ANAFI e vecchio Fumetto

L’Avventuroso e le sue reincarnazioni

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L'Avventuroso e le sue reincarnazioni - immagine1-2166Per tutti gli appassionati di fumetti, il 14 ottobre 1934 non è una data qualunque, ma un preciso momento storico che ha determinato profondamente, e in maniera irreversibile, un cambiamento radicale nel mondo dell’editoria giovanile. Questa data, infatti, segna un evento straordinario: la nascita, grazie alla benemerita casa editrice fiorentina di Mario , de L’Avventuroso un giornale che, a dir poco, rivoluziono’ la stampa fumettistica segnando l’inizio di una nuova e’ra nel mondo del “giornalinismo” italiano, raggiungendo tirature, per l’epoca, da capogiro (si parla, addirittura, di una tiratura media di 300.000 copie con punte fino a 500/600.000 copie).

Giornale innovativo in tutti i sensi, sia dal punto di vista estetico ( fulminante, a prima vista, la sua testatina a colori vivaci disegnata dal bravo Giorgio Scudellari, per non parlare delle sue stupende pagine policrome e del suo inconsueto formato, ben 32×43 cm.) che di quello contenutistico (fu il primo giornale per ragazzi che introdusse nel nostro paese il grande fumetto avventuroso tout- court, con situazioni, spesso, a tinte forti e con qualche scena, per l’epoca, abbastanza pruriginosa. Non bisogna, infatti, dimenticare che, a quel tempo, far vedere un bacio innocente ma esplicito, era motivo valido per far gridare allo scandalo gli attenti moralisti), L’Avventuroso che esordì presentando i grandi eroi del fumetto statunitense -da Flash Gordon a Jim della Giungla, da Agente Segreto X9 a Radio Pattuglia, per arrivare, in un secondo tempo, a , Bob Star, L’Uomo Mascherato, Terry e i Pirati, Lone Ranger ecc.- rappresento’, da subito, un autentico accadimento generazionale, spostando l’interesse da un pubblico, fino allora, formato prevalentemente da bambini e adolescenti, verso una fascia decisamente più adulta e matura.
Lo strepitoso successo della nuova testata prese in contropiede gli altri editori che, fino a quel momento, poggiavano la loro produzione su storie stucchevoli a quadretti corredati da didascalie e imperniate, principalmente, sul genere comico-umoristico. L’avvento de L’Avventuroso mise in ginocchio tutte le altre pubblicazioni per ragazzi esistenti al momento (le uniche testate a non risentirne molto furono Il Corriere dei Piccoli che poteva contare su un proprio particolare pubblico e il Topolino della stessa , grazie alla presenza della produzione ed anche per il fatto di aver già introdotto l’avventura con i personaggi di Cino e Franco), facendo correre ai ripari i vari editori come Lotario Vecchi che era presente sul mercato con varie testate quali Rin Tin Tin, Primarosa, Tigre Tino e Jumbo che viene tutt’ora considerato come il primo giornale italiano a fumetti. Vecchi risponde, quindi, a L’Avventuroso contrapponendo L’Audace, giornale che fino a quel momento, presentava solo racconti a tutto testo e brevissimi fumetti di origine inglese, com’era, d’altronde, impostata tutta la produzione della SAEV. Bisogna riconoscere che la trasformazione de L’Audace fu, inizialmente, ben azzeccata, in quanto, tanto per citare, al Gordon nerbiniano rispondeva con la serie domenicale di Brick Bradford, alla Radio Pattuglia giornaliera opponeva quella domenicale, mentre Jim della Giungla ebbe come antagonista e , nella versione giornaliera, veniva contrapposto a se stesso nella versione domenicale, prendendo il nome di “Drakeman”.
Piu’ tardi anche Jumbo presenterà alcuni character d’oltreoceano come il Broncho Bill di O’ Neill, il Ming Foo di Fonsky e il nella versione di Rex Maxon. Soltanto Il Monello della Editoriale Universo, già sul mercato dal 1933, e il successivo , a partire dal Febbraio 1935, non seguirono le orme del rivoluzionario L’Avventuroso continuando a pubblicare storie a carattere popolare affiancandole, soltanto sporadicamente, con alcune serie di produzione statunitense quali il Bronco Bill di O’Neill che ne Il Monello prende il nome di “Il piccolo sceriffo”, mentre ne L’ possiamo trovare Connie di Frank Goodwin qui ribattezzata “Diana”, Gordon Fife di John Hales che qui diventa “Gordon l’Intrepido” e Don Wislow di Carl Hammond qui chiamato “Il Tenente di Vascello”.L'Avventuroso e le sue reincarnazioni - immagine2-2166Nel giro di qualche anno, le testate similari a L’Avventuroso prolificano sempre più nella speranza di poter contrastare il consolidato successo del giornale nerbiniano al quale la stessa casa editrice affianca, nel giro di un paio d’anni, altre pubblicazioni, più o meno analoghe, come Il Piccolo Avventuroso e Il Giornale di Cino e Franco/Giungla continuando imperterrita a presentare personaggi avventurosi americani. Tra la metà e la fine degli anni Trenta, altri periodici nascono sulle tracce de L’Avventuroso nello sforzo di oscurarne, in qualche modo, lo straripante successo e con la speranza di aprirsi uno spazio nell’editoria per ragazzi. Le Edizioni Illustrate Americane, nel 1935, danno vita all’Ardimentoso Illustrato un giornale che ricorda nell’intestazione e nella grafica l’ebdomadario nerbiniano e che presenta il Tarzan di Maxon e due personaggi di fattura italiana: Jim l’eroe degli Atlantidi, una via di mezzo tra il Gordon e il Jim della giungla di Raymond e Z-4 l’agente segreto fantasma che altro non è che una copia di Agente Segreto X9 dello stesso Raymond. Intanto la Mondadori rileva dalla Nerbini la testata Topolino, quella del suo Supplemento nonche’ l’esclusiva dei personaggi disneyani, per cui, per un certo periodo, presenta nelle edicole ben tre giornali: I Tre Porcellini, Paperino e lo stesso Topolino proponendo, oltre alle storie , parecchie serie avventurose come Buck Rogers, Ming Foo, Brick Bradford, Audax, Red Barry e via dicendo. Nasce anche , giornale di ispirazione confessionale edito dalla Editrice AVE, posto sul mercato con la chiara intenzione di fare concorrenza al laico L’Avventuroso e a tutte le altre testate che tendevano ad imitarlo pubblicando, pero’, solo materiale realizzato da autori italiani. Così come farà anche Argentovivo!, giornale della S.A.E.R. molto somigliante graficamente alla testata nerbiniana, ma che si affida principalmente a validi autori italiani come Albertarelli, Molino, Caprioli e Leporini.
Sempre negli anni trenta sono da ricordare i periodici nerbiniani Pisellino e Pinocchio, quest’ultimo anche nella versione della SAEV, che basano la loro produzione, quasi esclusivamente, su serie umoristiche (merita ricordare, pero’, che sulla testata della SAEV, apparivano le avventure di Thorne di Allan Dean).

Verso la fine del 1938, una direttiva emanata dal MinCulPop causava un vero e proprio terremoto nella stampa per ragazzi, in quanto veniva disposto l’allontanamento di tutti i personaggi americani e l’abolizione dei ballons a favore delle anacronistiche didascalie. Era l’inizio di un declino devastante per il vero fumetto, reso ancor più amaro da un coacervo di storie, con gli stessi eroi d’oltreoceano, ridisegnate e con i nomi buffamente italianizzati. Bisogna aspettare la fine del conflitto per rivedere nelle edicole i vecchi eroi americani e qualche editore, come Capriotti di Roma, li ripresenta già verso la fine del 1944 nella testata L’Avventura, ideale continuazione del non mai dimenticato L’Avventuroso della Nerbini. Lo stesso editore, contemporaneamente, pubblica Giramondo, che nel 1947 si fonderà con L’Avventura e presenterà solo serie realizzate da autori italiani e, nel 1946, Contastorie un contenitore di personaggi americani, inglesi e italiani. Altre testate, simili a L’Avventuroso, ripropongono i gloriosi personaggi degli “States” e tra queste ricordiamo Il Cow Boy dell’editore De Leo che pubblica, tra l’altro, Bronco Bill e Alley Hoop, L’Illustrazione dei Ragazzi della A.P.E. che presenta Tarzan, Dick Tracy e Terry e i Pirati, mentre la stessa Nerbini da alle edicole nuovi giornali quali L’Italo Americano/Mistero, Il Giornale dell’Uomo Mascherato e Il Giornale di Lone Ranger col quale immette un nuovo genere e cioe’ il western. Da non dimenticare, inoltre, altre due testate di notevole interesse come il Robinson della E.S.I. che ha il grosso merito di presentare, accanto a personaggi già noti come Tarzan, Principe Valiant e Terry e i pirati, serie inedite o poco conosciute quali Il Giudice Morris di Bob Brent e Bob Wells, Rip Kirby di Raymond e Agente Segreto X9 nella versione inedita di Mel Graff e Urra’! delle Edizioni Mondiali che oltre a Tarzan pubblica Superman (qui L’uomo d’acciaio), Batman (Il fantasma e l’aquilotto) e Red Ryder.

Non sono mancati, poi, casi di vero e proprio plagio come quando, nel 1952, apparve un numero unico dal titolo L’Avventuroso di una non meglio identificata casa editrice L’Avventuroso e, nel 1973, quando la Boss Periodici/Sole Editore diede alle stampe un giornale che voleva reincarnare il mitico periodico nerbiniano; in ambedue i casi veniva utilizzata l’originale testatina del giornale della Nerbini.
Alla fine degli anni quaranta, con l’avvento del formato striscia e libretto, i periodici formato giornale cominciarono a scomparire sempre più (solo tenne duro per parecchi anni ancora). In tutti questi anni, sono state moltissime le testate (qui non sono state, chiaramente, enumerate tutte in quanto, il presente articolo, sarebbe diventato unicamente un elenco) che hanno cercato di competere e copiare L’Avventuroso della Nerbini, ma, credo di poter asserire senza ombra di essere smentito, che nessun altro periodico per ragazzi è riuscito ad intaccarne la sua originalita’. A 70 anni dalla sua nascita L’Avventuroso continua imperterrito a rimanere, oltre che un fenomeno circoscritto, irripetibile e definitivo, un punto fermo e di riferimento per ogni studioso e appassionato di fumetti.

Questo articolo si trova pubblicato sul numero 52 (dicembre 2004) di FUMETTO, la rivista trimestrale dell’ANAFI (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione), distribuita solo ai soci della medesima. Punto di riferimento degli appassionati di fumetti fin dal lontano 1971, FUMETTO è uno dei benefici di chi si associa all’ANAFI; infatti, ogni anno, oltre ai quattro numeri della rivista, vengono poi destinati ai soci almeno due volumi omaggio appositamente editi. Nel 2005, i due omaggi sono il volume in formato comic book intitolato LE REGINE DELLA GIUNGLA, dedicato alle “tarzanelle” a stelle e strisce, con storie inedite in Italia firmate da grandi autori come Lubbers, Powell, Fletcher, Kamen, Webb e altri ancora, e l’albo dedicato a SERGIO TARQUINIO – Un disegnatore per l’avventura, uno studio di oltre 200 pagine su uno dei disegnatori italiani che maggiormente ha improntato col suo stile un lungo periodo del fumetto italiano.
La quota sociale per il 2005 è di 75,00 euro (110,00 euro per l’estero). Per le modalità di adesione e di pagamento, visitare la home page del sito www.amicidelfumetto.it
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