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SlowComics: il fumetto vissuto con lentezza

SlowComics: il fumetto vissuto con lentezza - PosterNidasio-tesseraSloworld, evento nato dalla combinazione di due manifestazioni – SlowTourism e SlowComics – organizzate da Betania scs Onlus e dalla Fondazione Franco Fossati, si è svolto sabato 18 e domenica 19 settembre a Monza, introdotto da un manifesto firmato Grazia Nidasio, nelle strutture del celebre Autodromo. A disposizione, piano terra e primo piano della Palazzina Ospitalità, elegantemente allestiti in ogni dettaglio, dalle pannellature per gli stand, alla macchinetta del caffè, dalla quale gli operatori del settore potevano servirsi (anche piccole cose come questa fanno l’anima di una manifestazione), all’originale mostra “Antichi Mestieri in Bicicletta” allestita dall’associazione “El Capel”: una passerella di biciclette d’epoca (da quella del medico itinerante a quella del curato di campagna), simbolo di un tempo in cui si viveva più lentamente che ai giorni nostri.

Dopo l’apertura ufficiale con i saluti di organizzatori e autorità, si è svolta la presentazione della “Guida a Fumetti di Monza” e, successivamente, un incontro sul tema “Sloworld – slow tourism – slow comics: innovare nella tradizione”, alla presenza di Alfredo Castelli, don Giuseppe Tarzia, Luigi Bona, Alessandro Venegoni (Presidente Giovani Confindustria Alto Milanese) e Fabrizio Pozzoli (Presidente Cooperativa betania).

SlowComics: il fumetto vissuto con lentezza - premio-Bottaro
Sergio Gerasi (Foto di Emanuela Oliva)

È stata poi la volta della cerimonia di premiazione del Premio Internazionale “I mestieri del fumetto”, a cura di ComixCommunity e alla presenza di Annabella Bottaro, figlia del Maestro scomparso quattro anni fa. Il premio è stato attribuito a Sergio Gerasi, con la seguente motivazione: “Per l’evoluzione artistica e poetica che ha espresso nel disegno e nella narrazione a vignette”. Gerasi aggiunge così questo riconoscimento al Premio Full Comics vinto con il volume “G&G”, dedicato a , su testi di . Presenti anche padre Stefano Gorla (“Il Giornalino”), Chiara Mognetti (“Capitan Novara”), Dino Caterini (Scuola Internazionale di Comics), Andrea Marchi & Gianluigi Giorgetti (“Clerici Vagantes”).

Molto seguito e applaudito il festeggiamento per i 300 numeri (e i 25 anni) di , alla presenza del suo creatore Silver, che ha disegnato a lungo per il pubblico (“Quanti disegni hai fatto oggi?”, gli chiede Luigi Bona a fine giornata; “Direi un centoventi”, risponde Silver). Torta a sorpresa per tutti i presenti, brindisi e applausi. Meno affollate, purtroppo, le corsie degli stand, che facevano un po’ di malinconia. Se ogni prima edizione di un evento paga lo scotto di essere, appunto, la prima edizione, a penalizzare l’affluenza di pubblico ci si è messo anche il maltempo: acqua a catinelle per tutto il giorno, con pesanti disagi per la viabilità e la circolazione, che probabilmente hanno trattenuto a casa, o bloccato in auto sotto la pioggia, numerosi potenziali visitatori (agevolati, al contrario, coloro che hanno preferito spostarsi in treno e poi usufruire, dalla stazione all’Autodromo, dell’ottimo servizio navetta gratuito – sì, ho detto GRATUITO! – messo a disposizione da Sloworld).

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Silver (foto di Emanuela Oliva)

SlowComics: il fumetto vissuto con lentezza - Flyer-award-hqIl Premio Internazionale Slowcomics Best Fanzine Award 2010 (iniziativa meritoria, che gioverebbe a mio avviso di un titolo meno lungo), organizzato in collaborazione con Passengers Press, è andato alla fanzine “Voleman” redatta in Repubblica Ceca da Jiri Grus, presente alla manifestazione per ritirare il premio che ogni premiato, in cuor suo, vorrebbe ricevere: moneta sonante! (per l’esattezza, 500 euro.) La giuria del premio era composta da , Francesca Bazzurro, Massimo Giacòn, Christian G. Marra e Lorenzo Sartori, e il vincitore è stato designato all’unanimità.

La giornata del sabato si è conclusa con il convegno “Quale fumetto per il futuro”; presenti, al tavolo dei relatori, Paola Pallottino, , Alfredo Castelli, Vittorio Pavesio, Gianni Miriantini, Sergio Pignatone, Luigi Bona, Padre Stefano Gorla, e la sottoscritta. Si sono affrontati vari argomenti e si è cercato di andare oltre il pessimismo (peraltro non ingiustificato) che ci coglie un po’ tutti, quando pensiamo al futuro del fumetto osservando l’evoluzione – o meglio l’involuzione – del mercato negli ultimi anni. Si è parlato di emorragia di lettori, di fiere in cui si vedono sempre le stesse facce e gli standisti fanno acquisti fra loro, di crisi economica, di tendenze, di differenze fra mercato italiano e mercato francese, nonché fra sponsor di alto livello e sponsor di piccolo-medio livello, della necessità di regolamentare l’editoria online prima di poterla considerare una vera alternativa a quella cartacea, del Giornalino con il suo continuo ricambio di lettori, dello scarso impegno delle istituzioni nel promuovere il linguaggio del fumetto e la cultura in generale, della necessità – da parte degli operatori del settore – di fare di necessità virtù sfruttando ogni canale promozionale possibile, specie quelli a basso costo legati a Internet, che se utilizzati con creatività e fantasia possono dare risultati utili. Qui sul mio blog la prima parte del mio intervento al convegno: jellicleswan.blogspot.com/2010/10/fumetto-e-comunicazione-prima-parte.html.

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Convegno Quale fumetto per il futuro (foto di Emanuela Oliva)

Domenica il tempo è stato clemente, ma ciò non è bastato ad affollare le corsie degli stand come si sperava. Non è per sadismo che insisto su questo punto, ma la mia indole spudoratamente taccagna mi ricorda sempre che, senza standisti più che soddisfatti, una manifestazione non ha futuro; il che, nel caso di SlowComics, sarebbe un gran peccato perché il posto è bello e l’atmosfera gradevole. Sarebbe servita più promozione? Impossibile saperlo, anche se, per definizione, la promozione non basta MAI (sigh). Di sicuro sarebbe stato opportuno collocare, all’esterno dell’edificio, cartelli e indicazioni in ogni angolo disponibile, così da incuriosire e convogliare la folla che si era radunata all’Autodromo in occasione di una gara podistica. Mi raccomando la prossima volta!

(Inciso: parlo dal pulpito di chi si è sentita rivolgere la stessa critica durante l’ultima edizione di Cartoon Club, e so che su questo fronte ci fanno compagnia anche gli staff di altre manifestazioni: quindi sproniamoci e consigliamoci a vicenda.)

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Fumetti al trancio (foto di Emanuela Oliva)

La giornata si è aperta con l’iniziativa del “Fumetto al trancio”, ovvero un gruppo di fumettisti impegnati a riempire di schizzi e illustrazioni un grande foglio diviso in rettangoli (“tranci”), destinati poi a essere venduti al pubblico presente. Presenti Michele Cropera, Massimiliano Frezzato, , Dino Caterini, Ferdinando Caretta. Accanto a questa tavolata, faceva bella mostra di sé uno stand della Borsa del Fumetto e intitolato “Vent’anni dopo”: esponeva albi e riviste che sono usciti in edicola e libreria nel 1990. Effetto nostalgia assicurato – e anche l’effetto “capello bianco” non scherzava…

Presenti diversi professionisti del fumetto italiano. Oltre al già citato Silver, c’erano Luca Enoch, Massimiliano Frezzato, Fernando Caretta, Enzo Jannuzzi, , Claudio Villa, Antonio Serra, , Cinzia Ghigliano, e Alberto Ponticelli, quest’ultimo coadiuvato da Marco Mirko Nani, Marco Pedri e Tommaso Di Spigna in una originale performance grafica, con disegni realizzati su “muretti” costruiti con scatole di cartone.

SlowComics: il fumetto vissuto con lentezza - P1010563-300x224Fra le mostre, ho trovato particolarmente accattivante quella dedicata agli 80 anni di Topolino, stampata a colori su grandi rettangoli di stoffa verticali, affissi come stendardi a strutture metalliche. Peccato solo che fosse difficile trovare loro una collocazione, perché quando erano posizionati nell’area delle tribune sopra il circuito finivano per essere poco visibili e quindi poco ammirati, mentre quando sono stati spostati dalla parte opposta, nel corridoio esterno di passaggio, hanno subìto i nefasti effetti del vento. C’è da sperare che la mostra possa essere ospitata anche presso altre manifestazioni in modo da riguadagnare un po’ di visibilità.

SlowComics: il fumetto vissuto con lentezza - P1010521-300x224Una citazione anche per la mostra sulle statue di Diabolik, contenuta nelle dimensioni ma elegante e ben costruita: a dimostrazione che un buon allestimento valorizza sempre i materiali esposti e contribuisce in modo fondamentale allo scopo promozionale e divulgativo che ogni mostra porta con sé.

Concludo augurandomi nuove edizioni di SlowComics, con una crescita che vada sostanzialmente in due direzioni: l’acquisizione di un pubblico più vasto e una presenza a dir poco massiccia di quel “fumetto eccellente” a cui fa riferimento il sottotitolo della manifestazione, in modo da caratterizzare ulteriormente la manifestazione stessa e differenziarla in maniera decisa dalle altre fiere di settore. Magari con più mostre e micro-eventi dedicati a quelle realtà che promuovono un modo di fare fumetto destinato non ad un consumo veloce ma ad una fruizione riflessiva ed estetica di un certo spessore; penso a Il Grifo, a Hazard, a ReNoir, alle Edizioni BD, alla 001 Edizioni e a vari altri editori, che in SlowComics potrebbero trovare un’occasione promozionale “specializzata”. Congetture mie, si capisce: magari, tra qualche anno, alcune diverranno realtà.

Riferimenti:
SlowWorld, primo salone del turismo lento e del fumetto eccellente: www.sloworld.eu

Si ringrazia Emanuela Oliva (www.emanuelaoliva.itemanuelaoliva@alice.it) per il supporto fotografico.

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