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Marco Gervasio: vedi Napoli Comicon e…

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, classe 1967, dopo la laurea in Economia e commercio frequenta la Scuola Romana dei Fumetti, di cui attualmente è un insegnante. Notato nel 1996 da Giovan Battista Carpi viene introdotto all’Accademia , dove si diploma l’anno successivo e inizia a pubblicare su Topolino.

Da quel momento diventa uno degli sceneggiatori e disegnatori in forza alla Walt Disney Italia e presta le sue matite a PKNA e alle successive PK2 e Pikappa. Proprio Paperinik è uno dei personaggi più amati da Gervasio e proprio con l’alter ego mascherato di Paperino, fa il suo esordio da autore completo nel 2002.
Nel 2012, su Topolino, crea la nuova serie Le strabilianti imprese di Fantomius, ladro-gentiluomo, in cui l’autore racconta le avventure dell’antesignano di Paperinik ambientate negli anni ’20, in compagnia della sua fidanzata e complice, Dolly Paprika, e dell’amico inventore Copernico Pitagorico. La serie sta venendo raccolta in volumi nella collana Disney Definitive Collection.
Nel 2013 scrive e disegna, sempre su Topolino, The Top Ranger, la parodia del film Disney The Lone Ranger, con Pippo nella parte che nella pellicola è di Johnny Deep.

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Dagli ultimi episodi della tua serie sembra che stia puntando verso una conclusione: è così? Che cosa ti regalato emozionalmente e professionalmente questa saga?
Sì, mi accingo a scrivere l’ultimo ciclo della saga di Fantomius, gli ultimi 4 capitoli.
E sono i più difficili, proprio perché devono portare a una naturale conclusione le avventure del ladro gentiluomo che, lo ammetto, mi mancherà. Perché Fantomius è per me un figlio “adottivo” (il papà naturale è Guido Martina) che ho fatto crescere e maturare e che a sua volta mi ha fatto crescere e maturare. Il papero mascherato mi ha dato tanto, sia emozionalmente, facendomi vivere avventure che difficilmente avrei potuto realizzare con gli standard character, che professionalmente facendomi migliorare come sceneggiatore, oltre che come disegnatore (perché non si smette mai di imparare). Dunque per me sarà un addio (ma lo sarà davvero?) non privo di lacrime.

Visto il tema di questo , che opinione hai della sempre crescente ibridazione del fumetto con altre forme di espressione artistica e comunicativa (cinema, TV, letteratura, teatro…)?
Un’ottima opinione. Le mie storie sono sempre ricche di citazioni prese dal cinema o dalla letteratura, che sono fonte perenne d’ispirazione del mio lavoro. Ma più in generale ritengo che tutto ciò che può “aiutare” il fumetto, che può renderlo più visibile e raggiungibile sia da considerarsi positivo. In questo periodo storico, dove siamo facilmente distraibili dalle tante forme d’intrattenimento messe a disposizione, il fumetto deve fare a spintoni per farsi avanti tra tutte. Ecco, se c’è la possibilità che una collaborazione con un’altra forma artistica lo faccia passare senza bisogno di spingere, è per me un’ottima cosa. Poi ovviamente il fumetto ricambia (e in ottimo modo) la gentilezza, eh.

Vedi Napoli e poi…?
… e poi torni a Roma portandotela nel cuore. Adoro Napoli Comicon, la ritengo una delle fiere di fumetto più belle e meglio organizzate e sono sempre particolarmente felice, oltre che onorato, di parteciparvi. Napoli è bellissima.

 

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