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Termite Bianca #1 – Dagli abissi

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Termite Bianca #1 - Dagli abissi - immagine1-2327Il progetto Termite Bianca nasce da lontano, prima di giungere a questo volume che ne rappresenta la prima versione ufficialmente distribuita: bizzarrie di percorsi creativo. I primi progetti riguardanti questa serie e questa eroina prevedevano infatti lo sviluppo di una serie animata, una produzione dal sapore inedito per gli standard italiani. Questo fumetto rappresenta, sostanzialmente, un altro elemento di un’idea più ampia, assimilabile a un concetto di produzione che in Giappone rappresenta la norma (ovvero lo sviluppo in parallelo di fumetti, animazione, gadget, etc..), ma che in Italia trova molti scogli. Tant’e’ che il primo passo, e per ora isolato, è rappresentato dal canale che può vantare una maggiore rapidità di sviluppo e costi inferiori: il fumetto.

In un mondo sconvolto da un qualche disastro passato, la razza umana si è estinta, lasciando la terra in eredità ai Nautili, razza che vive nelle profondità marine, e i Geosiani, che vivono sulla superficie oramai desertica del globo. I due popoli sono in guerra tra di loro, ma un rischio più grave sta per travolgerli: la loro prossima estinzione. Questo primo volume, dopo averci presentato la protagonista principale, è occupato quasi interamente da un lungo flashback che ne svela l’origine, e che mette a conoscenza il lettore della trama principale.

Termite Bianca #1 - Dagli abissi - immagine2-2327Santucci e Bianchini ci servono una storia che si intuisce essere complessa e strutturata, ma di cui ci offrono apparentemente poco più di un assaggio. Una lunga introduzione che accompagna il lettore nella presentazione del mondo; introduzione che può risultare un po’ inconcludente ma che comunque sa fornire la giusta dose di curiosità per il proseguo degli eventi. In un primo momento si avverte una qualche incertezza nella sceneggiatura: nell’iniziale inseguimento, ma soprattutto in una poco credibile scena in cui la protagonista schiva addirittura un missile lanciato da una astronave (!!), elemento necessario per la storia ma forzato. Dopo questo intoppo, pero’, la storia scorre in maniera decisamente migliore, in maniera più convincente e coinvolgente, soprattutto per l’impressione di ampiezza strutturale dell’universo narrato, dietro cui si intuisce il lungo lavoro iniziato con i progetti di animazione.
I disegni di Evangelisti sono molto belli, tridimensionali e fisici. Grazie alla colorazione densa, sembra di assistere effettivamente ad un cartone animato fermato su carta. In genere la scena è ben rappresentata e le inquadrature non banali. Fuori luogo, a volte, gli effetti che dovrebbero aiutare a simulare il movimento. Il tratto plastico di Evangelisti, che sicuramente appare più a suo agio con pose fisse e pin-up, riesce comunque abilmente a suggerire l’azione, senza che appaia necessario l’uso di certi graficismi.

La storia non sfugge dai temi ricorrenti nella narrazione epica e fantasy, elementi che spesso si incrociano con la fantascienza vera e propria: l’avvicinamento della “fine del mondo”, la leggenda su di un passato scomparso, la ricerca del salvatore. Una contaminazione che avvicina Termite Bianca ad altri generi narrativi, e che ben si colloca nel progetto Pavesio e nell’offerta del mercato francese, a cui questo volume è destinato al di fuori dell’Italia.

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