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Il marketing di Guardiani della Galassia 2, il futuro di DreamWorks

In questa puntata la strategia Marvel Studios per la promozione del sequel di Guardiani della Galassia, i licenziamenti alla DreamWorks, Patty Jenkins e Wonder Woman...

La diffusione, nei giorni scorsi, di un nuovo trailer di ha definito una nuova strategia promozionale per il sequel diretto da da parte dei , premiata da una valanga di visualizzazioni (81 milioni) in poche ore.
Il nuovo atteggiamento promozionale della branca cinematografica della Casa delle Idee, nei confronti dell’atteso film sul gruppo cosmico, è riassumibile in due semplici parole: “tempo” e “teaser”.
Ha infatti sorpreso molti la diffusione di un nuovo trailer ad appena un mese di distanza dal primo, cosa questa che sottolinea una forte volontà dei di tenere desta l’attenzione del pubblico sulla pellicola, a cui si va ad aggiungere il formato del filmato stesso. La scelta di utilizzare nuovamente un teaser, con una breve durata e una ennesima introduzione dei personaggi (con i loro nomi ben evidenti) denota il volere, da parte dei , di aumentare non solo l’attesa, ma di compiere una operazione di empatia tra il pubblico e i personaggi, a cui si va ad aggiungere la scelta di un tema musicale facilmente orecchiabile.

Il marketing di Guardiani della Galassia 2, il futuro di DreamWorks

Una strategia di marketing che sta già dando i suoi frutti a 4 mesi dall’uscita nelle sale cinematografiche, con la nascita di oltre 99.000 nuove conversazioni inerenti il film sui social media, e quasi 300.000 conversazioni cumulative sullo stesso tema, come riportato dai sempre bene informati analisti di ComScore.
Discussioni aumentate in dismisura se si pensa anche al fatto che, negli stessi giorni, Marvel Entertainment ha annunciato una partnership con Telltale Games per la realizzazione di un videogioco basato sui Guardiani della Galassia, che dovrebbe essere distribuito su console, PC e dispositivi mobili nel 2017. Per niente casuale, inoltre, la diffusione di alcuni cortometraggi animati da parte di Marvel e Funko, il secondo dei quali con protagonisti i personaggi di Rocket e Groot.

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DreamWorks

Un articolo pubblicato nei giorni scorsi dal San Fernando Valley Business Journal ha reso noto che DreamWorks effettuerà il licenziamento di 170 dipendenti nel suo campus di Glendale, il prossimo gennaio. I tagli sono la conseguenza dell’integrazione di DreamWorks all’interno di NBCUniversal in seguito all’acquisizione da parte di Comcast, e avvengono due mesi dopo il licenziamento di altri 200 dipendenti nei settori riguardanti le operazioni di distribuzione e sui prodotti di consumo.

Questo nuovo round di licenziamenti comprende il gruppo che si occupava dei film di animazione, probabilmente a causa dello stop dato da Universal alla produzione di The Croods 2, di cui vi abbiamo riportato la notizia solo poche settimane fa. Lo spostamento di alcuni di questi lavoratori che sono stati licenziati verso altri progetti cinematografici o programmi di formazione artistica, come era stato inizialmente annunciato, non è ancora stato confermato.

Dopo l’accordo con Comcast, che ha portato alla vendita per 3.8 miliardi di dollari, al momento non è dato capire quale sarà il destino del settore animazione, visto che recentemente anche la produzione di How To Train Your Dragon 3 è da ritenersi appesa a un filo, con l’ennesimo rinvio della data di uscita (per la quarta volta), ora prevista per il 1 marzo 2019. Lascia comunque ben sperare l’annuncio, quasi in contemporanea, della realizzazione di Everes, pellicola di animazione che sarà diretta da Tim Johnson e Todd Wilderman, la cui uscita è prevista per il 27 settembre 2019.

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Il live action di Woody Woodpecker

E’ stato diffuso nei giorni scorsi il teaser-trailer del film live action di Woody Woodpecker che, diretto da Alex Zamm, è stato realizzato dalla Universal per una uscita diretta esclusivamente alle sale cinematografiche del Brasile.
La pellicola, che vede protagonisti Timothy Omundson, Thaila Ayala, Graham Verchere, Jordana Largy e Eric Bauza sarà infatti distribuita nel paese sudamericano con il titolo di Pica-Pau, nome con il quale il personaggio creato da Walter Lantz è conosciuto in Brasile, dove i suoi cartoni vengono replicati ancora oggi dalle televisioni locali.
La trama vedrà Lance Walters (Omundson), nel ruolo del cattivo che vuole cacciare Woody (realizzato in CGI) dalla sua casa nella foresta, con la complicità della sua bella fidanzata Vanessa (Ayala).

Duel e la produzione virtuale

E’ stato diffuso nei giorni scorsi su Vimeo Duel, un cortometraggio di animazione diretto da Tim Rudder, che ruota attorno a un vivace cast di tre ragazzi che si incontrano e immaginano se stessi in un mondo emozionante e avventuroso. I temi che permeano questo cortometraggio sono anche quelli che hanno portato alla sua realizzazione, tramite la collaborazione di ben 46 artisti in 16 paesi diversi che hanno lavorato assieme per settie mesi tramite uno studio virtuale per creare il corto animato.
Per rendere possibile la realizzazione di Duel, è stata utilizzata una piattaforma di animazione nata da poco chiamato Artella, uno studio virtuale per il crowdfunding in rapida crescita. Artella favorisce la comunicazione e la collaborazione in tutto il mondo, e facilita l’organizzazione e lo stoccaggio di tutti i migliaia di file che servono alla creazione di un progetto Duel.
Circa il 70 per cento dei collaboratori del film non aveva avuto alcun precedente contatto con il regista del film. Mentre i contributi sono stati trovati solo attraverso Artella Project Overview.

La nostra squadra di produzione ha trovato assolutamente fondamentale utilizzare il sistema di archiviazione di file di Artella per organizzare tutti i nostri dati e i modelli predefiniti e tenere tutto in maniera organizzata e facile per tutto il team per fare sì che rimanesse in sintonia – ha dichiarato il regista – Ma ciò che è stato ancora più essenziale sono stati gli artisti incredibili che si sono riuniti attraverso Artella per creare Duel. E’ davvero qualcosa di speciale, e siamo entusiasti di condividerlo con il mondo!

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Parlando nei giorni scorsi con The Hollywood Reporter nel corso di un reportage della rivista sulle donne nell’industria cinematografica e dell’entertainment, la regista ha parlato della realizzazione del film di con , delle pressioni e del significato che questo progetto ha per il mondo femminile.

Ho incontrato la Warner Bros subito dopo aver fatto Monster (la sua unica collaborazione con WB, un successo indie), più di dieci anni fa, e ho detto loro: “Voglio fare Wonder Woman”. Sono sempre stata affascinata da quei film che sono personali, ma che hanno comunque un ampio raggio d’azione. Superman ha avuto quell’effetto su di me quando ero piccola, ha ribaltato il mio mondo, e quel tipo di film è sempre stata la base da cui volevo partire durante la mia carriera.

A causa del mio amore per il genere e Wonder Woman, ho sentito che questo progetto era assolutamente la cosa giusta da fare, sebbene fossi perfettamente conscia di che cosa stavo per affrontare: sapevo che ci sarebbero stato infinite responsabilità che derivano da un lavoro del genere; sapevo che fare per la prima volta un film su Wonder Woman avrebbe inciso nella vita di tante persone.

Il marketing di Guardiani della Galassia 2, il futuro di DreamWorks

Quando mi viene chiesto se sento di essere messa ulteriormente sotto pressione in quanto regista donna, dico che è importante, ma che non c’è molto che possa fare. Ogni momento della mia carriera è stato così, ogni progetto è stato qualcosa che nessuno aveva mai fatto, uomo o donna, e la pressione è sempre alta in questi casi. Io continuo ad essere una donna, quindi ritengo che l’unica cosa possibile sia imparare a non ascoltare niente e nessuno per concentrarsi sull’essere una buona regista che dà il meglio di sé.
Il nostro film si ispira all’originale fumetto di Wonder Woman (parliamo degli anni 40) realizzato da William Moulton Marston. L’obiettivo era quello di aprire una finestra su tutto quello che mi è sempre stato detto di lei, di onorare lei e la sua eredità,  di ricrearla in quel modo universale come lo era per tutte noi ragazzine che correvano qua e là fingendo di essere Lynda Carter.

Wonder Woman è questo straordinario, universale eroe femminile che non doveva essere inferiore in niente. Lei non era meno forte degli altri e né, per questo, meno donna. Lei era bellissima come qualunque donna e forte come qualsiasi uomo. Questo, per me, è un concetto estremamente durevole. Ci sono stati così pochi personaggi femminili di questo tipo, personaggi che non erano di nicchia o semplici aiutanti. Lei è un supereroe fatto è finito che rispecchia e raggiunge tutti i tuoi sogni e aspettative in ogni modo.
Per me era importantissimo dipingerla vulnerabile, amorevole e di buon cuore come dovrebbe essere. È stato fondamentale renderla multidimensionale.

È stato incredibile realizzare qualcosa riguardo un supereroe che invia un messaggio sul combattere per un governo che ha a cuore i suoi cittadini, specialmente in un clima politico come quello di questi anni. È stato un processo particolare quello di cercare di creare un supereroe che mostra quanto difficile sia essere un eroe e rimanere gentile e affettuoso.
Ci saranno un sacco di discussioni riguardo il suo essere donna in questi tempi, ma io penso che la cosa più incredibile di questo personaggio sia che lei è di molto al di sopra di qualsiasi cosa.

Il marketing di Guardiani della Galassia 2, il futuro di DreamWorks

Si ringrazia per la traduzione delle dichiarazioni di Patty Jenkins Elisabetta Gatti

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