dedicate ai fumetti a distanza ravvicinata nella stessa città. Come è nata l’idea di realizzare la versione natalizia del ?
Nel 2014 avevamo pensato di organizzare una festa dedicata interamente al mondo del cosplay. Non un evento fieristico, dunque, ma un’unica giornata con sfilate, karaoke e tutte le animazioni tipiche di questo universo.
È nato così il Comics Christmas Cosplay Day, con la locandina disegnata da Paolo Mottura, ospite in fiera. Durante l’evento si svolgevano poi altre piccole iniziative per promuovere la fiera di aprile. Nei due anni successivi, visto l’interesse del pubblico e degli operatori del settore, l’evento è diventato una vera e propria anteprima di Torino Comics. È stato scelto anche un nuovo nome, Xmas Comics&Games e la formula è diventata più simile a quella dell’evento primaverile ed è stata allargata su due giorni. Nel 2017 ci saranno ulteriori novità, ma ci tengo a precisare che la filosofia è quella di non “sdoppiare” semplicemente l’evento. Stiamo lavorando a due personalità differenti, mantenendo ovviamente la formula vincente di sempre.

Vittorio Pavesio, la mente creativa dietro il Torino Comics

Quanto tempo ci vuole mediamente per organizzare una fiera? Quali sono le variabili fondamentali da tenere sempre in considerazione?
Personalmente lavoro per la fiera da ventitré anni e non mi sono praticamente mai fermato. Intendo dire che è molto difficile stabilire quando si finisce il lavoro per una edizione e quando si ricomincia con quella successiva. Il lunedì del dopo fiera già si pensa cosa si può fare per migliorare, incentivare e tagliare nell’evento successivo. Inoltre da due anni si lavora a due fiere l’anno e si pianifica sempre con più anticipo, tanto da sovrapporre l’inizio di una con la fine dell’altra.

Vittorio Pavesio, la mente creativa dietro il Torino Comics

Gli eventi dedicati ai cosplayer nel corso del tempo sono diventati sempre più importanti all’interno di tutte le fiere. C’è una motivazione specifica dietro questa scelta?
La sezione cosplay è cresciuta dall’interno della manifestazione; l’unica scelta è stata di dare fiducia a questo fenomeno e verso la passione che ne scatena l’entusiasmo e l’attaccamento a personaggi di ogni tipo e da ogni dove. Incentivare la manualità nel realizzare costumi, apprezzare il lato artistico dell’esibizione e la simpatia delle relazioni tra il “popolo” dei cosplayer creano un’atmosfera magica che ha origine dalla lettura dei manga, dalla visione degli anime e da altre influenze made in Japan (ma non solo).

Gli ultimi anni non sono stati facili per la Pavesio Editore. Hai voglia di raccontarci le cause che hanno portato al fallimento della tua casa editrice?
Gli ultimi anni non sono stati facili per , forse è più esatto. Purtroppo non posso raccontare molto, anzi quasi nulla. La quantità di comportamenti e di fatti negativi che si sono frapposti tra me e la serenità sono enormi e quasi incredibili. Inoltre alcune questioni non sono ancora risolte, quindi vige un certo riserbo. Posso citare un famoso detto orientale, “sono seduto sulla sponda del fiume in attesa del cadavere del mio nemico” tanto sono convinto che passerà… e forse non sarà uno solo!

La Pavesio Comics è pronta a tornare con alcune novità nel 2017. Vuoi raccontarci alcuni dettagli dietro questo rilancio? Sei coinvolto in prima persona?
Sono coinvolto dal piacere di vedere il mio lavoro di oltre quindici anni non buttato nella polvere, sono coinvolto nel mettere la mia esperienza a disposizione di persone più giovani con tanta volontà e passione, ma soprattutto con il cuore di chi ama il fumetto, l’immagine e le belle cose, niente di più.

Nelle ultime edizioni delle fiere hanno fatto la loro comparsa anche gli youtubers. Il pubblico come ha accolto questa novità?
Gli youtubers hanno il loro pubblico che li accoglie con impressionante entusiasmo, quasi fanatismo, ma si tratta di giovanissimi. Quindi possiamo parlare di passione giovane; i puristi invece li vedono come una contaminazione invadente, rumorosa e poco educativa, ma io penso che se vuoi coinvolgere i giovanissimi devi dar loro delle possibilità di vedere altro, dato che chiuderli fuori non servirebbe a nulla. Inoltre tutto quello che permette di far sopravvivere il cuore pulsante della fiera, che per me continua a essere il fumetto, è il benvenuto. Un piccolo compromesso che non è così terribile da accettare.

Grazie per l’intervista, Vittorio.

Intervista svolta via mail il 17/1/2017

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