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Il pellegrino delle stelle: la ricerca per riscoprire l’uomo

Il pellegrino delle stelle: la ricerca per riscoprire l'uomo - pellegrino1Siamo alla fine del Settecento. Un veliero inglese sta solcando l’oceano per portare in patria sacchi colmi d’oro. La presenza del prezioso carico sta alimentando inesorabilmente la bramosia della ciurma, giorno dopo giorno. In aggiunta, una densa nebbia rende praticamente impossibile la navigazione, già a rilento in mancanza di venti favorevoli. La tensione a bordo sta diventando palpabile, quasi insostenibile, e non può che far presagire un ammutinamento.

L’inizio del Pellegrino delle stelle ricorda molto quello di un classico romanzo d’avventura di tematiche marinare, o almeno questo è ciò che si potrebbe dedurre da tali premesse. Invece ecco arrivare il colpo di scena. Proprio nel mezzo del mare appare un gigantesco buco e non c’è modo di evitare che la nave ci finisca dentro. È troppo tardi per invertire la rotta e le acque sono troppo profonde per gettare l’ancora. Il pellegrino delle stelle: la ricerca per riscoprire l'uomo - pellegrino2L’equipaggio si dilegua, preferendo stupidamente fuggire con le scialuppe stipate d’oro, senza preoccuparsi minimamente di quello che sarebbe veramente prezioso in quella situazione, i viveri. A bordo rimangono solo il capitano Conrad e due fedeli marinai, l’esperto Jonah e il giovane mozzo O’Flagherty. Il Pellegrino precipita nell’apertura tra le onde, un varco dimensionale, iniziando il suo viaggio più incredibile. Da quel momento vagabonderà nel cosmo di pianeta in pianeta alla ricerca della sperduta Terra.

Un Carlos Trillo in grande forma ci conduce per mano in un avvincente alternarsi di realtà e fantasia. Infatti, anche in quest’opera apparentemente votata verso l’immaginazione allo stato puro, non mancano le sue caustiche riflessioni sulla natura umana. Così, tra le stranezze di esseri come un Kai e un Plk, affiorano acute osservazioni sulle assurdità di certi nostri comportamenti che alla fine si rivelano controproducenti per noi stessi. La smania di arricchirsi oltre il lecito, assurde guerre fratricide, la ricerca di un effimero potere a tutti i costi. L’uomo non ci è mai sembrato così piccolo, messo di fronte alla grandezza dell’Universo e alle possibilità che potrebbe avere e che non vuole sfruttare.
Il pellegrino delle stelle: la ricerca per riscoprire l'uomo - pellegrino3La vera ricchezza non può stare in qualcosa di materiale
, perché quello che è considerato prezioso da un popolo potrebbe non esserlo per un altro, una manciata di semplice terra può essere più preziosa di una di diamanti. Si deve lottare per qualcosa di più importante, come poter assicurare un futuro a una prossima nascita, fare in modo che la propria razza non venga estinta. Il tutto viene rafforzato dal fatto che, per qualsiasi mirabolante congegno appaia, riesca a trovare una spiegazione pseudo-scientifica, quasi a voler dire che in definitiva l’unica pazzia in circolo è quella che ci portiamo dentro. È proprio questo il punto di forza della serie.

La storia del fumetto abbonda di pagine dedicate al fantastico, basti pensare a tutto ciò che è scaturito dopo la rivoluzione di Metal Hurlant, ma veramente poche sono arricchite da una sensibilità come quella dello scrittore argentino. Gli episodi del Pellegrino sono come tante fiabe moderne, con la giusta dose di magia, umorismo e anche crudeltà. Sono delle allegorie capaci di trasmettere significati profondi, nascosti in un’apparente leggerezza. Uno di loro, il dodicesimo, incredibilmente mai apparso prima d’ora in Italia, è anche stato successivamente riadattato per un racconto illustrato, diventando una fiaba a tutti gli effetti. “Uno per tutti” si è dunque ripreso il legittimo posto di vero finale, ma anche adesso la vicenda rimane aperta. In fondo, quando ci si trova con una compagnia affiatata, la voglia di vivere nuove avventure, di provare nuove esperienze può prendere il sopravvento e non avere mai fine.

In questa nuova edizione, riveduta e corretta, Il Pellegrino delle stelle si è anche ripreso il suo titolo originale. Infatti in tutte le sue precedenti apparizioni in Italia, tutte targate Eura, venne ribattezzato Robin delle stelle. In Argentina è apparso per la prima volta a colori sulla rivista Skorpio nel 1978. Da noi, dopo l’esordio sul settimanale Lanciostory dal 1978 al 1979, viene ristampato nell’inserto Dedicato a Breccia, raccolto in volume a colori per la collana Euracomix e in bianco e nero per la collana Fantacomix-Day.

Il pellegrino delle stelle: la ricerca per riscoprire l'uomo - pellegrino5A un altrettanto ispirato il compito di trasformare in immagini le aspirazioni dello sceneggiatore. Il disegnatore riesce perfettamente nel duplice compito. Infatti da un lato realizza fantastiche atmosfere con il suo efficace chiaroscuro, ora allargando sul generale, ora mirando sul dettaglio. Saltellano e corrono improbabili o terrificanti creature aliene che rivaleggiano per efficacia con quelle tipiche del Jeff Hawke di Willie Patterson e Sidney Jordan. Dall’altro riesce a non perdere di vista la realtà, riuscendo a fornire una profonda umanità ai personaggi. Dietro ogni volto c’è la storia di una vita. Le rughe scolpiscono il viso del capitano Conrad facendoci capire la sua profonda malinconia, quella di chi ha perso un grande amore, condannandolo a una perenne tristezza. È un eroe romantico, disincantato, per certi versi molto simile ad Alvar Mayor. Le guance paffute, gli occhi porcini del lupo di mare Jonah sembrano testimoniare le non epiche gesta di un uomo burbero, istintivo, facile all’ira. Un uomo in definitiva semplice ma leale, che ha sempre cercato di vivere in grande allegria, non lesinando alla prima occasione possibile di tuffarsi nei vizi di Bacco, tabacco e Venere. Al contrario, il volto liscio del giovane mozzo O’Flagherty è ancora un foglio tutto da scrivere. Si è ritrovato con un amore impossibile alle spalle, ma riesce ancora ad andare avanti con grande ottimismo, con l’entusiasmo dei suoi anni. Un discorso a parte meritano le dettagliatissime inquadrature del Pellegrino che si stagliano su uno sfondo nero, chiazzato di stelle, o dentro un paesaggio alieno. Tavole stupende come poche, capaci di calamitare l’attenzione del lettore anche più esigente.

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Tratto dall’introduzione all’ultima edizione italiana de “Il pellegrino delle stelle” di Carlos Trillo ed Enrique Breccia (Allagalla)

Abbiamo parlato di:
Il pellegrino delle stelle
Carlos Trillo, Enrique Breccia
Traduzione di Stefania Rabaioli
Allagalla Editore, 2010
160 pagine, brossurato, bianco & nero, 17,00€
ISBN: 9788896457047

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